Lo schiaffo e’ davvero educativo?

Su Psicozoo il tema dello schiaffo educativo ha sempre destato dibattiti e commenti: è giusto o meno usare le mani sui bambini come strumento di apprendimento delle regole? E se è giusto, in quali momenti lo è, e a quale intensità?

Una recente analisi ((la ricerca è stata condotta dagli studiosi della Duke University, dell’Oklahoma State University, dell’University of Pittsburgh, dell’Auburn University, e dell’Indiana University e apparirà nel numero di Settembre/Ottobre della rivista Child Development))  condotta utilizzando i dati di due studi longitudinali, ha esplorato come i metodi educativi dei genitori si modifichino  dall’infanzia all’adolescenza e quali possano essere i fattori familiari che determinano questi cambiamenti. Dei due studi, uno coinvolgeva 500 bambini seguiti dall’età di 5 anni ai 16 e l’altro più di 250 bambini, seguiti dall’età di 5 anni ai 15. Dalla loro analisi è emerso che i genitori solitamente regolano il modo in cui disciplinano i loro figli in risposta alle capacità cognitive dei bambini, usando meno punizioni corporali (sculacciata, schiaffi, uso di oggetti contundenti) man mano che crescono. Quando i figli diventano grandi, le punizioni fisiche si rivelano meno efficaci.

La cosa più preoccupante che i ricercatori hanno rilevato è che se le punizioni fisiche  continuano fino all’adolescenza, i ragazzi saranno  più soggetti a questa età a manifestare problemi  comportamentali, rispetto ai figli di genitori che smettono presto di usare le mani sui loro bambini.

“Tenendo in considerazioni questi risultati, gli specialisti della salute mentale e tutti coloro che lavorano con le famiglie, dovrebbero dissuadere i genitori dall’usare punizioni fisiche” – sostiene Jennifer E. Lansford, Professore associato del Social Science Research Institute and Center for Child and Family Policy presso la Duke University – “specialmente le madri che sono a più alto rischio di usare una dura disciplina fisica perchè hanno bambini il cui comportamento le mette alla prova o perchè sono preda di forte stress ambientale, dovrebbero imparare ad educare i loro figli con strategie alternative. Un basso reddito, un basso livello d’istruzione, genitori single, stress familiare e il vivere in quartieri svantaggiati, crea una costellazione di rischi che incrementa le possibilità che i genitori continuino ad usare punizioni corporali sui loro ragazzi.” C’è anche da considerare che quanto più un ragazzo diventa aggressivo, tanto più i genitori sono propensi ad alzare le mani. E’ un circolo vizioso.

Conclusioni

Il mio parere, come sempre, è che la virtù stia nel mezzo. Uno scappellotto ad un bambino si può dare ed è utile se:

– viene dato mantenendosi sereni e non come sfogo di rabbia;

– non è violento;

– riporta il bambino ad un senso di realtà che ha perso perchè preso da un capriccio.

Per il resto sono d’accordo con lo studio che vi ho presentato: quando si supera l’infanzia, a meno che non ci siano gravi motivi, è bene non alzare le mani sui nostri figli. Per loro è un’umiliazione e un’ingiustizia che li farà sentire ancora più arrabbiati.


– Lansford et al. Trajectories of Physical Discipline: Early Childhood Antecedents and Developmental Outcomes. Child Development, 2009

– Society for Research in Child Development (2009, September 16). Parental Physical Discipline Through Childhood Linked To Behavior Problems In Teens. ScienceDaily. Retrieved September 16, 2009, from
Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110

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