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Ipnosi? Non e’ roba da ciarlatani

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42-15600195L’ipnosi è un fenomeno che incuriosisce e spaventa perchè richiama fantasie particolari: il controllo sulla mente di un’altra persona, l’abbandonarsi, la fragilità, il ritorno all’infanzia. I mass media ce ne danno un’immagine piuttosto grottesca e vicina alle arti magiche, eppure l’ipnosi ha una storia che nel mondo scientifico ed è stata codificata in una serie di tecniche psicoterapiche che a tutt’oggi trovano diverse applicazioni in varie branche della medicina.

Il termine ipnosi viene dalla parola greca  “hypnos”, cioè sonno, anche se la sua natura è molto diversa da quella dell’addormentamento. La parola fu introdotta per la prima volta da James Braid nella prima metà del 1800, mentre dobbiamo la prima definzione scientifica di questo termine a Milton H. Erickson (1901-1980), uno psichiatra che la introdusse nel 1954 nella XIV edizione dell’Enciclopedia Britannica. Erickson definì l’ipnosi come una particolare condizione psicologica e neurofisiologica nella quale l’attenzione di una persona è fortemente focalizzata e libera da distrazioni, così da poter raggiungere più facilmente alcuni obiettivi, nell’ambito di una relazione terapeutica di grande fiducia. Al contrario di quanto si pensi, quindi, la persona ipnotizzata non è manipolata o costretta contro la sua volontà, anzi è maggiormente in grado di concentrarsi su un obiettivo.

Come viene utilizzata

ipnosiAttualmente l’ipnosi viene utilizzata in diversi campi della medicina. Nella terapia del dolore, l’ipnosi è utilizzata per aumentare la capacità del paziente di controllare le proprie sensazioni fisiche nei diversi settori dell’organismo,  aumentando la consapevolezza di quello che succede nel corpo e imparando ad ampliare o ridurre alcuni parametri fisiologici, come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la temperatura cutanea. Alcuni anestesisti la utilizzano ad esempio nella preparazione agli interventi chirurgici e nel post-operatorio. In ginecologia è utilizzata nelle preparazione al parto e per alcuni disturbi ginecologici di natura psicosomatica. Ancora gli odontoiatri la praticano per aiutare il paziente a controllare la paura degli interventi dentistici e il dolore che ne consegue. In oncologia l’ipnosi è utilizzata nella gestione delle emozioni negative, nel controllo del dolore e addirittura per il potenziamento del sistema immunitario, che dovrebbe in qualche modo facilitare la guarigione. Alcuni studi ne affermano l’importanza per le patologie della pelle e le allergie respiratorie.

L’ipnosi in psicoterapia

In psicoterapia, l’ipnosi può avere significati e utilizzi diversi secondo il modello d’intervento. Alcune scuole di pensiero la utilizzano per intervenire nelle diverse forme di nevrosi, nei disturbi somatoformi, nelle dipendenze (alcol, tabacco, droga), nei disturbi sessuali di origine psicogena, nei disturbi alimentari.

Come da matrice psicodinamica classica, l’ipnosi permette al soggetto di rivivere le proprie esperienze passate, allo scopo di reinterpretarne i significati e di ricordare eventi remoti che possono aver avuto un senso nella vita del paziente. La psicoanalisi classica sostiene infatti che attraverso l’ipnosi, i meccanismi inconsci del comportamento siano più accessibile e le resistenze più facilmente aggirabili (in ogni caso, perfino il buon vecchio Freud ritoccò queste convinzioni).

ipnoUn utilizzo più interessante dell’ipnositerapia è quello fatto daErickson, fondatore dell’ipnosi moderna, il quale affermava che l’ipnosi non è altro che una condizione naturale che si verifica spontaneamente in diversi momenti della vita quotidiana ((Common everyday trance, Haley 1978)) e che può essere indotta nel pieno rispetto delle esigenze e delle capacità della persona. Il metodo Ericksoniano non prevede un rituale standard per indurre l’ipnosi, poichè la ritiene una particolare “situazione comunicativa relazionale”, in cui la profonda fiducia del paziente verso uno psicoterapeuta in grado di prendersi cura di lui, gli consente di abbandonare le resistenze e di raggiungere uno stato regressivo che può essere sviluppato anche in una normale “conversazione” psicoterapeutica.

Cosa succede durante l’ipnosi

Lo stato ipnotico è caratterizzato da una particolare esperienza di trance, ovvero “la perdita dell’orientamento nei confronti della realtà esterna e lo stabilirsi di un nuovo orientamento nei confronti di una realtà concettuale astratta” ((Erickson,1964)) . Questo stato si può raggiungere anche nella vita quotidiana, quando, assorti in una particolare attività, come la lettura, la visione di un film, ecc., ci allontaniamo per pochi istanti dalla realtà esterna, vivendo più intensamente quella interna soggettiva. Ipnosi è anche fermarsi a riflettere su un avvenimento e presi dalla nostra immaginazione, perdersi per qualche istante nel ricordare dei particolari che non ricordavamo di sapere.

L’ipnosi in sè non è terapeutica: come sosteneva Erickson, infatti, “il soggetto riesce ad abbandonare le proprie resistenze per collaborare alla terapia soltanto quando si sente riconosciuto nella sua identità e nelle sue necessità personali”. La trance terapeutica è efficace solo se inserita in un percorso terapeutico, in cui l’esperienza di modificazione della coscienza è guidata da obiettivi specifici, stabiliti insieme al proprio terapeuta. Quando lo stato ipnotico viene indotto da un terapeuta per aiutare la persona a risolvere un problema, l’obiettivo è spingerla a sperimentare nuovi modi di sentire, pensare, agire rispetto alla situazione che ha presentato, che rendano più facile raggiungere le proprie mete.

ipnosi GiucasCasellaInsomma, ipnosi ok se è utile al processo terapeutico e se è svolta da una persona specializzata. Le mani legate di Giucas Casella e le galline che si credono dei cani, sono tutta un’altra faccenda.

Bibliografia

[Ipnosi – Psicologi Italia.it ]

– Terapie non comuni, Haley, Astrolabio, Roma
– La psicoterapia ericksoniana, Gordon Meyers, Astrolabio

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