Il cervello dell’uomo è un organo tanto straordinario quanto misterioso, al punto che un suo malfunzionamento può produrre bizzarri e drammatici vissuti e comportamenti.
Come quelli del 38enne Kevin Wright, che nel 1997 ha chiesto ed ottenuto l’amputazione della sua gamba sinistra, perfettamente sana, perchè non poteva sopportarla fin da quando era bambino.
Alcune persone desiderano disperatamente amputare i propri arti e li vivono come qualcosa di estraneo a se stessi e al proprio corpo.
Come è possibile?
Negli anni ’90, questa problematica era considerata una forma del disturbo da dismorfismo corporeo – una patologia psichiatrica caratterizzata dalla convinzione delirante che ci sia qualcosa di difettoso in una parte del proprio corpo. Attualmente, anche se gli studi a riguardo sono pochi, si è più portati a ritenere che si tratti di un disturbo neurologico.
In particolare, un recente studio di Olaf Blanke e colleghi, ha riportato i risultati di un’intervista estensiva condotta su 20 pazienti, ipotizzando che il desiderio di amputazione sia collegato a una disfunzione nel modo in cui il corpo è rappresentato nei circuiti fronto-parietali del cervello. I ricercatori hanno denominato questa condizione “disturbo dell’integrità dell’identità corporea.”
Per suffragare la tesi che si tratti di un disturbo neurologico, il team di Blanke ha sottolineato come il 75% dei soggetti volevano amputare la gamba sinistra, o, se volevano amputarle entrambe, il desiderio era maggiore per la gamba sinistra, che, com’è noto è rappresentata e controllata dalla parte destra del cervello. Inoltre, il 13% dei partecipanti riportavano sensazioni anomale nelle parti del corpo che volevano rimuovere, ad esempio formicolio e addormentamento, perdita di sensibilità, la sensazione che l’arto appartenga a qualcun altro, o che sia già assente. Non si tratta di allucinazioni, perchè il paziente sa che l’arto è il suo e che è lì. In supporto dell’ipotesi di Blanke, va sottolineato che le stesse sensazioni sono riportate dai pazienti che soffrono di somatoparafrenia (il paziente confabula la non appartenenza a lui dei suoi arti), e di misoplegia (avversione contro essi), condizioni che si verificano in seguito a lesioni della corteccia fronto-parietale.
Inoltre, contrariamente alle persone che soffrono di disformismo corporeo, nessuno dei pazienti pensava che l’arto fosse difettoso o erano infastiditi da esso.
“I nostri dati suggeriscono che il desiderio di amputazione potrebbe essere concettualizzato come una asomatognosia cronica (assenza di consapevolezza di una parte del corpo) o di una forma negativa della sindrome dell’arto fantasma (in cui il paziente sente la presenza di un arto che in realtà è stato amputato).” – sostengono i ricercatori.
Curiosità
Sembra che ci sia una differenza di sesso nel desiderio di amputazione. Mentre 12 dei 17 pazienti maschi desideravano l’amputazione di un solo arto, le 3 pazienti femmine desideravano amputazioni multiple: una voleva togliersi tutti e 4 gli arti, una voleva perdere 2 gambe e un braccio e la terza entrambe le gambe. Noi donne siamo sempre più generose.
Espressioni tipiche di questi pazienti erano: “La gamba si sente estranea e non mi appartiene”, “Non sarei dovuto nascere con le gambe”, e “In qualche modo la mia gamba è di troppo, io non sono collegato al mio corpo.”
Veramente assurdo.
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- New insights into amputation desire
- Blanke O, Morgenthaler FD, Brugger P, & Overney LS (2009). Preliminary evidence for a fronto-parietal dysfunction in able-bodied participants with a desire for limb amputation. Journal of neuropsychology, 3 (Pt 2), 181-200.



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