Borderline: il disturbo del millennio

Se ne sente parlare molto in giro ed è lo specchio della nostra società che corre e cambia continuamente lasciando indietro chi si ferma: è il disturbo borderline di personalità.

Borderline: che cos’è?

Si tratta di un disturbo molto diffuso, circa il 3% della popolazione ne soffre, in particolare le donne che rappresentano il 75% dei pazienti. Si sviluppa generalmente nell’infanzia o in adolescenza e il decorso solitamente è cronico.

Il termine borderline (letteralmente “linea di confine”) in psichiatria può avere diverse accezioni. Secondo il DSM IV è un disturbo di personalità, cioè un disagio che investe le aree più importanti della vita di una persona, essendo insito nella struttura di personalità del paziente. Può anche indicare la gravità di una patologia, ponendosi come intermedio tra una nevrosi e una psicosi.

In generale potremmo definirlo come un disturbo che investe principalmente la capacità di relazione delle persone che ne soffrono, impedendo loro di stabilire rapporti affettivi profondi e stabili nel tempo, a causa di una mancanza d’identità che li spinge a creare rapporti problematici e distruttivi, soprattutto per chi entra in contatto con loro.

I sintomi

La percezione di sè, il senso di identità, la forza dell’Io, nei borderline sono estremamente instabili: l’immagine di sè varia rapidamente, con continui e repentini cambiamenti dei loro valori, delle aspirazioni, degli obiettivi che si pongono. I progetti di lavoro, i partners e gli amici che scelgono, persino  la loro identità sessuale possono essere diversi a distanza di poche ore. La loro caratteristica distintiva è l’impulsività: spendono grosse somme di denaro, cambiano continuamente partner sessuale, spesso abusano di sostanze stupefacenti, giocano d’azzardo, guidano in maniera spericolata, ingeriscono grandi quantità di cibo, manifestano una rabbia intensa e immotivata che li spinge a coinvolgersi in risse e scontri. Il tutto per colmare un’enorme voragine, un sentimento di vuoto senza tregua a cui non riescono a dare un senso. E l’atto estremo per riempire il baratro è il suicidio, che si verifica nell’8 – 10% dei pazienti, spesso causato da separazioni reali o minacciate, o quando sorge la possibilità di assumersi delle responsabilità.

A questo disturbo si associano spesso problematiche di ansia, instabilità dell’umore che va dal depresso al maniacale, timori ipocondriaci e, in situazioni di particolare stress emotivo, possono manifestarci sintomi psicotici transitori, come deliri paranoidi o gravi sintomi dissociativi, con idee bizzarre e inusuali.

Il borderline e la relazione

Chi stabilisce una relazione intima con un borderline, sia esso un amico, un partner o un genitore, se la vede davvero brutta. Questi pazienti sono in grado di trascinare i loro cari in un vortice di emozioni contrastanti che oscillano tra la rabbia e il senso di colpa, in un eterno circolo vizioso difficile da interrompere.

Un borderline sceglie solitamente le persone a cui legarsi tra quelle più “abbordabili”, o perchè fragili, o perchè molto legate a loro da vincoli di affetto (la madre, una persona che li ama); quindi li attira a sè:  può sedurli mostrandosi molto amorevole, paventa sentimenti esagerati che non prova, drammatizza eventi e aspetti della sua vita per manipolare chi gli si avvicina, cambia repentinamente umore e opinioni.

