Nel precedente articolo sulla paura di volare, abbiamo parlato di come si manifesta questo fenomeno, dei sintomi ad esso associati e dei fattori causali più frequenti. Ma adesso viene il bello. Come si fa ad affrontare la paura? Psicozoo vi fornisce qualche consiglio a breve e a largo raggio.
I rimedi fatti in casa
Spesso chi soffre di questo fastidioso problema ma è costretto a volare lo stesso, magari per ragioni di lavoro, tende a mettere in atto alcune tecniche fai-da- te per fronteggiare la paura. Quanto sono utili i rimedi fatti in casa?
Un’abitudine diffusa e pericolosa è quella di ricorrere a bevande alcoliche prima del viaggio o durante il volo. Come ben saprete, l’alcol provoca un allentamento della tensione emotiva, un rilassamento muscolare e una vasodilatazione generalizzata, tutti effetti che nel complesso corrispondono a quelli della “reazione di rilassamento”, e che quindi in qualche modo contrastano gli effetti della reazione di allarme. Tuttavia, le controindicazioni sono molte: innanzitutto la gestione della quantità, nel senso che l’assunzione in dosi eccessive può provocare effetti spiacevoli, fino a veri e propri eventi paradossi, come irrequietezza, agitazione psicomotoria e panico; il binomio alcool/alta quota, inoltre, può diventare estremamente rischioso per alcune categorie di soggetti, come gli obesi, i cardiopatici e gli ipertesi, a causa del sommarsi degli effetti stressanti di entrambi sul sistema cardiovascolare che, unitamente all’intensità dell’attivazione emotiva legata alla situazione di volo, può precipitare la situazione.
Altri rimedi usati dai pavidi viaggiatori dell’aria sono l’utilizzo di tranquillanti, spesso senza prescrizione medica (ce li presta quella zia un pò ansiosa) e in associazione all’alcol (pericolosissimo, può portare ad una sedazione eccessiva fino al coma o al collasso cardiocircolatorio ), o tentativi di controllarsi e di distrarsi, tecniche che funzionano solo a patto che il volo non incontri la benchè minima turbolenza.
Il ricorso ai farmaci
Se prescritti e controllati dal medico, alcuni tranquillanti, come le benzodiazepine, possono essere d’aiuto. Il farmaco andrà preso, al dosaggio prescritto dal medico, circa trenta minuti prima dell’imbarco e il paziente dovrà avere chiare istruzioni sulla possibilità, in base alle diverse varianti del piano di volo (durata, condizioni meteorologiche, tempi di attesa) di poter assumere nuovamente altri dosaggi del farmaco. E’ utile inoltre cominciare ad assumere i farmaci qualche giorno prima del volo, sia per evitare l’ansia anticipatoria che deriva dall’attesa e che vi fa arrivare al volo molto più spaventati, sia per conoscere la reattività individuale al farmaco che vi permetterà di evitare che durante il volo si verifichino sgradevoli effetti collaterali o paradossi.
Potete rivolgervi al vostro medico di famiglia, ma, anche se può spaventarvi, sarebbe preferibile che consultaste uno psichiatra. Uno specialista è infatti maggiormente in grado di valutare gli obiettivi terapeutici da raggiungere: il grado di distensione, l’influenza sul sonno, i possibili effetti collaterali.
Le tecniche psicologiche
Una paura eccessiva rispetto alla pericolosità reale dello stimolo che la provoca, in questo caso quella dell’aereo, spesso è solo il sintomo di un disagio più profondo, che andrebbe esplorato. La paura di volare, frequentemente si presenta in associazione con altre problematiche legate all’ansia e con vari sintomi, come gli attacchi di panico. Curare la propria ansia con l’aiuto di uno psicoterapeuta probabilemnte vi porterà a perdere anche la paura di volare.
Se non avete tempo e voglia di fare una psicoterapia a lungo termine, esistono alcune tecniche che consentono, in tempi piuttosto brevi di eliminare il sintomo sotto la guida di uno Psicologo. Consultare uno specialista con lo scopo di limitarvi ad attaccare questo sintomo non vi garantirà la ristrutturazione profonda delle vostre paure, ma vi consentirà di prendere un aereo con serenità.
Tecniche basate sulla Razionalità e sulle emozioni (Psicoeducazione)
Ad un livello più superficiale d’intervento, può essere utile dare un nome alla vostra paura, chiarendone l’oggetto e le cause e facendo esame di realtà rispetto al fatto che la fonte della vostra paura (l’aereo in questo caso) non è realmente pericolosa.
