Autostima:no al fai-da-te

Il sostegno psicologico è un’esigenza sempre più diffusa, sia perchè il disagio psicologico sta conoscendo un drammatico incremento, sia perchè si è più attenti e tolleranti verso questi temi. Questa necessità, seppur positiva comporta il rischio del rimedio fai da te, che spesso fa più danni che altro.

In modo particolare, si incrementano le vendite dei libri di auto-aiuto, spesso prodotti realizzati dalle correnti di Psicologia positiva o di Programmazione neurolinguistica. Questi approcci, a mio parere piuttosto sincretici e semplicistici, sostengono di stimolare l’autostima delle persone attraverso semplici esercizi che consistono nel ripetere frasi come: “Io amo me stesso”, “Io sono una persona degna di essere amata“, o ancora “Io avrò successo“. Molto spesso ripetersi queste parole, per una persona dalla bassa autostima, significa lanciarsi addosso una bomba: chi non crede in sè in molte occasioni è terrorizzato dalla possibilità di affermarsi, di essere amato dagli altri, di avere successo nella vita. Ripetere parole del genere significa, per queste persone, darsi completamente ad un’angoscia paralizzante.

Uno studio recentemente apparso sulla rivista  Psychological Science, sembra dare man forte alla mia tesi. Gli psicologi Joanne V. Wood e John W. Lee dell’Università di Waterloo, e W.Q. Elaine Perunovic dell’Università di New Brunswick, autori dello studio, hanno verificato come molte persone con una bassa percezione della propria autostima, spesso si sentano peggio ripetendo frasi che esprimono una connotazione positiva rispetto a se stessi.

La ricerca

I ricercatori hanno selezionato un campione di individui, classificandoli come soggetti con alta o con bassa autostima. Ai partecipanti veniva chiesto di ripetere la frase presente in un libro di auto-aiuto “Io sono una persona amabile“; quindi veniva misurato l’umore dei partecipanti e le emozioni che avevano provato in quel momento. Coloro che avevano una bassa autostima si sentivano peggio dopo aver ripetuto la frase, sia rispetto ad un altro gruppo di soggetti con bassa autostima che non l’avevano pronunciata, sia rispetto ai soggetti con alta autostima.

In un successivo studio di follow-up, gli psicologi permisero ai partecipanti di elencare pensieri negativi su se stessi, insieme ai pensieri positivi. Paradossalmente, i partecipanti con bassa autostima si sentivano meglio quando potevano esprimere i pensieri negativi, rispetto a quando veniva loro chiesto di soffermarsi solo su pensieri positivi.

L’interpretazione

I ricercatori si sono spiegati questo fenomeno ipotizzando che autoaffermazioni eccessivamente positive o irraggionevoli, come ad esempio “Io mi accetto completamente“, possono provocare pensieri contraddittori nelle persone con bassa autostima. Se io non mi amo, non posso convincermi che accetto tutto di me stesso seplicemente ripetendomelo. E se alle persone viene chiesto di focalizzarsi esclusivamente su pensieri positivi, si avviliscono ancora di più quando arriva un pensiero negativo.

Come affermano gli autori “Ripetere affermazioni positive su se stessi può aiutare alcune persone (quelle che già hanno una buona considerazione di se stesse), ma si ritorce contro coloro che ne avrebbero veramente bisogno.”

A quanto pare le persone fortunatamente non amano prendersi in giro. Se state male provate a consultare uno specialista, piuttosto che affidarvi a dubbi rimedi pronti all’uso.


Fonti:

  1. Wood et al. Positive Self-Statements: Power for Some, Peril for Others. Psychological Science, 2009;
2.  Association for Psychological Science (2009, July 2). The Problem With Self-help Books: The Negative Side To Positive Self-statements. ScienceDaily.

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1 Trackback

  • 11 luglio 2009 | Permalink |

    Autostima:no al fai-da-te…

    Il sostegno psicologico è un’esigenza sempre più diffusa, sia perchè il disagio psicologico sta conoscendo un drammatico incremento, sia perchè si è più attenti e tolleranti verso questi temi. Questa necessità, seppur positiva comporta il risc…

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