Quando un’altra persona si lega a lui, il borderline lo idealizza e lo fa sentire l’essere più importante del mondo; contemporaneamente gli fa il vuoto intorno, allontanando tutte le persone significative per l’altro in modo da tenerlo solo per lui, anche con la menzogna e l’inganno. Già nei primi incontri il borderline fa al partner richieste assurde: gli chiede di trascorrere molto tempo insieme,  di fare cose destinate a coppie di lunga data (trascorrere le vacanze insieme, confidarsi particolari intimi della propria vita). E l’altro, inizialmente gratificato dalla magnificazione che riceve dal borderline, cade nella rete. Quando poi comincia a vedere le prime incongruenze e si ribella,  incontra la protesta del borderline che continuando a manipolarlo lo fa sentire talmente in colpa da spingere l’altro a tornare sui suoi passi e a biasmarsi. Dall’idealizzazione il borderline passa alla svalutazione più estrema: la minima disattenzione del partner spinge il paziente ad accusare l’altro di trascurarlo, di non essere abbastanza presente, di averlo abbandonato.  Così per il partner del borderline, s’instaura un’altalena di sentimenti che lo fa dondolare tra la rabbia e il senso di colpa, sempre più isolato dagli altri e incapace di uscire dalla trappola: è la co-dipendenza.

Il borderline farebbe di tutto per evitare l’abbandono, perchè sente che non può tenersi in piedi senza un altro significativo che si prenda cura di lui. Sono gli altri a dare senso alla sua vita. Se il partner di un borderline paventa una separazione anche breve (ad es. il rientro a casa dopo una serata trascorsa insieme, la disdetta di un appuntamento, o perfino la fine della seduta col terapeuta) il borderline manifesta un’angoscia devastante o un furore disperato, fino a minacciare o a mettere in atto comportamenti eteroaggressivi o autoaggressivi (mutilarsi, tagliarsi, fingere o mettere in atto condotte suicidarie). Vivere sereni con un borderline è pressochè impossibile: il partner dovrebbe essere a disposizione 24 ore su 24, non criticarlo mai e sottostare a regole rigide e inaccettabili. Manifestano infatti scarsa empatia, non considerando che l’altro può avere come loro dei bisogni o dei problemi.

“Sono dei mostri”, starete pensando. Eppure non è così. Il borderline non si rende conto delle sue modalità inaccettabili e del male che sta facendo al partner. Quasi sempre, non è consapevole di avere un problema.

Come si sviluppa questo disturbo, come aiutare chi ne soffre e come salvarsi dalla co-dipendenza? Le risposte nei prossimi articoli di Psicozoo.

Forse ti interessa anche:

69 Commenti

  • 21 settembre 2009 | Permalink |

    bè…sapevo che c’era qualcosa che non andava in me ma non mi aspettavo di essere cosi mostro..

  • 21 settembre 2009 | Permalink |

    Nell’ultima parte dell’articolo, se leggi bene, dice proprio il contrario:

    “Sono dei mostri”, starete pensando. Eppure non è così. Il borderline non si rende conto delle sue modalità inaccettabili e del male che sta facendo al partner. Quasi sempre, non è consapevole di avere un problema.

    In ogni caso, se ti riconosci probabilmente non sei un borderline!

  • 28 febbraio 2010 | Permalink |

    bhe che dire è chiara la terminologia borderline.alla razionalità umana e sociale e incomprensibile di conseqauenza atteggiamenti non rettilinei e strani di un borderine quest è un disturbo di personalità che confluisce molto sul carattere dello stess individuo nei gesti nei movimenti non razionali .una delle terapie è decidere di non essere un borderline ma di avere una forza accettare la situazione e sopratutto un lavoro è essenziale lavorare.fare esperienza.il borderline deve uscire dal guscio in un modo razionale in cui successivamente l eqauilibrio verra nel riconoscere se stesso come individuo come persona il vborderline non è un mostro anzi ha una sensibilta evidente…………

  • 13 maggio 2010 | Permalink |

    io sono sposata con un borderline,ed oggi è successo l’ ennesima discussione(anche se in realtà ha fatto tutto lui)perchè dice che non lo considero,che non lo amo.ecc…io ho una bimba di 5 anni che non è sua,e con lei si comporta in modo molto contradditorio,magari un momento prima gli dà un insegnamento molto rigido su delle stupidaggini,poi divente dolce tutto in un colpo e lascia fare…altra cosa io veramente non sò cosa fare con lui,perchèin questo momento è ricoverato in diagnosi e cura e neanche a dirlo si è tagliato ovunque,perchè gli hospiegato che purtroppo non posso continuare a stare con lui in quanto si comporta da egoista,avendo anche una bambina da salvaguardare.Incredibile comunque cosa arrivi ad escogitare la mente di queste persone pur di arrivare ai loro scopi….io non sò più cosa fare,perchè nello stesso tempo gli voglio un bene dell’anima e mi manca tantissimo.ti prego rispondimi ciao da sara

