Mentre nell’uomo, il valore evolutivo dell’orgasmo è noto, molto più confuse sono le informazioni che la scienza ci fornisce su quello femminile. La confusione nasce anche dal fatto ovvio che l’acme del piacere è “visibile” nell’uomo, mentre non si può dire lo stesso del gentil sesso. Ecco allora i dubbi degli uomini: “Hai mai finto con me?”, “Ti è piaciuto?” e tanti altri spinosi interrogativi rispetto ai quali non possono che fidarsi delle risposte della propria partner.
Ma cosa ci dice la scienza in proposito? Ecco alcune risposte del mondo accademico alle domande più frequenti sull’orgasmo femminile.
- In quei momenti le si annebbia il cervello. Attraverso le rilevazioni con la risonanza magnetica funzionale, è stato evidenziato come molte aree del cervello femminile si disattivino durante l’orgasmo. E a dispetto delle convinzioni sul romanticismo delle donne, perfino le aree delle emozioni nel momento clou riducono notevolmente la loro attività. Solo puro piacere.
- Merito dei geni o della psiche? Uno studio condotto in gran Bretagna nel 2005, avrebbe evidenziato che il 45% dei fattori che determinano la capacità o meno di raggiungere l’orgasmo e la sua intensità e tipologia (orgasmo raggiunto con la penetrazione o con la masturbazione), dipenda dai geni. Uno studio successivo proveniente dallo stesso paese, mostra invece che le donne con una minore intelligenza emotiva abbiano più problemi di orgasmo rispetto a chi è più capace di gestire, esprimere e comprendere le proprie e altrui emozioni. La dott.ssa Andrea Burri, psicologa presso il King’s college di Londra, suggerisce che questo fenomeno potrebbe essere legato al fatto che l’intelligenza emotiva aiuti a comunicare al partner i propri desideri, rendendo più soddisfacente il rapporto. E’ ancora in gioco dunque la partita tra genetica e psicologia su questo fronte.
- Il punto G non è solo un mito. In uno studio del 2008, pubblicato sulla rivista New Scientist, il Professor Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica all’università de L’Aquila, con il suo team, sembr aver localizzato un punto preciso tra l’uretra e la vagina, che se stimolato, genera orgasmi molto intensi. Secondo lo studioso, nelle donne che provano questo particolare tipo di piacere, la porzione di tessuto del punto G è più spessa.
- Per molte donne è solo un sentito dire. Uno studio americano del 1999 afferma che il 43% delle donne statunitensi ha problemi nel raggiungere l’orgasmo. Un numero veramente alto. Mettiamo da parte gli interrogativi che possono sorgere nella mente degli uomini di fronte a tale cifra.
Rimedi curiosi all’anorgasmia ((mancanza di orgasmo))
Per porre rimedio al problema dell’incapacità per alcune donne, di provare il piacere orgasmico, si stanno studiando terapie farmacologiche, tra cui una a base di Viagra, anche se con scarsi risultati. Nel 2006, il Dr. Stuart Meloy ha inventato un apparecchio singolare. L’idea è nata impiantando alcuni elettrodi nelle vertebre lombari di una paziente per la cura di un dolore cronico alle gambe. La pz oltre a sentire meno dolore, manifestò di gradire molto quella stimolazione che le conferiva piacere. Da quell’esperienza il dottor Meloy pensè bene di progettare un impiantino spinale che stimola la donna azionandolo con un telecomando. Piuttosto singolare e inquietante direi.
Un pò di psicoterapia non sarebbe il caso?
Nonostante le molte ricerche, l’orgasmo femminile rimane ancora un mistero, visto che non sembra avere una reale funzione nel bilancio dell’umanità, al contrario di quello maschile che è indispensabile alla riproduzione. Dobbiamo quindi constatare che si tratta solo un incidente evolutivo (per intenderci, come il coccige, visto che la coda non l’abbiamo più)? Forse la natura ama salvare le cose piacevoli e fonti di benessere, anche se in fondo raggiungere l’orgasmo non è indispensabile alla sopravvivenza della specie.
- Orgasmo femminile: tutte le verità della scienza – Focus.it
- L’orgasmo femminile è tutta questione di intelligenza (emotiva)



















