Menopausa e disagio psicologico

Per tutti noi arriva il momento di salutare la giovinezza. Mentre per gli uomini questo passaggio è metaforico e graduale, per le donne è decisamente più traumatico, poichè c’è un evento fisiologico che lo sancisce: la menopausa. Se pensiamo alla crudeltà di questo momento che priva una donna della maternità, non ci risulta difficile comprendere come mai si accompagni spesso a forme depressive e ad episodi d’ansia.

Come tutti sapete, la menopausa, o climaterio è la fine dell’attività ovarica che avviene mediamente tra i 45 e i 53 anni, con tutto il seguito di sconvolgimenti ormonali, fisici e psicologici. Il flusso mestruale si riduce originando le famose “vampate”, l’epidermide perde di tono e nel 60% dei casi si aumenta di peso, a causa della carenza di estrogeni.

Spesso alle modificazioni fisiologiche si accompagnano disagi psichici, quali cambiamenti repentini dell’umore, crisi d’ansia, insonnia e forme depressive, anche se solitamente di lieve entità.  Quando i sintomi sono eccessivi rispetto alla media, si può verificare una vera e propria crisi menopausale, che di solito però non deriva dalle reazioni fisiologiche tout court, ma dai vissuti personali e culturali rispetto al fenomeno della menopausa.  La donna nel periodo della menopausa può sentirsi più fragile, smarrita, meno capace di autocontrollo e  l’umore può variare come una banderuola seguendo gli eventi esterni. In realtà, non sono molti gli studi scientifici che dimostrano l’influenza della menopausa sulla psiche ed è molto probabile che questi fenomeni siano legati a fattori interiori e socio-culturali che si accompagnano alla menopausa, più che ai cambiamenti fisiologici in sè. Andare in menopausa significa, infatti, acquisire una nuova identità, sia come individuo che come donna, moglie e madre.

Entrare in menopausa di solito sancisce un cambiamento nel proprio ruolo e nel contesto familiare: i figli, di solito adulti, tendono a diventare più autonomi (certo non sempre è così) e ad uscire di casa, la funzione materna deve ridimensionarsi e i coniugi devono ritrovarsi di nuovo come coppia dopo molti anni di pura genitorialità. Questa ridefinizione può essere per la donna molto drammatica. Ad esempio, persone che si identificano eccessivamente nel ruolo di madre, a scapito degli altri aspetti della personalità, possono vivere questo momento naturale nella vita di una donna come una morte precoce.

Differenze individuali e contesto socio – culturale

Le possibili reazioni a questo passaggio evolutivo nella vita di ogni donna, dipendono, oltre che dai cambiamenti ormonali, dalla personalità individuale e dal contesto sociale in cui la persona vive: ad esempio, una donna realizzata dal punto di vista professionale solitamente vive la menopausa con meno drammaticità, poichè ha un ruolo specifico (quello sancito dalla sua professione) oltre a quello ricoperto in famiglia.

La società occidentale, col suo culto della giovinezza a tutti i costi e col suo terrore della vecchiaia e della morte, certo non aiuta le donne ad affrontare questo momento.

Come in adolescenza, il climaterio provoca una serie di cambiamenti fisici, come l’ingrassare, il rilassamento dei tessuti, l’arresto del ciclo mestruale, che portano ad una ridefinizione della propria immagine corporea e di conseguenza dell’identità. Se le modificazioni corporee in adolescenza sono state vissute con serenità e se si ha un buon rapporto con i propri vissuti corporei, probabilmente sarà più facile affrontare questo momento. Al contrario, se si ha un cattivo rapporto col proprio corpo, la crisi della femminilità che la menopausa rappresenta può danneggiare l’autostima e portare la donna ad interrogarsi sul proprio valore e sul senso della vita.

Cosa fare per viverla serenamente

Non è raro, in corrispondenza della menapausa il ricorso a farmaci o ad alcol per sopportare il passaggio. Questi comportamenti non fanno che peggiorare la situazione. E’ opportuno piuttosto mettere in atto dei piccoli accorgimenti che ci aiutino a vivere meglio questo momento. Ad esempio, è molto importante non isolarsi, specialmente se non si lavora e non si svolgono attività fuori casa. Vedere degli amici, dedicarsi ad attività piacevoli, rispolverare qualche vecchio hobby, o meglio ancora qualche sogno giovanile (ad esempio fare un corso e  rimettersi a studiare) possono ridurre lo stress emotivo e il senso di inutilità. Fondamentale è anche non trascurarsi: dedicatevi ad un’attività fisica costante, dormite sufficientemente, alimentatevi correttamente e fate meditazione o yoga.

Ovviamente la soluzione migliore è sempre quella di rivolgersi ad un medico specialista che attraverso la terapia ormonale e l’integrazione delle sostanze nutritive, contribuisca a mantenere in equilibrio il vostro corpo e la vostra mente. Se vi rendete conto che questo fenomeno naturale per una donna si sta trasformando in un evento troppo doloroso per voi, chiedete una consulenza psicologica che vi sostenga e vi aiuti a costruirvi una nuovo equilibrio di vita.

In ogni caso, a meno che i sintomi non siano davvero eccessivi, non spaventatevi: solitamente nel giro di un anno dalla menopausa, i disagi si attenuano e la donna trova un nuovo equilibrio strutturando una nuova forma della sua identità.

Fonti:

- Gli aspetti psicologici della menopausa – dr. Flavio Mombelli

- Menopausa, ansia e depressione – Enrico Maria Secci

Forse ti interessa anche:

Aggiungi qui il tuo commento, o trackback dal tuo sito. Puoi anche leggere questi commenti via RSS.

Non diffonderemo mai la tua email. I campi obbligatori sono contrassegnati con *