  • 24 maggio 2010 | Permalink |

    ho un figlio di nome marco di 18 anni al quale hanno dianosticato il disturbo della personalita di bordeline i sintomi maggiori oltre che non ha voluto continuare gli studi oltre la licenza media inferiore sono la sua aggressivita ogni giorno piu frequente nonostante i medicinali che assume prescrittogli dallo spicologo dove lo curiamo e il suo disattattamento verso i suoi coetanei(normali) e stinge amicizie con piccoli delinquenti ma il dramma maggiore e che io e mia moglie non sappiamo come aiutarlo ormai lui ci considera suoi nemici .
    se in qualche modo c’e qualche persona o struttura che puo aiutare marco noi sarremmo disposti a tutto x il bene di nostro figlio

  • 24 maggio 2010 | Permalink |

    Caro Mimmo, capisco la terribile situazione in cui tu e tua moglie vi trovate. Di che zona siete, così vedo se c’è qualche bravo specialista nella vostra zona?

    P.S. Lo psicologo non prescrive farmaci, credo che sia uno psichiatra. Fategli presente che il ragazzo non è rientrato, così magari può modificare la terapia farmacologica che non è stata efficace. Credo sia opportuno che seguiate anche un percorso di terapia familiare, per imparare a gestire la situazione.

    Un caro saluto e in bocca al lupo

  • 25 maggio 2010 | Permalink |

    ciao lucia grazie di avermi risposto siamo di napoli ( zona capodimonte) il problema maggiore e che marco crescendo e diventato ingestibile e il nostro timore e che con il passare del tempo possa peggiorare sempre piu ,in passato siamo stati un paio di volte tutti e tre dal neurologo e ci consigliano di avere tanta pazienza ma questo non aiuta marco vorrei sapere se esiste una struttura x questa patologia (marco non e un tossicodipendente)che lo possa aiutare. p.s. sicuramente e lo psichiatra che ha prescritto il risperdal 4 mg al giorno come terapia cordiali saluti da mimo e carmela

  • 26 maggio 2010 | Permalink |

    Cari Mimmo e Carmela,
    Capisco la vostra preoccupazione, ma se agite tempestivamente ci sono buone possibilità di cura, considerando la giovane età di vostro figlio.
    C’è un ottimo centro a Casoria, lì ho lavorato anche io e sono veramente bravi. Se volete, vi faccio sapere come ottenere un appuntamento e vi metto in contatto con i responsabili.
    In ogni caso, chiedete anche al vostro psichiatra se può consigliarvi qualche buon centro diurno, sicuramente lui conosce il caso e saprà indirizzarvi per il meglio.
    Resto a vostra disposizione per qualsiasi altra informazione.
    Un abbraccio

  • 26 maggio 2010 | Permalink |

    ciao lucia ti ringraziamo del tuo interessamento ci sarebbe veramente utile una tua presentazione x un appuntamento(vorrei sottolineare che marco e da quando aveva 12 anni causa balbuzia frequentava un centro di logopedia e psicoterapia con la diognosi di iperattivita e solo con il passare del tempo e uscita la vera personalita di nostro figlio distinti saluti

  • 27 maggio 2010 | Permalink |

    Cari Mimmo e Carmela,
    se desiderate prendere un appuntamento per il centro di Casoria, lasciatemi la vostra mail privata. Telefono per sapere se c’è disponibilità di posti e poi vi lascio in privato il numero di telefono, così prendete un appuntamento.
    Un saluto

  • 27 maggio 2010 | Permalink |

    ciao lucia la mia mail e domzanba@libero.it il tel 0817443712 grazie da parte nostra e anche se non lo sa ancora da parte di marco saluti

