Esami 3: superarli in maniera vincente

esami orali

Ogni esame è un mondo a sè, con la sua complessità e la sua tipologia che, a seconda di come siamo abituati, può presentare per il singolo studente più o meno difficoltà. C’è chi preferisce l’orale perchè ha più spazio per dimostrare la sua preparazione, chi lo scritto perchè ammortizza l’impatto col professore, chi i test a scelta multipla perchè indirizzano la risposta. In qualunque forma l’esame si presenti, l’Università di Milano ci suggerisce le modalità giuste per superarlo con profitto.

esami orali

L’esame orale

L’esame orale rappresenta la tipologia di verifica più frequente nel contesto universitario ed è ovviamente quella in cui si manifesta l’incidenza della comunicazione verbale e non verbale. Generalmente, il numero degli studenti da ascoltare è consistente: in venti-trenta minuti d’interrogazione si deve far emergere quanto si è appreso ed elaborato personalmente. Difficilmente si partirà da una domanda estremamente specifica e difficile: la maggioranza dei docenti preferisce mettere a proprio agio lo studente partendo da argomenti generali. È pur vero che ad un certo punto dell’esame le domande diventano via via più specifiche, ma questo spesso è un buon segno: il docente è soddisfatto dell’esposizione, ritiene che vi sia una padronanza degli argomenti a livello generale e vuol valutare anche la conoscenza di dettagli più specifici al fine di una votazione più elevata. Quando aumenta il livello di difficoltà, può essere utile ricordare che, se si è arrivati a quel punto, probabilmente si è già fatta buona impressione.
Proviamo ora a fornire qualche consiglio pratico in più.

Prima dell’esame

  • Se è possibile, assistere ad un appello precedente il proprio e ascoltare attentamente ciò che viene richiesto. Può essere utile annotarsi le domande poste, ma anche alcuni elementi delle risposte che hanno riscosso il consenso più evidente da parte del docente.
  • Dopo aver annotato le domande e le risposte ricorrenti all’appello, la cosa migliore da farsi è chiudere questi materiali in un cassetto fino al momento opportuno. Se si assiste ad un appello prima di aver letto i testi e di averli elaborati personalmente è facile ricavare un’impressione di elevata difficoltà. E’ meglio riprendere le domande poste negli appelli precedenti e provare a rispondervi in modo autonomo solo quando si ritiene di aver raggiunto un buon livello di preparazione.
  • Quando oltre ai manuali fondamentali è fornita una lista dei libri a scelta, selezionare il più breve o quello che portano tutti gli altri è indubbiamente la soluzione più comoda. I testi andrebbero però scelti in base al criterio dell’utilità per il proprio percorso di studi. Per un docente, inoltre, può essere interessante ascoltare lo studente su un testo che quasi nessuno porta.

Nel corso dell’esame

  • Non partire sconfitti: si è preparati e tranquilli come i propri compagni.
  • È sempre opportuno prepararsi bene una specifica tematica nel caso in cui il docente chieda di trattare un argomento a scelta. Non saper cosa dire quando si è invitati a cominciare da qualsiasi cosa si preferisca, non fa una buona impressione e si corre inoltre il rischio di essere interrogati su argomenti meno noti.
  • Nessun docente pretende che si inizi a rispondere non appena pronunciata l’ultima lettera della domanda: è bene prendersi qualche istante per riflettere e organizzare il discorso.
  • Non collegarsi ad argomenti poco conosciuti: gli argomenti affrontabili sono sempre numerosi e di fronte a domande generali è sempre possibile orientarsi su quelli su cui ci si sente più preparati.
  • Avere chiaro il punto di arrivo del proprio discorso.
  • Fornire risposte aderenti alla domanda ed esaustive, quindi iniziare dalle argomentazioni centrali e solo in seguito eventualmente fornire dei dettagli secondari.
  • Usare la terminologia appropriata.
  • Pronunciare correttamente parole e nomi di autori stranieri. Se non ne conoscete bene la dizione chiedete aiuto.
  • Non scrutare costantemente il viso del docente alla ricerca di segni di approvazione o disappunto. Alcuni docenti forniscono un contatto molto “rassicurante” e non occorre particolare sforzo per capire se sono soddisfatti o meno di un’esposizione. Altri scelgono la via di una “studiata impassibilità” ed è quindi pressoché inutile concentrarsi sulle loro reazioni: meglio pensare a ciò che si sta dicendo.
esame test-universitaE’ importante concentrarsi non solo su quello che si dice, ma anche sul come, manifestando la forza della propria comunicazione globale.

All’esame bisogna quindi cercare di mostrare sicurezza e padronanza della situazione: un’esposizione troppo “emotiva” comunicherà insicurezza, lasciando all’interlocutore un’impressione generale di una preparazione non del tutto perfetta. All’opposto, un’esposizione in cui anche la comunicazione non verbale supporta i contenuti, trasmetterà sicurezza, con effetti positivi sul giudizio della preparazione. L’insicurezza, la timidezza, l’ansia e in generale l’emotività incontrollata possono rendere quindi meno efficace la comunicazione verbale.

È vero che questi aspetti sono quelli che più facilmente sfuggono ad un controllo razionale, tuttavia con l’auto-osservazione e l’esercizio si può sempre migliorare.

