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	<title>Commenti a: Borderline: il disturbo del millennio</title>
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	<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/</link>
	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 May 2012 10:31:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Riccardo</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3741</link>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 12:57:50 +0000</pubDate>
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		<description>Io sto&#039; davvero malissimo sto&#039; vivendo un incubo ma la amo follemente mi dareste qualche suggerimento per cortesia ? io non la voglio lasciare ma vorrei aiutarla ma mi sta&#039; annullando come persona ... grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sto&#8217; davvero malissimo sto&#8217; vivendo un incubo ma la amo follemente mi dareste qualche suggerimento per cortesia ? io non la voglio lasciare ma vorrei aiutarla ma mi sta&#8217; annullando come persona &#8230; grazie</p>
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		<title>Di: Lucia Imperatore</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3691</link>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 23:15:56 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao eidolon, 
quello che tu porti è un problema serio, a cui noi psicologi ci sentiamo vicini. Io personalmente cerco di venire incontro economicamente ai miei pazienti, considerando anche che questo è il nostro mestiere, con cui dobbiamo guadagnarci il pane. Sicuramente lo Stato è chiamato a rispondere di questo serissimo problema, tenendo presente che la psicoterapia e la salute mentale non sono un lusso. 
In ogni caso, ci si può rivolgere al distretto di salute mentale del proprio Comune di appartenenza, dove la psicoterapia dovrebbe essere gratuita.  
In ultima analisi, forse se per te queste sono boiate, probabilmente non ti rispecchi in quello che leggi e quindi non hai bisogno di cure, o sbaglio?
Un saluto e in bocca al lupo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao eidolon,<br />
quello che tu porti è un problema serio, a cui noi psicologi ci sentiamo vicini. Io personalmente cerco di venire incontro economicamente ai miei pazienti, considerando anche che questo è il nostro mestiere, con cui dobbiamo guadagnarci il pane. Sicuramente lo Stato è chiamato a rispondere di questo serissimo problema, tenendo presente che la psicoterapia e la salute mentale non sono un lusso.<br />
In ogni caso, ci si può rivolgere al distretto di salute mentale del proprio Comune di appartenenza, dove la psicoterapia dovrebbe essere gratuita.<br />
In ultima analisi, forse se per te queste sono boiate, probabilmente non ti rispecchi in quello che leggi e quindi non hai bisogno di cure, o sbaglio?<br />
Un saluto e in bocca al lupo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: eidolon</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3678</link>
		<dc:creator>eidolon</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 00:51:50 +0000</pubDate>
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		<description>e se qualcuno senza un soldo si rendesse conto di non star bene di avere dei problemi e quei problemi fossero dei disturbi di questo tipo e non ci fosse nessuno che può aiutarlo nel concreto, a chi dovrebbe rivolgersi?Dovrebbe leggere queste boiate senza poter far nulla o vendersi un rene o prostituirsi per pagarsi qualche seduta? 
Sinceramente curiosa, una probabile disturbata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e se qualcuno senza un soldo si rendesse conto di non star bene di avere dei problemi e quei problemi fossero dei disturbi di questo tipo e non ci fosse nessuno che può aiutarlo nel concreto, a chi dovrebbe rivolgersi?Dovrebbe leggere queste boiate senza poter far nulla o vendersi un rene o prostituirsi per pagarsi qualche seduta?<br />
Sinceramente curiosa, una probabile disturbata</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Bilitarsi</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3665</link>
		<dc:creator>Maria Bilitarsi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 15:26:33 +0000</pubDate>
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		<description>Salve, sono una ragazza di  21 anni, ho avuto un po&#039; di problemi fin dall&#039;infanzia, poi notevolmente aumentati nell&#039;adolescenza, che mi hanno portato ad abbandonare la scuola dopo numerose bocciature(non perchè mancassi di intelligenza ma a causa dell&#039;impegno altalenante e di un periodo di depressione) , ad abusare di sostanze, a compiere atti di autolesionismo, alla bulimia, nonchè talvolta a &quot;dare di matto&quot; diventando aggressiva nei confronti di estranei , di amici ed anche di familiari: purtroppo maggiormente nei confronti di chi mi sta più vicino. 
Inutile starle a raccontare episodi particolari, fatto sta che ho più volte messo a repentaglio l&#039;incolumità mia e di chi mi circonda. 
