Alcune persone autistiche, a dispetto delle loro numerose problematiche sociali e cognitive, manifestano abilità straordinarie in alcuni campi dello scibile, come la memoria o il calcolo. Ad esempio, alcuni autistici hanno capacità incredibili nel calcolo del calendario e sono capaci di dirvi in che giorno della settimana cade una determinata data in qualunque momento della storia. Come accade questo misterioso fenomeno?
Tanti e fallimentari sono stati i tentativi di chiarire l’enigma; ad esempio qualcuno ha suggerito che gli autistici possano usare complessi algoritmi, ma se consideriamo che molti di loro danno risultati fallimentari ai test matematici, questa ipotesi risulta impensabile.
Per provare a risolvere il mistero Anna Dubischar-Krivec e i suoi colleghi hanno reclutato tre persone autistiche in grado di fare calcoli con il calendario e hanno messo a confronto le loro capacità con tre esperti calcolatori di calendari normodotati.
Ai partecipanti veniva richiesto di rispondere a domande secondo la seguente formula: “E’ vero che il 6 Novembre 1974 era giovedì?”. Gli autistici hanno battuto gli esperti in termini di velocità e accuratezza, sia per le date passate (che andavano fino a 50 anni fa) sia per le date del mese corrente. Per quanto riguarda le date future (che andavano in avanti fino a 50 anni), invece , la performance dei due gruppi era pari.
Ovviamente, gli autistici non erano in grado di spiegare come si fossero sviluppate le loro capacità di calcolo, anche se i risultati dimostrano che usassero strategie diverse rispetto a quelle degli esperti. Mentre i normodotati utilizzavano algoritmi sia per le date passate, che presenti, che future, gli autistici probabilmente ricorrevano ad un meccanismo di memorizzazione meccanica per le date passate e presenti (da qui la maggiore velocità e accuratezza), mentre utilizzavano qualche forma di algoritmo per le date future.
I ricercatori sono giunti a queste conclusioni a partire da una serie di indizi: soprattutto per le date del mese corrente, le risposte degli autistici sembravano eccessivamente veloci (meno di 3 secondi in media) per permettere loro di svolgere un calcolo algoritmico. Inoltre, sembra che per rispondere ai quesiti abbiano usato date a cui ancorarsi nella memoria, basate sul mese di Dicembre, visto che i loro tempi di risposta acceleravano rispetto a domande concernenti la fine e l’inizio dell’anno.
In ogni caso, il mistero non è ancora risolto. Se, infatti, gli autistici avessere fatto ricorso ad una capacità eccezionale di memorizzazione per fornire le loro sorprendenti risposte, i test standardizzati per la misurazione della memoria dovrebbero dare dei risultati eccezionali. Invece non è così. Il confronto standardizzato tra le performance mnestiche dei soggetti autistici e quelle degli esperti coinvolti nell’esperimento, non ha rilevato differenze, fatta eccezione per il fatto che i soggetti normodotati riuscivano meglio degli autistici nei test della memoria a breve termine.
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Fonte:
- Dubischar-Krivec, A., Neumann, N., Poustka, F., Braun, C., Birbaumer, N., & Bölte, S. (2008). Calendar calculating in savants with autism and healthy calendar calculators. Psychological Medicine, 39 (08) DOI: 10.1017/S0033291708004601
- Calendar calculating savants with autism – how do they do it?



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4 Commenti
Non è facile vivere con un binbo autistico ma è meraviglioso quando si riesce a interagire
a capire i loro silenzi i loro segnali che a volte sono + chiari delle parole stesse ma è
terribile quando si vive in un piccolo paese , l ingnoranza della gente fà male , molto male
Cara Roberta,
hai proprio ragione, spesso le conquiste che un genitore riesce ad ottenere con bambini così speciali e difficili vengono svilite dal fatto che la gente non capisce cosa significhi avere un figlio autistico.
Ricorda però che vale la pena di continuare a lottare per dare un futuro al tuo bambino e che chi ti vuole davvero bene capirà e ti starà vicino.
Un abbraccio a te e a tuo figlio
Avere un bambino autistico non significa solo avere un genio dentro casa ma anche una persona speciale alla quale si debba interagire, molti genitori come me come tanti lottano senza sosta contro questa malattia sperando quanto meno di riuscire a rendere i propri figli autonomi e in grado di affrontare la vita da soli un giorno che non ci saremo più. Avere un bambin autistico significa molto ma molto di più di chi esternamente può pensare. Gli altri vedono in questi bambini come coloro che sono matti solo perchè non sanno interagire, solo perchè non parlano solo perchè non sanno relazionarsi con gli altri e vedono noi genitori come un senso di pietà quasi come dei derelitti…ma non è così. Per fortuna negli ultimi tempi non ci sono più genitori che ascoltano parole come “mamma frigorifero” o come “autismo uguale a genio” e per fortuna aggiungo io. Molti genitori affrontano l’autismo come una vera e propria sfida e quando si raggiunge un piccolo o grande traguardo sai che lo hai raggiunto ma che agli occhi della gente non si nota, ma in cuor tuo lo sai che tuo figlio ha fatto quel progresso e sai che non lo dimenticherà così facilmente. Sono quasi 5 anni che io e mio marito combattiamo contro questa patologia ma non ci arrenderemo mai nostro figlio ha raggiunto abilità discrete e non ci lamentiamo dei traguardi raggiunti ma altri ancora ne vorremmo avere anche se questa patologia purtroppo alcune volte ci blocca e ci ferma ma è solo per un istante perchè cerchiamo di ritornare alla carica più determinati di prima . Scusami se mi sono dilungata ma sono i pensieri e le parole di una mamma che non vuole arrendersi e che cerca di migliorare sempre la qualità della vita di suo figlio anche se da questa battaglia ne dovessi uscire sconfitta.
Un caro saluto
Amelia
Cara Amelia,
mi dispiace se questo articolo possa aver indotto qualcuno a pensare che autismo equivale a genialità. Ovviamente si tratta di un aspetto marginale di questa problematica che è molto di più di un vuoto calcolatore di calendari.
Lavoro da diversi anni nel campo della disabilità e anche se non possiedo la tua esperienza bellissima e difficilissima di genitore di un bambino “con problemi”, so che cosa vuol dire gioire di minuscoli progressi che nessuno sembra vedere e disperarsi per i fallimenti.
Per questo mi sento di dirti che ti sono vicina, ma non in modo superficiale o pietistico. Da qualche anno gioisco e soffro anche io con ragazzi come tuo figlio e sento che ne vale davvero la pena.
Un forte abbraccio