<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Autismo: il video shock accende le polemiche</title>
	<atom:link href="http://www.psicozoo.it/2009/11/10/autismo-il-video-shock-accende-le-polemiche/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.psicozoo.it/2009/11/10/autismo-il-video-shock-accende-le-polemiche/</link>
	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 May 2012 10:31:02 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
	<item>
		<title>Di: sclkn anc jndkj nkjdsn kd</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/11/10/autismo-il-video-shock-accende-le-polemiche/comment-page-1/#comment-3304</link>
		<dc:creator>sclkn anc jndkj nkjdsn kd</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 21:41:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=2729#comment-3304</guid>
		<description>Preciso meglio anI concetti possono essere empirici, cioè derivare dall&#039;esperienza, o puri, cioè essere contenuti a priori dall&#039;intelletto. Ciascun concetto è il predicato di un giudizio possibile (esempio: il metallo [soggetto] è un corpo [predicato]) e tutti questi sono posti in alcune caselle a priori che sono i concetti puri. I concetti puri vengono chiamati da Kant categorie sull&#039;esempio aristotelico. Tuttavia Kant ne elimina alcune che non hanno a che fare con l&#039;intelletto puro ma con modi della sensibilità pura (tempo e luogo) e anche un modo empirico (moto) e alcuni concetti derivati (azione e passione). Differentemente da Aristotele, per il quale le categorie sono principi del pensiero logico e della realtà, quelle kantiane sono modi di funzionamento dell&#039;intelletto che svolgono una funzione trascendentale di ordinamento dei fenomeni nel senso che sono forme a priori, precedenti ogni esperienza ma che nello stesso tempo acquistano valore e significato solo quando si applicano all&#039;esperienza stessa. A ciascun giudizio Kant fa coincidere una categoria.
Dopo aver formulato questa teoria, Kant ne deve dimostrare la validità (deduzione trascendentale). In questo caso il termine deduzione implica la dimostrazione della legittimità di una pretesa di fatto. La deduzione riguarda il &quot;quid iuris&quot; (le cose come le giudichiamo) e non il &quot;quid facti&quot; (le cose come sono in realtà).
Per giustificare quindi ciò che ci garantisce che la natura obbedirà alle categorie, manifestandosi in esperienza come noi crediamo, Kant procede secondo questo ragionamento:
l&#039;unificazione del molteplice non è fatta dalla sensibilità (che è passiva), ma da un&#039;attività sintetica che ha sede nell&#039;intelletto;
distinguendo l&#039;unificazione dall&#039;unità, Kant identifica la suprema unità fondatrice della conoscenza con il centro mentale unificatore, denominato &quot;Io penso&quot;, che è comune a tutte le persone ed è quindi universale;
l&#039;io penso opera tramite i giudizi e cioè il modo in cui il molteplice dell&#039;intuizione viene pensato;
i giudizi si basano sulle categorie, cioè sui vari modi in cui l&#039;io penso agisce.
Di conseguenza un oggetto non può essere pensato senza ricorrere alle categorie. Riassumendo:
i pensieri presuppongono l&#039;io penso;I concetti possono essere empirici, cioè derivare dall&#039;esperienza, o puri, cioè essere contenuti a priori dall&#039;intelletto. Ciascun concetto è il predicato di un giudizio possibile (esempio: il metallo [soggetto] è un corpo [predicato]) e tutti questi sono posti in alcune caselle a priori che sono i concetti puri. I concetti puri vengono chiamati da Kant categorie sull&#039;esempio aristotelico. Tuttavia Kant ne elimina alcune che non hanno a che fare con l&#039;intelletto puro ma con modi della sensibilità pura (tempo e luogo) e anche un modo empirico (moto) e alcuni concetti derivati (azione e passione). Differentemente da Aristotele, per il quale le categorie sono principi del pensiero logico e della realtà, quelle kantiane sono modi di funzionamento dell&#039;intelletto che svolgono una funzione trascendentale di ordinamento dei fenomeni nel senso che sono forme a priori, precedenti ogni esperienza ma che nello stesso tempo acquistano valore e significato solo quando si applicano all&#039;esperienza stessa. A ciascun giudizio Kant fa coincidere una categoria.