Ho sostenuto incontri con uno psicoterapeuta, inizialmente in ambito scolastico, poi al di fuori, ma in in quel periodo ( si parla dei miei 16-17 anni) ero estremamente confusa  (me ne rendo conto a posteriori e solo in parte, sono tutt&#039;ora confusa!) ed ho abbandonato tutto:  la scuola, la terapia e l&#039; umanità a la sensibilità che nonostante i miei problemi mi caratterizzavano.   Finii nel vortice dei rave-party , così decisi di andare a lavorare presso l&#039;azienda di mio padre per guadagnarmi i soldi per comprarmi la droga. Eventi traumatici e lutti mi hanno aperto gli occhi su quello schifo di ambiente e con tanta sofferenza sono riuscita a tirarmene fuori.  Ora ho ripreso i miei studi anche se con estrema difficoltà a causa dell&#039; inedia in cui ho lasciato il mio cervello per lungo tempo e delle sostanze di cui ho abusato; inoltre,come ho già detto, anche senza queste aggravanti il mio rapporto con la scuola dalla fine delle medie non è mai stato buono. Questo è il breve psico-sunto della mia vita.  
Veniamo al dunque:
un anno fa dopo l&#039;ennesima litigata, mio padre, tacciandomi di follia, più che con un&#039;amorevole proposta, con una sorta di sfida,  mi indusse a farmi visitare da uno psichiatra ed io accettai, se non altro per smentire le sue deliranti teorie ( leggendo due o tre stronzate e male interpretandole si era convinto che il turpiloquio durante i miei scatti d&#039;ira fosse dovuto alla sindrome di Tourette, quando invece in quel caso il turpiloquio è involontario, quasi una specie  di tic).  Da quello psichiatra con un colloquio mi venne diagnosticato un disturbo di personalità borderline, mi prescrisse del prozac, degli stabilizzanti dell&#039;umore e mi liquidò con l&#039;accordo di sentirci per telefono per qualunque cosa ( ho letto che nelle prime 2 settimane di trattamento con il prozac c&#039;è un elevato rischio di suicidio, eh eh!) e nel caso,dopo le vacanze natalizie decidere per una psicoterapia. Decisi di non prendere i farmaci, anche se in quel periodo avevo smesso del tutto di drogarmi ed ero parecchio giù di tono. 
BORDERLINE: la diagnosi si fece spazio nei miei pensieri, cominciò ad ossessionarmi e facendo ricerche su internet e su libri mi ritrovai drammaticamente nelle descrizioni che lessi. Decisi comunque di sentire &quot;un&#039;altra campana&quot; e contattai il mio vecchio terapeuta. Al primo incontro chiesi esplicitamente di avere una diagnosi ma mi rispose che un&#039;etichetta non serve a definire la complessità di un individuo e che non era quello di cui avevo bisogno per stare meglio: così ho ricominciato un nuovo percorso di psico- terapia.    
Ma l&#039;aver avuto questa diagnosi mi ha in un certo senso imprigionato, ora rimando ogni mio gesto ad essa e giustifico le mie nefandezze sulla base di essa; la classica frase del borderline:&quot; è che sono fatto così&quot; ha ormai per me assunto un significato molto più concreto , a poco a poco sto allontanando i miei amici, non voglio stringere relazioni di alcun genere perchè so che potrei solo far soffrire gli altri...mi sento vuota più che mai e non ho più speranza: sono conscia di essere destinata alla solitudine.
 Come se non bastasse questo è diventato un altro modo per far sentire in colpa i miei genitori, ora posso anche dirgli, e portare prove, che probabilmente è a causa della loro inadeguatezza se sono così. 
Penso che dovrei parlarne con il mio terapeuta ma mi vergogno di non essere riuscita ad esporgli il problema prima, ed in fondo è un argomento che mi spaventa a morte, così nelle sedute parlo di altri problemi, piccoli e grandi, ma non riesco a parlare di questo e sento che l&#039;ombra che quella  scellerata diagnosi ha gettato su di me è un nodo centrale da affrontare...Non so neanche più se fidarmi di lui, non mi sembra di fare grandi passi avanti, ok non volermi etichettare con una diagnosi, ma è normale che le sedute si trascinino con discorsi che penso non mi aiutino più di molto e che non mi dia un termine preciso per la fine della terapia? Ho letto che ci sono terapie mirate che hanno durate ben definite e che sono abbastanza rapide,so che non essendo una patologia non si può guarire ma si può imparare e reagire alla vita seguendo schemi &quot;normali&quot;, difatti esse  insegnano come evitare di cadere negli errori tipici delle personalità borderline, è possibile che non mi abbia mai parlato di tutto questo? Perchè?               
