Le risposte che chiediamo alla Psicologia, aldilà di ogni elucubrazione scientifica, riguardano soprattutto una domanda fondamentale: come possiamo essere felici? La risposta è sicuramente molto complessa, poichè riguarda il senso che ognuno di noi da alla propria esistenza. Eppure la tentazione di trovare una soluzione uguale per tutti è forte e invade molti modelli psicologici che poi hanno riflessi singolari nella vita quotidiana.
E’ il caso della nuova applicazione per l’iPhone della Apple dal nome molto esplicativo: si chiama Live Happy, è disponibile a 6.99 dollari sul sito della Apple sia per iPhone che per iPod Touch e ce n’è anche una versione demo.
L’applicazione è stata sviluppata da Signal Patterns (un gruppo di ricercatori che studiano applicazioni per il web e per la telefonia mobile basate sulla Psicologia) in associazione con la Dottoressa Sonja Lyubomirsky, Professoressa di Psicologia presso l’Università della California ed esponente della corrente che prende il nome di Psicologia positiva1 .
La nuova applicazione si fonda sulla teoria della “felicità sostenibile” che prende le mosse da studi che suggeriscono la ricetta della felicità: il nostro benessere deriverebbe al 50% dalla genetica, al 10% dagli eventi di vita e al 40% dalle nostre attività quotidiane (secondo questi studi siamo già condannati per metà!). Gli studiosi sostengono che se non possiamo fare niente per cambiare la genetica e poco per cambiare le circostanze (anche su questo avrei i miei dubbi), di gran lunga più facile sarebbe controllare le nostre attività quotidiane.
Sempre secondo queste teorie, alcuni tipi di attività possono incrementare il nostro livello di felicità sia a breve che a lungo termine, come ad esempio:
- stabilire degli obiettivi, valutarli, tracciare il percorso per raggiungerli
- Esprimere la propria gratitudine a qualcuno
- tenere un quaderno delle persone a cui siamo grati
- ripetere i momenti felici
- visualizzare il miglior sè possibile
- ricordare gesti di gentilezza
Anche se rispetto il modello della Psicologia positiva, che sicuramente negli Stati Uniti ha dato sollievo a molte persone e spronato molti imprenditori in carriera ad andare avanti, permettetemi qualche perplessità.
- stabilire degli obiettivi e cercare di perseguirli per qualcuno è gratificante, per altri è talmente angosciante da paralizzarli (pensate ai giovani che non riescono a trovare lavoro o si bloccano all’università proprio sulla soglia della laurea).
- esprimere gratitudine può creare gioia, ma anche rabbia perchè ci sentiamo dipendenti dalla persona a cui siamo grati.
- riproporre situazioni in cui siamo stati felici spesso è vano perchè certi eventi ci danno gioia in quanto sono stati vissuti in quel determinato momento della nostra vita, in quel particolare stato emotivo, con quelle specifiche persone, che in quel momento producevano in noi determinati sentimenti. Riproporli può darci più nostalgia che gioia.
- visualizzare l’ideale di sè spesso è frustrante più che gratificante, perchè è quello che crediamo giusto per noi e non quello che siamo.
Il problema fondamentale sta, come sempre nella definizione: che cosa significa essere felici? E cosa significa essere felici per Maria, per Michele, per Antonio, per Giuseppina? Per qualcuno la felicità può consistere nello stare con le persone che si amano, per qualcun altro nello starvi il più lontano possibile, per qualcuno nel lavorare sodo e raggiungere delle gratificazioni, per qualcun altro essere nullafacente e libero dalle responsabilità. Se si potesse realizzare un’applicazione ad hoc per ogni persona, allora sì che funzionerebbe. Diversamente, proprio non saprei.
Fonti:
Sheldon, K. M., & Lyubomirsky, S. (2006). Achieving sustainable gains in happiness: Change your actions, not your circumstances. Journal of Happiness Studies, 7, 55-86.
Sheldon, K. M., & Lyubomirsky, S. (2007). Activities last and circumstances fade: An experimental study of the effects of two types of life-change upon sustainable new well-being. Manuscript in preparation.
Live Happy with New iPhone Application
Being Happy: Enjoyable Activities Beat Improved Life Circumstances
- cito dal sito della Società Italiana di psicologia Positiva: La Psicologia Positiva enfatizza il ruolo fondamentale delle risorse e potenzialità dell’individuo, che le ricerche precedenti – volte ad analizzare carenze, deficit e patologie – non mettevano in luce: si privilegiano interventi finalizzati alla mobilizzazione delle abilità e risorse della persona, anziché alla riduzione o compensazione delle sue limitazioni [↩]



