Dopo aver formulato questa teoria, Kant ne deve dimostrare la validità (deduzione trascendentale). In questo caso il termine deduzione implica la dimostrazione della legittimità di una pretesa di fatto. La deduzione riguarda il &quot;quid iuris&quot; (le cose come le giudichiamo) e non il &quot;quid facti&quot; (le cose come sono in realtà).
Per giustificare quindi ciò che ci garantisce che la natura obbedirà alle categorie, manifestandosi in esperienza come noi crediamo, Kant procede secondo questo ragionamento:
l&#039;unificazione del molteplice non è fatta dalla sensibilità (che è passiva), ma da un&#039;attività sintetica che ha sede nell&#039;intelletto;
distinguendo l&#039;unificazione dall&#039;unità, Kant identifica la suprema unità fondatrice della conoscenza con il centro mentale unificatore, denominato &quot;Io penso&quot;, che è comune a tutte le persone ed è quindi universale;
l&#039;io penso opera tramite i giudizi e cioè il modo in cui il molteplice dell&#039;intuizione viene pensato;
i giudizi si basano sulle categorie, cioè sui vari modi in cui l&#039;io penso agisce.
Di conseguenza un oggetto non può essere pensato senza ricorrere alle categorie. Riassumendo:
i pensieri presuppongono l&#039;io penso;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Preciso meglio anI concetti possono essere empirici, cioè derivare dall&#8217;esperienza, o puri, cioè essere contenuti a priori dall&#8217;intelletto. Ciascun concetto è il predicato di un giudizio possibile (esempio: il metallo [soggetto] è un corpo [predicato]) e tutti questi sono posti in alcune caselle a priori che sono i concetti puri. I concetti puri vengono chiamati da Kant categorie sull&#8217;esempio aristotelico. Tuttavia Kant ne elimina alcune che non hanno a che fare con l&#8217;intelletto puro ma con modi della sensibilità pura (tempo e luogo) e anche un modo empirico (moto) e alcuni concetti derivati (azione e passione). Differentemente da Aristotele, per il quale le categorie sono principi del pensiero logico e della realtà, quelle kantiane sono modi di funzionamento dell&#8217;intelletto che svolgono una funzione trascendentale di ordinamento dei fenomeni nel senso che sono forme a priori, precedenti ogni esperienza ma che nello stesso tempo acquistano valore e significato solo quando si applicano all&#8217;esperienza stessa. A ciascun giudizio Kant fa coincidere una categoria.<br />
Dopo aver formulato questa teoria, Kant ne deve dimostrare la validità (deduzione trascendentale). In questo caso il termine deduzione implica la dimostrazione della legittimità di una pretesa di fatto. La deduzione riguarda il &#8220;quid iuris&#8221; (le cose come le giudichiamo) e non il &#8220;quid facti&#8221; (le cose come sono in realtà).<br />
Per giustificare quindi ciò che ci garantisce che la natura obbedirà alle categorie, manifestandosi in esperienza come noi crediamo, Kant procede secondo questo ragionamento:<br />
l&#8217;unificazione del molteplice non è fatta dalla sensibilità (che è passiva), ma da un&#8217;attività sintetica che ha sede nell&#8217;intelletto;<br />
distinguendo l&#8217;unificazione dall&#8217;unità, Kant identifica la suprema unità fondatrice della conoscenza con il centro mentale unificatore, denominato &#8220;Io penso&#8221;, che è comune a tutte le persone ed è quindi universale;<br />
l&#8217;io penso opera tramite i giudizi e cioè il modo in cui il molteplice dell&#8217;intuizione viene pensato;<br />
i giudizi si basano sulle categorie, cioè sui vari modi in cui l&#8217;io penso agisce.<br />
Di conseguenza un oggetto non può essere pensato senza ricorrere alle categorie. Riassumendo:<br />