La ringrazio per l&#039;attenzione e per l&#039;eventuale risposta, scusi se mi sono dilungata troppo ma raramente riesco a fare una pur minima ( d&#039;altronde effimera)  chiarezza nei miei pensieri ed a mettere il tutto per iscritto; spero che se qualcuno avrà la pazienza di leggere queste righe si renderà conto dell&#039;immensa sofferenza che caratterizza questo disturbo...è troppo facile definirci dei pazzi, ancora più facile definirci degli stronzi, violenti ed egoisti...siamo esseri umani che soffrono, costantemente soli e vuoti, incapaci di comprendere le nostre emozioni bensì in balia di esse, cerchiamo solo di difenderci...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve, sono una ragazza di  21 anni, ho avuto un po&#8217; di problemi fin dall&#8217;infanzia, poi notevolmente aumentati nell&#8217;adolescenza, che mi hanno portato ad abbandonare la scuola dopo numerose bocciature(non perchè mancassi di intelligenza ma a causa dell&#8217;impegno altalenante e di un periodo di depressione) , ad abusare di sostanze, a compiere atti di autolesionismo, alla bulimia, nonchè talvolta a &#8220;dare di matto&#8221; diventando aggressiva nei confronti di estranei , di amici ed anche di familiari: purtroppo maggiormente nei confronti di chi mi sta più vicino.<br />
Inutile starle a raccontare episodi particolari, fatto sta che ho più volte messo a repentaglio l&#8217;incolumità mia e di chi mi circonda.<br />
Ho sostenuto incontri con uno psicoterapeuta, inizialmente in ambito scolastico, poi al di fuori, ma in in quel periodo ( si parla dei miei 16-17 anni) ero estremamente confusa  (me ne rendo conto a posteriori e solo in parte, sono tutt&#8217;ora confusa!) ed ho abbandonato tutto:  la scuola, la terapia e l&#8217; umanità a la sensibilità che nonostante i miei problemi mi caratterizzavano.   Finii nel vortice dei rave-party , così decisi di andare a lavorare presso l&#8217;azienda di mio padre per guadagnarmi i soldi per comprarmi la droga. Eventi traumatici e lutti mi hanno aperto gli occhi su quello schifo di ambiente e con tanta sofferenza sono riuscita a tirarmene fuori.  Ora ho ripreso i miei studi anche se con estrema difficoltà a causa dell&#8217; inedia in cui ho lasciato il mio cervello per lungo tempo e delle sostanze di cui ho abusato; inoltre,come ho già detto, anche senza queste aggravanti il mio rapporto con la scuola dalla fine delle medie non è mai stato buono. Questo è il breve psico-sunto della mia vita.<br />
Veniamo al dunque:<br />
un anno fa dopo l&#8217;ennesima litigata, mio padre, tacciandomi di follia, più che con un&#8217;amorevole proposta, con una sorta di sfida,  mi indusse a farmi visitare da uno psichiatra ed io accettai, se non altro per smentire le sue deliranti teorie ( leggendo due o tre stronzate e male interpretandole si era convinto che il turpiloquio durante i miei scatti d&#8217;ira fosse dovuto alla sindrome di Tourette, quando invece in quel caso il turpiloquio è involontario, quasi una specie  di tic).  Da quello psichiatra con un colloquio mi venne diagnosticato un disturbo di personalità borderline, mi prescrisse del prozac, degli stabilizzanti dell&#8217;umore e mi liquidò con l&#8217;accordo di sentirci per telefono per qualunque cosa ( ho letto che nelle prime 2 settimane di trattamento con il prozac c&#8217;è un elevato rischio di suicidio, eh eh!) e nel caso,dopo le vacanze natalizie decidere per una psicoterapia. Decisi di non prendere i farmaci, anche se in quel periodo avevo smesso del tutto di drogarmi ed ero parecchio giù di tono.<br />
BORDERLINE: la diagnosi si fece spazio nei miei pensieri, cominciò ad ossessionarmi e facendo ricerche su internet e su libri mi ritrovai drammaticamente nelle descrizioni che lessi. Decisi comunque di sentire &#8220;un&#8217;altra campana&#8221; e contattai il mio vecchio terapeuta. Al primo incontro chiesi esplicitamente di avere una diagnosi ma mi rispose che un&#8217;etichetta non serve a definire la complessità di un individuo e che non era quello di cui avevo bisogno per stare meglio: così ho ricominciato un nuovo percorso di psico- terapia.<br />
Ma l&#8217;aver avuto questa diagnosi mi ha in un certo senso imprigionato, ora rimando ogni mio gesto ad essa e giustifico le mie nefandezze sulla base di essa; la classica frase del borderline:&#8221; è che sono fatto così&#8221; ha ormai per me assunto un significato molto più concreto , a poco a poco sto allontanando i miei amici, non voglio stringere relazioni di alcun genere perchè so che potrei solo far soffrire gli altri&#8230;mi sento vuota più che mai e non ho più speranza: sono conscia di essere destinata alla solitudine.<br />
