Quel disagio non diagnosticato

E’ vero che le persone hanno meno paura rispetto a vent’anni fa di parlare del proprio malessere psicologico, ma questo non significa che accettino volentieri di farsi curare. Lo dimostra un recente sondaggio americano che afferma che la maggior parte dei 12 milioni di persone con una diagnosi clinica di depressione non sono in trattamento. Lo stigma dunque non è del tutto superato.

Le motivazioni sono varie, ma la causa principale è che le persone hanno vergogna di recarsi da uno psicologo e quando proprio non ne possono più, si rivolgono in prima battuta, al loro medico curante. Ma i medici di base sono preparati ad identificare la depressione e a suggerire un trattamento adeguato? Uno studio che ha coinvolto 50.000 pazienti nelle nazioni industrializzate di tutto il mondo e pubblicato il 30 Luglio sulla rivista Lancet, suggerisce che la maggior parte dei medici di famiglia non è in grado. I medici di base, secondo lo studio, fanno molti errori, non riconoscono la depressione la metà delle volte e fanno diagnosi di malattia nel 19% dei soggetti sani.

Alex Mitchell, Amol Vaze e Sanjay Rao del Leicester General Hospital in Gran Bretagna hanno stimato che una persona su 5 fa esperienza di stati depressivi nella sua vita (ci sarebbe poi da appurare che cosa si intende per depressione). Questo significa che su 100 persone, almeno 20 sviluppano forme di depressione, ma i medici di base la diagnosticano solo in 10 di loro. E tra le altre 80 persone sane, i medici identificheranno erroneamente la depressione in almeno 15 casi.

Questi dati non sono proprio acqua fresca, se consideriamo che la depressione, se non trattata, può distruggere emotivamente e fisicamente la vita di una persona e dei suoi familiari. La percentuale di suicidi tra i pazienti depressi si aggira intorno al 10 – 15%. E scusate se è poco.

Da un punto di vista più pratico, bisogna considerare anche che la depressione comporta un’enorme spesa sociale, tra giorni di lavoro saltati, il decremento della produttività e l’aumento dei costi per la salute, soprattutto per i sintomi associati, quali i problemi del sonno e l’ansia. Inoltre, se diagnosticati con ritardo, questi disturbi tendono a cronicizzarsi e a peggiorare, rendendo necessario l’uso di farmaci molto più pesanti, con notevoli effetti collaterali, quali ad esempio la letargia, l’anaffettività, le disfuzioni sessuali, che fanno perdere dignità al paziente.

Come mai i medici di base non sono bravi a diagnosticare la depressione?

Innanzitutto, la tipica visita del medico di base è piuttosto breve, spesso non più lunga di 15 minuti. E’ difficile per una persona aprirsi rispetto a problemi così intimi in così poco tempo. E anche se lo facesse, fare una diagnosi del genere in 15 minuti è un atto criminale. Di contro, se il medico di base dovesse fare delle visite molto più lunghe, potrebbe vedere pochissimi pazienti al giorno, con ovvi disagi per chi ha bisogno di un semplice sciroppo, o di una compressa per l’influenza. Del resto, la diagnosi delle patologie psichiatriche non è quello per cui si sono formati.

Quale possibile soluzione?

Gli autori dello studio suggeriscono di migliorare i criteri diagnostici oggi legati al DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders). I sintomi elencati nel manuale, quali ad esempio “affaticamento” o “indecisione”,  sono piuttosto vaghi e generalizzabili a tante e tali di quelle patologie psichiatriche, che è difficile per chi non ha l’occhio allenato, fare una buona diagnosi. Per questa ragione, migliorare i criteri diagnostici internazionali è una delle possibili soluzioni.

Un altro elemento fondamentale, è il ricorso allo specialista adeguato. I medici di base sono i consiglieri più fidati per le persone. Ecco perchè dovrebbero avere la lungimiranza di consigliare ai propri pazienti di andare da uno psicologo. Molti lo fanno, molti sono ancora riluttanti, per una sorta di sfiducia verso la Psicologia che non aiuta nè la loro professionalità, nè certo la salute dei loro pazienti.

Non si va dal salumiere per comprare dei fiori, nè dal medico di base per parlare del proprio disagio psicologico. Ad ognuno il suo mestiere.

Fonte:
- Doctors Don’t Always Spot Depression – By John Cloud Thursday

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