Sono rimasta molto sorpresa, durante un convegno in cui ragazzi e adulti si confontavano sul tema dell’adolescenza, nel riscontrare due atteggiamenti completamente opposti: da un lato i giovani che si descrivano nei loro pregi e difetti, nei loro valori, nei loro comportamenti talvolta sconsiderati, talvolta generosi e di cuore; dall’altro lato i grandi, che avevano solo parole negative per i ragazzi, quali egoismo, stupidità, imprudenza.
E’ così che gli adulti vedono i giovani dunque? Possibile che non intravedano nessun lato postivo, che non cerchino nessuna motivazione a certi comportamenti da loro giudicati assurdie incomprensibili? Con queste premesse il dialogo tra adulti e adolescenti mi sembra davvero impossibile, e stavolta non perchè i giovani si pongono in aperta opposizione con i grandi, ma proprio a causa dei pregiudizi di chi dovrebbe aiutarli a crescere.
Tra questi pregiudizi, che Psicozoo vuole provare a scalfire c’è l’idea che alcuni comportamenti sconsiderati degli adolescenti (come la guida spericolata, il sesso non protetto, l’uso di droghe), siano dovuti ad un senso di onnipotenza che porterebbe i giovani a sentirsi immortabili e a credere di sapere tutto.
Una ricerca pubblicata nel numero di luglio della rivista Pediatrics, sembra disconfermare questa idea e sostenere la tesi opposta. Sembra infatti che molti giovani temano, anzi, siano convinti di essere destinati a morire presto (senso di precarietà dei tempi moderni?).
La ricerca
Del corso di un’analisi condotta su 20.594 adolescenti americani, i ricercatori intervistarono i ragazzi più giovani del campione in tre occasioni: nel 1995, nel 1996 e nel 2001.
Durante la prima intervista, l’1,4% dei partecipanti affermava di non avere nessuna chance di arrivare ai 35 anni; il 2,4% pensava che fosse possibile, ma altamente imporbabile; il 10,9% che aveva solo il 50% delle possibilità di celebrare il 35esimo compleanno. I ricercatori scoprirono che chi pensava di morire giovane, era più propenso a mettere in atto comportamenti pericolosi per la propria vita, come risse, sesso non protetto con partners occasionali diversi, abuso di droghe, ecc.
La ricerca ha evidenziato anche come la visione del futuro vari tra i ragazzi anche in base all’etnia, al genere e allo status socio-economico. Gli adolescenti ispanici maschi, ad esempio, erano più propensi a credere che le loro vite sarebbero state brevi. Tra gli adolescenti le cui famiglie ricevevano assistenza economica dallo stato, quasi un quarto credeva che sarebbe morto giovane. Effettivamente, tra le fasce minoritarie e povere della popolazione, il rischio di morte precoce è più alto. Queste preoccupazioni fatalistiche, tuttavia, non fanno altro perpetrare la tendenza a non curare la propria salute e a mettere in atto comportamenti a rischio, negli strati più marginali della società.
Questa ricerca vuole essere uno stimolo a interrompere questo circolo vizioso, incoraggiando i giovani a pensare al loro futuro e a pianificare gli obiettivi necessari ad andare avanti; le famiglie e la società devono poi aiutare i ragazzi a raggiungerli.
Possiamo fare la differenza facendo ai nostri ragazzi una semplice domanda, vecchia come il mondo: “Cosa vuoi fare da grande?”
Fonte:
- Why Do Some Teens Behave Recklessly? – Science daily



















