Gli Americani trovano sempre un nome ad ogni inflessione dell’animo umano e poi la psichiatrizzano per vendere più farmaci. Adesso si sono inventati gli Holiday Blues, ovvero la depressione post-vacanze. Aldilà del nome pittoresco, è vero che nel periodo che succede le vacanze, come in questo settembre, alcuni piccoli fastidi possono rendere il rientro ancora più difficile. Vediamo insieme come affrontarli.
I sintomi tipici della sindrome da rientro dalle vacanze, che colpisce il 10-25% dei vacanzieri, sono l’insonnia, le cefalee, la spossatezza, l’irritabilità. Molto verosimilmente, questi sintomi sono dovuti al repentino cambio di abitudini, che dai ritmi rilassati delle vacanze, ritornano ad essere serrati e nevrotici. In vacanza di solito ci svegliamo ed andiamo a dormire più tardi, cambiamo le abitudini alimentari e stiamo di più all’aria aperta, con la conseguenza che al rientro il nostro organismo fa fatica a riadattarsi ai vecchi orari ed impegni.
Essere soggetti a questi sintomi è più facile se durante tutto l’anno abbiamo caricato di aspettative il periodo delle vacanze, convincendoci che avrebbe risolto tutti i nostri problemi. Quando lo stress e la tensione sono troppo alti, difficilmente riusciremo a rilassarci completamente in vacanza, deludendo le nostre aspettative, o, se lo faremo, lo scarto con la vita quotidiana sarà eccessivo.
Come evitare un rientro traumatico? Ecco alcuni piccoli consigli:
- Non rientrate la sera dell’ultimo giorno per essere al lavoro la mattina seguente, lasciatevi almeno un paio di giorni da trascorrere a casa;
- Se possibile riprendete con gradualità, senza sovraccaricarvi;
- Mantenere anche nei ritmi di tutti i giorni le buone abitudini acquisite in vacanza: hobby, attività fisica, ritagli di tempo da dedicare a se stessi
- Cercate di ripristinare gradualmente gli orari del sonno, del risveglio e dei pasti, per evitare uno scarto eccessivo.
Per il resto, aspettiamo la prossima vacanza!
- [Si chiama Holiday Blues la depressione post vacanze! - a cura della Dott.ssa Francesca Saccà]



















