Le continue restrizioni alla libertà d’informazione in Italia hanno raggiunto il culmine con il Decreto Alfano, che impone ai bloggers di rettificare entro 48 ore le informazioni che mettono in rete se qualcuno si lamenta che non gli vanno giù, pena multe di migliaia di euro. Questo scandaloso provvedimento potrebbe mettere un tappo all’unica fonte d’informazione rimasta ancora libera. Mi consola solo la frase di una persona a me molto cara:”Non si può fermare uno Tsunami con un decreto“. Profetico.
Eppure spesso siamo proprio noi a non voler sapere. Uno studio comparso nel mese corrente su Psychological Bulletin evidenzia come spesso le persone tendano ad evitare le informazioni che contrastano con quello che pensano o credono, per evitare di considerare altri punti di vista e di mettersi in discussione.
La ricerca
Per verificare la loro ipotesi, i ricercatori delle Università dell’ Illinois e della Florida hanno analizzato i dati provenienti da 91 studi che coinvolgevano quasi 8000 partecipanti. Il dibattito si è incentrato su una domanda: le persone evitano attivamente le informazioni che contraddicono le loro credenze, o semplicemente sono esposti più frequentemente a idee simili alle proprie perchè tendono ad essere circondate da chi gli somiglia?
Per rispondere a questa domanda i ricercatori hanno revisionato degli studi nei quali ai partecipanti veniva chiesto di esprimere delle opinioni su un tema e dopo si permetteva loro di scegliere se volevano vedere o leggere informazioni che confermavano o che disconfermavano le loro tesi.
Il 67% del campione selezionava le informazioni che supportavano il loro punto di vista, mentre solo il 33% considerava la possibilità opposta. Alcune persone in particolare, – spiega Dolores Albarracín, Professoressa di Psicologia presso l’Università dell’Illinois, che ha condotto la ricerca insieme a William Hart, ricercatore presso L’università della Florida – quelli con una mentalità più ristretta, sono più riluttanti degli altri ad esporsi a preospettive diverse e optano per le informazioni vicine alle loro posizioni nel 75% dei casi. Questo fenomeno si verifica in particolare rispetto alle idee che riguardano valori politici, religiosi o etici.
Sorprendentemente, le persone che hanno poca fiducia in se stesse e nelle proprie idee sono meno propense ad esporsi a punti di vista diversi rispetto alla persone che credono molto nei loro valori. Probabilmente, chi ha poche certezze tende a tenersele strette.
Altri fattori, invece, inducono le persone a conoscere punti di vista diversi. Ad esempio, coloro che devono difendere pubblicamente le loro idee, come i politici, sono più motivati a conoscere la visione degli oppositori. Inoltre questo capita anche quando i diversi punti di vista possono tornare utili: se il nostro chirurgo ci propone un grosso intervento, indipendentemente da quanto ne abbiamo fiducia, siamo portati istintivamente a chiedere anche un secondo parere.
Probabilmente le persone difendono le proprie idee e attitudini perchè cambiarle significherebbe cominciare da capo, vivere una vita diversa, rinunciare alle certezze. Spesso succede ad esempio, che le persone rinuncino ad una terapia, si separino da un coniuge, perdano un’occasione di lavoro, perchè per loro cambiare è troppo faticoso.
Fonti:
- Albarracin; Hart, Inge Brechan, Lisa Merrill, Alice H. Eagly and Matthew J. Lindberg. Feeling Validated Versus Being Correct: A Meta-Analysis of Selective Exposure to Information. Psychological Bulletin, Volume 135
- University of Illinois at Urbana-Champaign (2009, July 2). People Sometimes Seek The Truth, But Most Prefer Like-minded Views. ScienceDaily.




