i pensieri presuppongono l&#8217;io penso;I concetti possono essere empirici, cioè derivare dall&#8217;esperienza, o puri, cioè essere contenuti a priori dall&#8217;intelletto. Ciascun concetto è il predicato di un giudizio possibile (esempio: il metallo [soggetto] è un corpo [predicato]) e tutti questi sono posti in alcune caselle a priori che sono i concetti puri. I concetti puri vengono chiamati da Kant categorie sull&#8217;esempio aristotelico. Tuttavia Kant ne elimina alcune che non hanno a che fare con l&#8217;intelletto puro ma con modi della sensibilità pura (tempo e luogo) e anche un modo empirico (moto) e alcuni concetti derivati (azione e passione). Differentemente da Aristotele, per il quale le categorie sono principi del pensiero logico e della realtà, quelle kantiane sono modi di funzionamento dell&#8217;intelletto che svolgono una funzione trascendentale di ordinamento dei fenomeni nel senso che sono forme a priori, precedenti ogni esperienza ma che nello stesso tempo acquistano valore e significato solo quando si applicano all&#8217;esperienza stessa. A ciascun giudizio Kant fa coincidere una categoria.<br />
Dopo aver formulato questa teoria, Kant ne deve dimostrare la validità (deduzione trascendentale). In questo caso il termine deduzione implica la dimostrazione della legittimità di una pretesa di fatto. La deduzione riguarda il &#8220;quid iuris&#8221; (le cose come le giudichiamo) e non il &#8220;quid facti&#8221; (le cose come sono in realtà).<br />
Per giustificare quindi ciò che ci garantisce che la natura obbedirà alle categorie, manifestandosi in esperienza come noi crediamo, Kant procede secondo questo ragionamento:<br />
l&#8217;unificazione del molteplice non è fatta dalla sensibilità (che è passiva), ma da un&#8217;attività sintetica che ha sede nell&#8217;intelletto;<br />
distinguendo l&#8217;unificazione dall&#8217;unità, Kant identifica la suprema unità fondatrice della conoscenza con il centro mentale unificatore, denominato &#8220;Io penso&#8221;, che è comune a tutte le persone ed è quindi universale;<br />
l&#8217;io penso opera tramite i giudizi e cioè il modo in cui il molteplice dell&#8217;intuizione viene pensato;<br />
i giudizi si basano sulle categorie, cioè sui vari modi in cui l&#8217;io penso agisce.<br />
Di conseguenza un oggetto non può essere pensato senza ricorrere alle categorie. Riassumendo:<br />
i pensieri presuppongono l&#8217;io penso;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sclkn anc jndkj nkjdsn kd</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/11/10/autismo-il-video-shock-accende-le-polemiche/comment-page-1/#comment-3303</link>
		<dc:creator>sclkn anc jndkj nkjdsn kd</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 21:38:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=2729#comment-3303</guid>
		<description>I concetti possono essere empirici, cioè derivare dall&#039;esperienza, o puri, cioè essere contenuti a priori dall&#039;intelletto. Ciascun concetto è il predicato di un giudizio possibile (esempio: il metallo [soggetto] è un corpo [predicato]) e tutti questi sono posti in alcune caselle a priori che sono i concetti puri. I concetti puri vengono chiamati da Kant categorie sull&#039;esempio aristotelico. Tuttavia Kant ne elimina alcune che non hanno a che fare con l&#039;intelletto puro ma con modi della sensibilità pura (tempo e luogo) e anche un modo empirico (moto) e alcuni concetti derivati (azione e passione). Differentemente da Aristotele, per il quale le categorie sono principi del pensiero logico e della realtà, quelle kantiane sono modi di funzionamento dell&#039;intelletto che svolgono una funzione trascendentale di ordinamento dei fenomeni nel senso che sono forme a priori, precedenti ogni esperienza ma che nello stesso tempo acquistano valore e significato solo quando si applicano all&#039;esperienza stessa. A ciascun giudizio Kant fa coincidere una categoria.
Dopo aver formulato questa teoria, Kant ne deve dimostrare la validità (deduzione trascendentale). In questo caso il termine deduzione implica la dimostrazione della legittimità di una pretesa di fatto. La deduzione riguarda il &quot;quid iuris&quot; (le cose come le giudichiamo) e non il &quot;quid facti&quot; (le cose come sono in realtà).