  • 27 maggio 2010 | Permalink |

    mi correggo domzamba@libero.it

  • 4 giugno 2010 | Permalink |

    Cari mimmo, carmela e marco, vi ho inviato per mail il numero del centro diurno di Casoria. A telefono mi hanno detto che accettano colloqui per nuovi utenti.
    Fatemi sapere come và.
    Un saluto affettuoso

  • 17 giugno 2010 | Permalink |

    io ho vissuto una storia di 9 anni e solo da 2 ho capito che certi comportamenti assurdi che hanno distrutto la mia vita, tutta colpa dei parenti di questo ragazzo che nn hanno saputo riconoscere la malattia.sono stata tanto male da co-dimpendente e spero di farcela anche se è molto facile ricadere nel ciclo che innescano queste persone.

  • 19 giugno 2010 | Permalink |

    Cara Rosy,
    ti ringraziamo per la tua testimonianza.
    Non prendertela con i parenti di lui, che come te, magari per amore, non hanno visto la gravità di alcuni comportamenti.
    Se vuoi uscirne davvero, interrogati sulle motivazioni che ti hanno spinta a restare con questa persona per tanti anni nonostante ti facesse soffrire. Dalla consapevolezza e dalla sofferenza che essa porta, si apre la strada per vivere in modo più sano e sereno.
    Un abbraccio

  • 24 giugno 2010 | Permalink |

    Gentile Dott.ssa ho letto con interesse i suoi articoli sul disturbo borderline. Premetto che ho avuto una relazione intima affettiva con una persona border. Ne sono distrutta. Spero sempre che sia finita ma il tempo di pensarlo ed eccola che si ripresenta. E’ complicato descrivere una situazione simile, ma desidero fortemente chiudere in modo definitivo. Ho amato moltissimo questa persona che già dai primi momenti mi ha fatto porre delle domande. Le risposte sono arrivate via via dalla relazione e ho dovuto documentarmi cercando risposte anche attraverso il web. E’ dura staccarmi da tutto questo, nonostante ancora ami questa persona non vedo via d’uscita se non chiudere ogni via d’accesso e di contatto. Mi sento devastata interiormente e non solo…è stata una guerra psico-emotiva che mi ha distrutta, il tutto ora ne sono cosciente: da copione borderline. Devo lottare con le poche forze rimaste contro chi? Voglio uscire fuori da tutta questa storia, ho paura che ritorni come tante altre volte è successo. Sento la mia vita in pericolo anche fisicamente parlando. Penso di aver attraversato tutte le fasi di questa relazione, lo lasciata ma ancora continua a mandare sms come se nulla fosse successo, viene dove lavoro ( locale pubblico) ecc. . e riesce a essere sempre così convincente…eppure pur sapendo… Sono successe tante cose, direi tutto e non mi rimane niente se non un dolore immenso e inconsolabile. Crede che per rimettermi in gareggiata mi debba rivolgere a qualcuno per una chiacchierata.? La ringrazio e buon lavoro. Resto in attesa.

  • 24 giugno 2010 | Permalink |

    Gentile Dott.ssa la pregherei se possibile una risposta alla mia richiesta in via confidenziale alla mail che le ho inviato. La ringrazio.

  • 25 giugno 2010 | Permalink |

    Cara signora,
    non ho ben capito se vuole che risponda a questo commento per mail privata, o se mi ha inviato un’altra mail con altre richieste che però non mi è arrivata.
    Se mi chiarisce questo dubbio le rispondo volentieri qui o in privato.
    Grazie un saluto

  • 25 giugno 2010 | Permalink |

    Gentile Dott.ssa vorrei una risposta al commento per mail privata. Mi scusi per la richiesta, e la ringrazio e saluto cordialmente.Buon lavoro, resto in attesa.

  • 26 giugno 2010 | Permalink |

    Le ho risposto per mail, un saluto

  • 30 giugno 2010 | Permalink |

    Gentile Dott.ssa ho risposto alla sua mail privatamente.
    Ringraziandola di cuore, resto in attesa.

