Oggi Psicozoo si ferma per salutare un caro amico, la cui vita si è accartocciata a doppio filo intorno al gioco della musica….
Angelo era un ragioniere atipico. I conti non gli tornavano e così dopo anni di calcoli pensò che questo mestiere non fosse per lui. Non perchè non fosse bravo, s’intende, ma perchè i numeri erano freddi conoscenti incapaci di emozioni. Lui amava fare tutto alla massima intensità. Così si mise a fare mille mestieri che gli permettevano d’inseguire la sua voglia di vivere, anche se a fine mese spesso faceva i salti mortali.
Più di tutto amava la musica. Scriveva canzoni popolari e suonava le tammorre accompagnadole con una voce intensa e acuta. Ricordo quel muro di casa ricoperto di strumenti di tutto il mondo. Uno strano palo della pioggia, la chitarra battente, il putipù. E alle feste popolari si divertiva a far risuonare la sua voce sopra il battito della tammorra, seguendone istintivamente il tempo senza alcuna preparazione musicale. Amava le donne e cercava di capire se avesse qualche possibilità ballando con loro la pizzica. “Se mentre ballate si siede sulle ginocchia, allora sai di avere qualche possibilità” mi spiegava ammiccando.
Un giorno le mani cominciarono a non tenere più il tempo. Se ne accorse così che qualcosa non andava. Uno strano tumore cerebrale a filamenti, una forma rara, cominciò a rosicchiargli la capacità di battere ritmicamente sulle tammorre. E svenne dopo aver suonato ad una festa popolare, credendo che la troppa passione per la musica lo avesse debilitato quella sera. Piano piano sentì che non aveva più il controllo dei suoi muscoli. Pur non sentendo alcun dolore e non avendo le ossa rotte, l’impulso dal cervello non raggiungeva gli arti. Si sentiva confuso, vedeva doppio.
I familiari pietosi gli avevano detto che bastavano delle pillole per stare meglio. Ci raccontava della sua probabile e rapida guarigione e dei concerti a cui avrebbe suonato una volta che avesse ripreso il possesso delle sue abilità motorie. Noi lo guardavamo perplessi, ma contenti, credendo più alla sua versione che a quella dei medici, tanto era la voglia di vivere che ci trasmetteva con le sue parole. E ci credevamo veramente finchè non stette troppo male perfino per rispondere al telefono. E ieri se n’è andato, senza avere la forza di salutare.




















1 Commento
Ricordo la prima volta che mi presentasti Angelo, premettendomi che non mi sarebbe piaciuto perchè era uno che diceva ciò che pensava: una persona sanguigna che talvolta criticava con franchezza, senza tenere in conto i ritmi e le delicatezze di chi aveva davanti.
Credo mi piacque proprio da quel momento
Pensai tuttavia tra me e me che avrei dovuto combattere con un pò di permalosità mia, che alla fine avrei dovuto farmelo piacere, uno così: e invece ho dovuto sforzarmi ben poco, perchè davanti ai miei occhi ho trovato una specie di pianeta impazzito che tutto sommato ruotava intorno al mio stesso Sole, la musica. Abbiamo una cosa in comune nell’anima, io e Angelo: entrambi amiamo suonare, e lui ha tutta la mia stima perchè ha deciso di farlo a viso aperto, su un palco, suonando e incontrando gli occhi della gente.
Lo rispetto al punto che una sera, durante una canzone, non ho voluto cantare in sua vece mentre lui, in una delle sue memorabili sortite, aveva lasciato il suo microfono per ‘agitare’ il pubblico ballandoci giusto in mezzo, quasi a cercare l’abbraccio, l’affetto delle persone tra le maglie del ritmo.
Se ne va una persona che avrei voluto incontrare qualche anno prima, e che vorrei conoscere meglio…una persona che mi avrebbe regalato altre serate belle e vissute in posti veri e umili, nel cuore di una terra che vive ancora baciando le sue cose autentiche, amando il battito delle stagioni e battendo il tempo con le mani, con i piedi, con tutta l’anima.
Mi ricorderò di te, Angelo, e di Francesca, che era “il più bel fiore”: tu sei stato il suo giardiniere, il tuo amore ha fatto fiorire la sua storia e le ha regalato un’eternità alla quale noi poveri uomini non sempre abbiamo accesso.
Una stretta di mano e un bacio d’affetto..ciao.