Nel mese di luglio per gli studenti universitari e per i liceali che devono affrontare le ultime tappe dell’esame di stato, è arrivato il momento dello sprint finale. Un anno di studio sulle spalle, il caldo che imperversa e l’invidia per chi è libero e si prende le vacanze, rendono difficile la concentrazione e comportano il rischio di fallire proprio alla battuta di arrivo.
Soprattutto chi si riduce all’ultimo momento attraversa un momento veramente stressante: lo studio pazzo senza interruzioni, le nottate insonni, l’ansia, l’abuso di caffè e di redbull, il senso d’inadeguatezza e di colpa per la difficoltà a concentrarsi.
Che cosa ci succede quando affrontiamo una prova e come farlo nel migliore dei modi?
Che si sia studiato bene o meno, un pò di agitazione e di ansia sono nomali e salutari prima di un esame, perchè consentono di tenere alta l’attenzione e di essere concentrati nonostante le poche ore di sonno e la forte stanchezza. Secondo diversi studi, i risultati migliori agli esami non sono ottenuti da coloro che non provano nessuna ansia, ma da chi vive un’agitazione moderata e riesce a controllarla e ad utilizzarla per realizzare il proprio obiettivo. Il problema sorge quando l’ansia raggiunge livelli eccessivi , provocando agitazione estrema o paralisi, difficoltà a concentrarsi e calo della performance cognitiva, al punto che diventa impossibile controllarla.
Lo stress sorge quando l’ambiente circostante ci pone una richiesta: in particolare, nel caso dell’esame, la richiesta è di dimostrare di aver acquisito delle conoscenze e delle competenze rispetto ad una materia che sarà oggetto del nostro lavoro. L’ansia da esame, infatti, è una vera e propria ansia da prestazione, che insorge perchè ci si sente giudicati e valutati.
In ogni caso, le reazioni ad un evento stressante come l’esame variano da persona a persona, in base alla struttura di personalità, al momento della propria vita, al significato che diamo a quella prova, al livello di preparazione e alla percezione che una persona ha delle proprie capacità. Alcune persone probabilmente risentono di più dell’ansia da esame, perchè non lo vivono come un’occasione di valutazione della propria preparazione, ma come un giudizio sulla propria intelligenza e sulle proprie capacità: la fiducia che ripongono in se stessi è eccessivamente condizionata dal giudizio degli altri, nel caso specifico il voto.
Come ridurre l’ansia dell’esame?
- Scaricare la tensione con l’esercizio fisico: quando sentite che non ne potete più di studiare e che l’agitazione sale troppo, fate una lunga passeggiata, o un pò di corsa.
- Dedicare una mezz’ora al giorno al rilassamento corporeo, ad esempio con la meditazione o con qualche esercizio di respirazione.
- Alternare lo studio con attività piacevoli e di svago.
- Concedersi le giuste pause. Studiare per trenta/quaranta minuti di seguito e riposarsi per dieci: ci si può rilassare ascoltando della musica o passeggiando per la casa, in modo da sgranchire la schiena e riattivare la circolazione.
- Studiare prevalentemente la mattina, in cui la temperatura è più fresca e si è più riposati.
- Cercare di mantenersi in buona forma, dormendo le giuste ore, mangiando in modo equilibrato, moderando il consumo di caffeina e di alcol.
- Cosa mangiare:
- I carboidrati (pane, pasta, riso, cereali) aiutano a mantenere alta la concentrazione e stabile l’umore.
- Il magnesio (cacao, crostacei, gli spinaci, la soia, la frutta secca) riduce l’eccitabilità, favorendo la calma.
- La vitamina B1 (cereali, frutta secca, fegato, latte, patate) combatte la stanchezza e il senso di spossatezza dovuto anche al caldo di questi giorni.
- La vitamina B6 (carne, pesce, legumi) contribuisce al regolamento del ciclo sonno/veglia, aiutando ad avere un sonno più riposante e a combattere l’insonnia tipica dei periodi di esame.
A livello emotivo e razionale:
- Studiare con un compagno o in gruppi non troppo numerosi: aiuta a mantenere la concentrazione, a ottimizzare gli sforzi e a contenere l’ansia.
- Programmare lo studio in maniera strutturata (facendo un piccolo calendario degli argomenti da studiare, preparando degli schemi, facendosi ascoltare da qualcuno mentre si ripete) e realistica (pensare di studiare 10 capitoli in un’ora non può che dare origine ad un insuccesso frustrante).
- Leggere più volte ogni paragrafo, sottolineando, annotando delle frasi riassuntive a margine e ripetendo infine a voce alta. Per studiare in questo modo occorre tempo, quindi evitate di ridurvi all’ultimo momento.
- Fare un bilancio dei propri punti di forza e di debolezza e cercare le strategie per superare i limiti.
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- Acquisire informazioni sulle modalità di esame, sugli argomenti più gettonati e sul grado di approfondimento che il Professore esige, magari assistendo a sessioni precedenti o chiedendo a colleghi che hanno già sostenuto l’esame.
- Quando l’esame inizia e altri colleghi vengono interrogati, evitare di ripassare, piuttosto ascoltare le domande e le risposte che spesso si ripetono.
Tenete sempre presente che l’esame valuta la preparazione e non la persona, ricordando anche che un esame non superato è un’esperienza comune a tutti e che alcuni esami sono oggettivamente difficili.
Buono studio!
Fonti:
- Stress da esame: alimentazione e consigli pratici per arrivare al fatidico giorno risposati e in forma
- Università di Milano – Lo studente strategico




















2 Commenti
Consigli utili per questi 8 esami che mi restano!
Mi fa piacere di esserti stata utile. Un abbraccio!