 Come se non bastasse questo è diventato un altro modo per far sentire in colpa i miei genitori, ora posso anche dirgli, e portare prove, che probabilmente è a causa della loro inadeguatezza se sono così.<br />
Penso che dovrei parlarne con il mio terapeuta ma mi vergogno di non essere riuscita ad esporgli il problema prima, ed in fondo è un argomento che mi spaventa a morte, così nelle sedute parlo di altri problemi, piccoli e grandi, ma non riesco a parlare di questo e sento che l&#8217;ombra che quella  scellerata diagnosi ha gettato su di me è un nodo centrale da affrontare&#8230;Non so neanche più se fidarmi di lui, non mi sembra di fare grandi passi avanti, ok non volermi etichettare con una diagnosi, ma è normale che le sedute si trascinino con discorsi che penso non mi aiutino più di molto e che non mi dia un termine preciso per la fine della terapia? Ho letto che ci sono terapie mirate che hanno durate ben definite e che sono abbastanza rapide,so che non essendo una patologia non si può guarire ma si può imparare e reagire alla vita seguendo schemi &#8220;normali&#8221;, difatti esse  insegnano come evitare di cadere negli errori tipici delle personalità borderline, è possibile che non mi abbia mai parlato di tutto questo? Perchè?<br />
La ringrazio per l&#8217;attenzione e per l&#8217;eventuale risposta, scusi se mi sono dilungata troppo ma raramente riesco a fare una pur minima ( d&#8217;altronde effimera)  chiarezza nei miei pensieri ed a mettere il tutto per iscritto; spero che se qualcuno avrà la pazienza di leggere queste righe si renderà conto dell&#8217;immensa sofferenza che caratterizza questo disturbo&#8230;è troppo facile definirci dei pazzi, ancora più facile definirci degli stronzi, violenti ed egoisti&#8230;siamo esseri umani che soffrono, costantemente soli e vuoti, incapaci di comprendere le nostre emozioni bensì in balia di esse, cerchiamo solo di difenderci&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: susanna</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3637</link>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:19:22 +0000</pubDate>
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		<description>ripeto, non sono sicura che sia borderline. E anche se lo fosse, lui non accetterebbe mai di andare da un terapista, lo so! Lui crede che siano gli altri ad essere sbagliati!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ripeto, non sono sicura che sia borderline. E anche se lo fosse, lui non accetterebbe mai di andare da un terapista, lo so! Lui crede che siano gli altri ad essere sbagliati!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: susanna</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3636</link>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:14:37 +0000</pubDate>
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		<description>Devo assecondarlo in tutto? Oppure posso contraddirlo? Sono preoccupata, anche perchè lui ha avuto problmi con la giustizia, e ce li ha tutt&#039;oggi. E se io gli lascio fare quello che vuole, va a finire che si incasina ancora di più. Però ogni volta che per il suo bene gli dico di non fare una cosa, lui si arrabbia, e sembra che poi me la fa pure per dispetto! Cosa devo fare per evitare di farlo cacciare nei guai??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo assecondarlo in tutto? Oppure posso contraddirlo? Sono preoccupata, anche perchè lui ha avuto problmi con la giustizia, e ce li ha tutt&#8217;oggi. E se io gli lascio fare quello che vuole, va a finire che si incasina ancora di più. Però ogni volta che per il suo bene gli dico di non fare una cosa, lui si arrabbia, e sembra che poi me la fa pure per dispetto! Cosa devo fare per evitare di farlo cacciare nei guai??</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: susanna</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3635</link>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:07:00 +0000</pubDate>
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		<description>il mio ragazzo ha tutte le caratteristiche per affermare quasi con certezza che sia borderline. Ho consultato tutte le pagine dei siti dove si spiega questa malattia e quelle pagine sembrano proprio parlare di lui!! Sono spaventata, ma non voglio lasciarlo. Non ho la presunzione di dire che posso aiutarlo, ma vorrei solamente sapere come comportarmi con lui. Soprattutto nei momenti in cui ha quegli eccessi di rabbia, violenti e pericolosi per la mia incolumità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il mio ragazzo ha tutte le caratteristiche per affermare quasi con certezza che sia borderline. Ho consultato tutte le pagine dei siti dove si spiega questa malattia e quelle pagine sembrano proprio parlare di lui!! Sono spaventata, ma non voglio lasciarlo. Non ho la presunzione di dire che posso aiutarlo, ma vorrei solamente sapere come comportarmi con lui. Soprattutto nei momenti in cui ha quegli eccessi di rabbia, violenti e pericolosi per la mia incolumità.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: claudia</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3634</link>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 15:26:03 +0000</pubDate>
