Genitori separati alienanti e alienati

Quando due persone si separano, si sa, le conseguenze emotive sono tante, sia per i figli che per i genitori. Spesso non è la separazione in sè a causare danni, quanto l’atteggiamento degli ex-partners, che utilizzano i figli e la loro custodia come arma per ferire ed escludere l’altro. E’ così che si producono nei figli vissuti e problematiche psicologiche che potranno inficiare la loro vita futura e le loro relazioni.

Tra queste, una problematica frequente è la cosiddetta ” Sindrome di Alienazione Genitoriale”, teorizzata negli anni 80 da R.A. Gardner. Solitamente riguarda figli di genitori in fase di separazione e di definizione dell’affidamento tra i 7 e i 15 anni. Questo disturbo si verifica quando un genitore (l’alienante) fa leva sui figli costringendoli a prendere decisioni troppo dolorose per la loro età e per il loro stato emotivo, con l’obiettivo di allontanare l’altro genitore (l’alienato) dal bambino.  In maniera sottile il genitore alienante manipola il figlio, allo scopo di distruggere la relazione del bambino con il coniuge, così da ottenere un rapporto esclusivo con la prole e da danneggiare la vita dell’ex-partner.

Ovviamente, un genitore che si comporta così persegue un bisogno di vendetta e di punizione verso l’altro genitore, o di rapporto esclusivo con i propri figli, che tiene conto solo delle proprie necessità, eclissando completamente quelle degli altri. Comportamenti così aberranti in fase di separazione non sono infrequenti e spesso nemmeno consapevoli.

Come evidenziato da Gardner, una delle modalità più frequenti attuate dal genitore alienante è la campagna di denigrazione verso l’alienato, ovviamente alla presenza del figlio. “Tuo padre ti ha abbandonato per farsi una famiglia più bella“, “Non vedi che tuo figlio ti detesta e non vuole stare con te?“, sono tipiche espressioni che il genitore alienante rivolge al suo bambino o all’ex partner.

La sofferenza dei bambini coivolti in queste faide familiari si manifesta attraverso una serie di problematiche, che variano secondo i diversi casi.

Frequentemente, nei momenti più vivi della separazione, nei bambini si verificano difficoltà scolastiche, comportamenti aggressivi o di eccessiva timidezza, difficoltà a legarsi con i coetanei o con altri adulti, sintomi ansiosi o depressivi e perfino idee suicidarie.

A lungo termine, la ferita provocata può cronicizzarsi dando luogo da adulti a difficoltà di progettarsi un futuro e di gestire un lavoro, senso di sfiducia e incapacità nello stabilire e mantenere relazioni con gli altri, difficoltà nell’avere una relazione sentimentale duratura o nell’assumersi il ruolo genitoriale, sfiducia negli altri, sindromi depressive e ansiose importanti.

Che questi fenomeni costituiscano una vera e propria sindrome o meno, poco c’importa. Ciò che è evidente è la frequenza e la drammaticità di questi comportamenti da parte dei genitori separati. Le conseguenze a lungo termine sono serie e drammatiche, per queste ragioni è opportuno che i genitori s’interroghino su come stanno gestendo la loro separazione. Il dolore per il fallimento del proprio matrimonio non può e non deve farci dimenticare di essere genitori.

Fonte:
- La Sindrome d’Alienazione Genitoriale: i figli della “PAS” - Dott. Daniele Paolini

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