Si cerca di ricostruire insieme al terapeuta, senza andare troppo nel profondo, i possibili fattori che hanno contribuito allo sviluppo della paura di volare. Terapista e paziente discutono di cosa le persone hanno paura mentre volano (la morte, le sensazioni corporee, i movimenti dell’aereo, la sensazione di essere prigionieri in un posto chiuso, l’andare lontano da casa, ecc.). Si ragiona anche sulle dinamiche del volo, smentendo le paure irrazionali con spiegazioni logiche.
Un’altra tecnica analoga di matrice cognitivista (confronto del pensiero) consiste nell’aiutare il paziente ad esprimere e a criticare i pensieri e le interpretazioni sbagliati rispetto alla situazione di volo. Le persone imparano come trovare interpretazioni alternative utili a ridurre l’ansia e fronteggiare le situazioni di volo.
Tecniche basate sul corpo (Ri-educazione alla respirazione)
Un tipico sintomo associato all’ansia è l’iperventilazione, che attraverso una respirazione superficiale ed accellerata, intensifica molti sintomi fisiologici tipici della paura (tachicardia, tremore, sudorazione, ecc.), aumentando il panico. Le tecniche di respirazione lavorano sul ritmo del respiro per favorire il passaggio da uno stile di respirazione veloce a uno stile di respirazione lenta.
Tecniche basate sulle fantasie (Esposizione Virtuale o simulata,Visualizzazione guidata)
Queste tecniche consistono nel far immaginare al paziente la situazione di volo, anche con la riproduzione dell’ambiente aereo reale o virtuale. Il paziente viene guidato dallo psicoterapeuta nella visualizzazione delle diverse fasi del volo con modalità graduali e progressive e spinto a rimanere nella situazione nonostante la paura, finchè questa si attenua o sparisce del tutto.
Cito un esempio di Visualizzazione Guidata proposto dal Professor Stefano Pallanti, docente di Psichiatria all’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di Neuroscienze di Firenze:
Scenario 1: A casa. La persona fa le valigie, preparandosi per il viaggio.
Scenario 2: Aspettando nella sala d’imbarco dell’aeroporto. Noi siamo all’entrata dell’imbarco e possiamo vedere il pannello che annuncia le prossime partenze. Una grande finestra guarda sulla pista di decollo e possiamo vedere gli altri aerei che decollano.
Scenario 3: L’aereo: Primo momento: Possiamo vedere dalla piccola finestra e vediamo l’aeroporto e i terminal. L’aereo è sulla pista, col motore acceso.
Secondo momento: L’aereo è pronto per il decollo. L’equipaggio di bordo mostra le procedure di salvataggio e l’aereo comincia a correre ad alta velocità lungo la pista di decollo.
Terzo momento: Il decollo.
Quarto momento: Volare in differenti condizioni climatiche e diverse circostanze.
Quinto momento: L’atterraggio. Condizioni diverse ed eventi inaspettati.
Qualche consiglio pratico
Se questi rimedi vi sembrano troppo drastici, non mi resta che darvi qualche piccolo suggerimento, tratto dal manuale della nonna (forse lei non prendeva l’aereo), per vivere il volo con maggiore serenità:
- Cercate di riposarvi nei giorni precedenti al volo ed evitate tè e caffè: una condizione di stress e di deficit di sonno non può che aumentare l’agitazione;
- Evitate di volare da soli, ma fatevi accompagnare da una persona di cui vi fidate: potrà sostenervi nei momenti critici;
- Cercate di arrivare in aeroporto un pò in anticipo: vi aiuterà a non aggiungere all’ansia lo stress del ritardo e a familiarizzare con l’atmosfera e la situazione;
- Cercate di occupare il tempo che trascorrete in aereo con attività piacevoli, ad esempio leggendo un libro, chiacchierando con il vostro vicino, ascoltando della musica;
- Evitate il posto accanto al finestrino: guardare fuori può amplificare la paura;
- Chiedete sostegno ad un assistente di volo rispetto alla vostra paura: potrà fornire una riposta ai vostri interrogati sulla sicurezza del volo;
- Se è la prima volta che volate, fate un viaggio breve per affrontare la paura con gradualità.
Questi consigli ovviamente valgono per chi ha una paura moderata di volare, visto che chi ha una vera fobia non ci pensa proprio a salire sull’aereo. A questi ultimi ricordo che un sintomo non è che il campanello che vi segnala che c’è qualcos’altro che non va nel vostro profondo: se questo vi sarà chiaro e vi spingerà ad affrontarlo, forse quel fastidioso malessere sarà perfino utile perchè potrà portare un cambiamento nella vostra vita.
Fonti:
- VINCERE LA PAURA DI VOLARE – di Claudia Borroni. Space tv
- La paura di volare - da Il piacere di volare
- Come vincere la paura di volare -Stefano Pallanti
- Paura di volare – A cura de Il Pensiero Scientifico Editore



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