Per giustificare quindi ciò che ci garantisce che la natura obbedirà alle categorie, manifestandosi in esperienza come noi crediamo, Kant procede secondo questo ragionamento:
l&#039;unificazione del molteplice non è fatta dalla sensibilità (che è passiva), ma da un&#039;attività sintetica che ha sede nell&#039;intelletto;
distinguendo l&#039;unificazione dall&#039;unità, Kant identifica la suprema unità fondatrice della conoscenza con il centro mentale unificatore, denominato &quot;Io penso&quot;, che è comune a tutte le persone ed è quindi universale;
l&#039;io penso opera tramite i giudizi e cioè il modo in cui il molteplice dell&#039;intuizione viene pensato;
i giudizi si basano sulle categorie, cioè sui vari modi in cui l&#039;io penso agisce.
Di conseguenza un oggetto non può essere pensato senza ricorrere alle categorie. Riassumendo:
i pensieri presuppongono l&#039;io penso;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I concetti possono essere empirici, cioè derivare dall&#8217;esperienza, o puri, cioè essere contenuti a priori dall&#8217;intelletto. Ciascun concetto è il predicato di un giudizio possibile (esempio: il metallo [soggetto] è un corpo [predicato]) e tutti questi sono posti in alcune caselle a priori che sono i concetti puri. I concetti puri vengono chiamati da Kant categorie sull&#8217;esempio aristotelico. Tuttavia Kant ne elimina alcune che non hanno a che fare con l&#8217;intelletto puro ma con modi della sensibilità pura (tempo e luogo) e anche un modo empirico (moto) e alcuni concetti derivati (azione e passione). Differentemente da Aristotele, per il quale le categorie sono principi del pensiero logico e della realtà, quelle kantiane sono modi di funzionamento dell&#8217;intelletto che svolgono una funzione trascendentale di ordinamento dei fenomeni nel senso che sono forme a priori, precedenti ogni esperienza ma che nello stesso tempo acquistano valore e significato solo quando si applicano all&#8217;esperienza stessa. A ciascun giudizio Kant fa coincidere una categoria.<br />
Dopo aver formulato questa teoria, Kant ne deve dimostrare la validità (deduzione trascendentale). In questo caso il termine deduzione implica la dimostrazione della legittimità di una pretesa di fatto. La deduzione riguarda il &#8220;quid iuris&#8221; (le cose come le giudichiamo) e non il &#8220;quid facti&#8221; (le cose come sono in realtà).<br />
Per giustificare quindi ciò che ci garantisce che la natura obbedirà alle categorie, manifestandosi in esperienza come noi crediamo, Kant procede secondo questo ragionamento:<br />
l&#8217;unificazione del molteplice non è fatta dalla sensibilità (che è passiva), ma da un&#8217;attività sintetica che ha sede nell&#8217;intelletto;<br />
distinguendo l&#8217;unificazione dall&#8217;unità, Kant identifica la suprema unità fondatrice della conoscenza con il centro mentale unificatore, denominato &#8220;Io penso&#8221;, che è comune a tutte le persone ed è quindi universale;<br />
l&#8217;io penso opera tramite i giudizi e cioè il modo in cui il molteplice dell&#8217;intuizione viene pensato;<br />
i giudizi si basano sulle categorie, cioè sui vari modi in cui l&#8217;io penso agisce.<br />
Di conseguenza un oggetto non può essere pensato senza ricorrere alle categorie. Riassumendo:<br />
i pensieri presuppongono l&#8217;io penso;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Autismo: il video shock accende le polemiche &#171; Autismo, che fare? Incazzarsi!</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/11/10/autismo-il-video-shock-accende-le-polemiche/comment-page-1/#comment-1569</link>
		<dc:creator>Autismo: il video shock accende le polemiche &#171; Autismo, che fare? Incazzarsi!</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 19:16:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=2729#comment-1569</guid>
		<description>[...] Pubblicato da Autismo Incazziamoci su 19 Novembre 2009  Copio-incollo da Psicozoo.it [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Pubblicato da Autismo Incazziamoci su 19 Novembre 2009  Copio-incollo da Psicozoo.it [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lorena</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/11/10/autismo-il-video-shock-accende-le-polemiche/comment-page-1/#comment-1557</link>
		<dc:creator>lorena</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 23:10:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=2729#comment-1557</guid>
		<description>che tristezza.....
(mamma di un bimbo autistico)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che tristezza&#8230;..<br />
(mamma di un bimbo autistico)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

