Il mio precario equilibrio
mi tiene in bilico
mi costringe a cercare un appoggio.
Devo avvinghiarmi ai muri
alle sedie, alle persone,
non posso commettere
il minimo errore.
Barcollo come un birillo
sfiorato da una palla
traballo come una bottiglia
urtata da una biglia.
Ho paura di cadere
non tanto per il dolore che potrei avvertire
ma per il peso dei loro occhi
che su quel pavimento mi potrebbero inchiodare.
Basterebbe un sorriso
il protrarsi di una mano
alla quale mi potrei appoggiare
per non sentire più l’imbarazzo
del mio continuo ondeggiare.
Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.
E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.
Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.
1 Commento
Basterebbe un sorriso…
Bellissima