L’esame scritto

Proprio perché nell’esame scritto viene meno l’influenza degli elementi comunicativi non verbali è più che mai necessario prestare la massima attenzione al modo in cui vengono espressi i concetti sulla carta. Ovviamente il discorso è molto diverso se si tratta di un test a risposte chiuse (in cui occorre barrare le risposte corrette) o aperte. In ogni caso valgono sempre le seguenti regole:

  • Non si deve temere d’impiegare un tempo iniziale per familiarizzare con l’esame: meglio perdere qualche minuto per organizzare le idee che iniziare a scrivere d’impulso.
  • Pianificare realisticamente il tempo a disposizione. Calcolare rapidamente quanto tempo si ha all’incirca per ogni quesito. È inutile rimanere moltissimo su una domanda e tralasciare le altre per mancanza di tempo.
  • Leggere il testo dell’esame una prima volta, velocemente ma con attenzione, per capire quali parti richiederanno meno tempo e quali è meglio lasciare alla fine perché necessitano di più ragionamento.
  • Assicurarsi di aver capito istruzioni e domande ed eventualmente chiedere chiarimenti, ad alta voce se possono interessare tutti, in disparte nel caso contrario.
  • Se l’esame prevede punteggi differenziati, occorre considerare che le domande a cui viene attribuito un maggior valore sono generalmente anche quelle più complesse e che richiedono più tempo. È bene quindi affrontare per primi i quesiti che danno più punti.
  • Non agitarsi se alcune domande, inizialmente, sembrano poco chiare: ricordarsi che ancora non ci si è applicati fino in fondo.

Entriamo quindi nel dettaglio delle due tipologie di esame scritto.

Test con domande a scelta multipla:

  • esame testingressoInvece di leggere subito le domande appena si ha il test sotto mano, concentrarsi sulle istruzioni fornite dal docente e su quelle eventualmente annotate nel testo dell’esame. Occorre innanzi tutto sapere quanto tempo si ha a disposizione, se esiste solo un’opzione corretta e in che misura vengono eventualmente penalizzate le risposte sbagliate.
  • Rileggere con molta attenzione il testo di ogni domanda prima di rispondere (la fretta porta facilmente ad interpretazioni sbagliate di quanto viene chiesto), quindi considerarla come se richiedesse una risposta precisa, prima di leggere le alternative. In sostanza può essere utile provare a rispondere come se il quesito fosse in forma aperta e solo in un secondo momento cercare la conferma tra le opzioni disponibili.
  • Rispondere prima alle domande di cui si è certi della risposta.
  • Una volta “eliminate” le domande con risposta semplice e certa, tornare a quelle per le quali si è sicuri di poter eliminare almeno un’alternativa, quindi confrontare tra loro le opzioni rimanenti, valutandone i diversi aspetti, fino a selezionare la risposta più plausibile.
  • Prestare attenzione alle espressioni assolute come “sempre” “mai” “tutti”, perché spesso invalidano l’alternativa.
  • Nel corso dell’esame, i dubbi sulla correttezza delle risposte fornite vengono quasi a tutti. Nel caso non si conosca una risposta e il test non preveda la penalizzazione degli errori, è sempre meglio tentare.
  • Se è proprio indispensabile cambiare una delle soluzioni fornite, correggere in modo tale che non vi possano essere dubbi sull’alternativa infine selezionata.
  • Rileggere le istruzioni e controllare se si è risposto a tutte le domande prima di riconsegnare.

Test con domande a risposta aperta:

  • Una scrittura chiara e leggibile è una forma di rispetto verso il docente.
  • Non usare troppi incisi e/o incisi eccessivamente lunghi: rendono poco fluida la lettura.
  • Anche in questo caso è importante prestare attenzione alle istruzioni del docente e leggere attentamente quelle eventualmente annotate sul test, prima di iniziare a scrivere.
  • Quando un collega pone una domanda, può essere molto utile ascoltare la risposta del docente, anche per evitare di richiedere le stesse cose.
  • Portare i testi che è ammesso consultare nel corso dell’esame (vocabolario, dizionario dei sinonimi e contrari).
  • Identificare il punto centrale del quesito, per rispondere precisamente.
  • Elaborare una sintesi di quanto è utile scrivere nella risposta: i punteggi non sono forniti in base al numero di parole, ma alla capacità di esprimere i concetti chiave in modo chiaro e conciso, quindi:
    • individuare i concetti principali;
    • ricavarne una scaletta;
    • rimanere aderenti al tema;
    • se si includono più dettagli, assicurasi che siano pertinenti alla domanda;
    • rileggere le domande e verificare se le si è interpretate accuratamente.
  • Meglio iniziare dai quesiti su cui ci si sente preparati e lasciare per ultimi gli altri.
  • Quando non si sa proprio cosa rispondere, è a volte meglio non rispondere affatto invece di scrivere banalità di senso comune. Piuttosto usare il tempo rimanente per approfondire le risposte ad altre domande.
  • Rispettare le terminologie specifiche e usarle nel modo appropriato.

esame universitaComunque vada il vostro esame, ricordate che è possibile sbagliare, quindi, se sentite di avere studiato, non siate troppo severi con voi stessi. E quando proprio un esame vi sembra insormontabile, un gruppo di studio con colleghi che vi aiutino a mantenervi concentrati e a chiarire le difficoltà è sempre una buona soluzione.

Buono studio!

Fonte:

– Università di Milano – Lo studente strategico

avatar
Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110