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		<description>G.le dott.ssa e&#039; con grande imbarazzo che ho finalmente capito qual&#039;e&#039; il mio problema..... dal momento che ho appena perso il mio compagno per i miei comportamenti, ho approfondito la questione leggendo anche le informazioni sul vostro sito.... e il mio disturbo borderline e&#039; stato chiaro. Senza ombra di dubbio. E adesso cosa posso fare ....?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>G.le dott.ssa e&#8217; con grande imbarazzo che ho finalmente capito qual&#8217;e&#8217; il mio problema&#8230;.. dal momento che ho appena perso il mio compagno per i miei comportamenti, ho approfondito la questione leggendo anche le informazioni sul vostro sito&#8230;. e il mio disturbo borderline e&#8217; stato chiaro. Senza ombra di dubbio. E adesso cosa posso fare &#8230;.?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucia Imperatore</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3626</link>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 11:14:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=1377#comment-3626</guid>
		<description>Cara Cristina,
anche se i termini della psichiatria, come &quot;borderline&quot; possono farci sentire capiti e identificati nelle nostre difficoltà, non ti è di grande aiuto sapere se tu corrispondi proprio a questo disturbo o ad un altro. Queste parole non sono che etichette per identificare un malessere che è diverso da persona a persona, ed è su quello che devi lavorare, come stai già facendo, con il tuo terapeuta.
un abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Cristina,<br />
anche se i termini della psichiatria, come &#8220;borderline&#8221; possono farci sentire capiti e identificati nelle nostre difficoltà, non ti è di grande aiuto sapere se tu corrispondi proprio a questo disturbo o ad un altro. Queste parole non sono che etichette per identificare un malessere che è diverso da persona a persona, ed è su quello che devi lavorare, come stai già facendo, con il tuo terapeuta.<br />
un abbraccio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucia Imperatore</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/comment-page-2/#comment-3625</link>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 11:12:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=1377#comment-3625</guid>
		<description>Caro Luigi,
due sono i modi per lasciare una persona con questi problemi: 
1)farle presente che non vuoi più stare con lei, senza darle nessun motivo di pensare che ci sia una possibilità di tornare insieme, neanche un involontario cedimento del tono della voce e poi sparire completamente, senza preoccuparsi delle conseguenze e senza farsi rintracciare nè commuovere nemmeno se viene sotto casa. In questo caso non sarai però sicuro delle conseguenze.
2) La seconda alternativa è quella di spingerla a curarsi, a fare una psicoterapia e contemporaneamente prendere farmaci se necessario, minacciandola altrimenti di sparire. In questo modo, potrai almeno far sì che quando la lascerai avrà qualcuno su cui contare
un saluto e in bocca al lupo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luigi,<br />
due sono i modi per lasciare una persona con questi problemi:<br />
1)farle presente che non vuoi più stare con lei, senza darle nessun motivo di pensare che ci sia una possibilità di tornare insieme, neanche un involontario cedimento del tono della voce e poi sparire completamente, senza preoccuparsi delle conseguenze e senza farsi rintracciare nè commuovere nemmeno se viene sotto casa. In questo caso non sarai però sicuro delle conseguenze.<br />
2) La seconda alternativa è quella di spingerla a curarsi, a fare una psicoterapia e contemporaneamente prendere farmaci se necessario, minacciandola altrimenti di sparire. In questo modo, potrai almeno far sì che quando la lascerai avrà qualcuno su cui contare<br />
un saluto e in bocca al lupo</p>
]]></content:encoded>
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