  • 5 luglio 2010 | Permalink |

    Cara signora, non mi è arrivata la risposta alla mail. Un caro saluto

  • 5 luglio 2010 | Permalink |

    Gentle.Dott,ssa stamani le ho reinviato la mail spero che arrivi. Grazie e mi scusi se la disturbo ancora, ma mi necessita la sua indicazione. Un cortese saluto e buon lavoro.

  • 6 luglio 2010 | Permalink |

    in seguito alla separazione, vari lutti ,gravi problemi sul lavoro, solitudine, e carichi vari che credevo poter reggere e accollarmi ho sviluppato fobie depressione disperazione ‘malesseri vari insopportabili di cui paghiamo le spese io e miei figli vorrei curarmi non gestisco piu niente

  • 6 luglio 2010 | Permalink |

    Cara Amelia, mi sembra un’ottima idea quella di inziare un percorso di cura, per te e per i tuoi figli. Quando la vita è troppo dura non si deve rimanere soli a portare il peso delle difficoltà. Chiedi consiglio al tuo medico di famiglia per farti indirizzare da uno psichiatra o da uno psicoterapeuta. Se mi dici la zona in cui abiti posso vedere anche io se conosco qualcuno.
    Un saluto

  • 9 luglio 2010 | Permalink |

    Un saluto a tutti. Ecco la mia esperienza. Sposato da cinque anni con una donna con sindrome borderline , a inizio anno il nostro matrimonio è definitivamente crollato. La storia di questi ultimo anni è davvero troppo lunga e complessa per essere raccontata nei dettagli. Tentativi di suicidio e ricoveri in serie, incredibili scoppi d’ira e tradimenti, accuse d’ogni tipo e insulti rivolti in continuazione al sottoscritto. Poi la distruzione della nostra famiglia. Non rientravo più nei suoi piani di vita. E poco importa se ci sono due bambini piccoli di mezzo. Consulenti coniugali, familiari e amici non hanno potuto nulla. Vivere con un borderline è un vero inferno. La loro manipolazione della realtà ha dell’incredibile. Le loro bugie e falsità, spesso consapevoli, ma a volte derivanti dalla loro distorta percezione della realtà, tendono a “scaricare” sul partner tutte le colpe e le responsabilità di cio’ che ( secondo loro) non funziona nella loro vita. Di solito in realtà non esiste nè il peccato nè il peccatore. Ho dovuto davvero armarmi di una pazienza, una tolleranza e di un autocontrollo di cui davvero non mi ritenevo capace. Tutt’oggi mia moglie sostiene che la nostra famiglia sia stata distrutta per colpa mia in quanto marito poco attento e premuroso nei suoi confronti. Abbiamo l’affidamento congiunto dei figli (per quanto possa sembrare incredibile mi ha minacciato più volte di intentare la separazione giudiziale e farmi togliere l’affidamento. Si sarà resa conto delle nefandezze che diceva?).
    Come devo comportarmi con lei da ormai ex marito? E i bimbi? Esistono per me delle tutele giuridiche per evitare trasferimenti dalla città in cui viviamo per motivi di lavoro (sono un dipendente pubblico) ? Grazie

  • 11 luglio 2010 | Permalink |

    Caro Luca,
    capisco che la situazione che stai vivendo è davvero complicata e ti sono vicina.
    Purtroppo non sono esperta di questioni legali, ti conviene più chiedere consiglio ad un avvocato o ad un consulente del lavoro.
    Rispetto alle implicazioni psicologiche della situazione, però, ti raccomando di prestare attenzione ai tuoi figli, anche con l’aiuto di uno psicologo infantile. In te c’è molta rabbia verso la tua ex moglie, che anche se giustificata può essere pesante da reggere per i tuoi bambini. Tieni lei a distanza, opera una separazione reale, non vederla se non per questioni legate ai bambini. Rispetta regole ferree e turni per prendere i bambini. Per evitare di farti manipolare da lei devi essere molto preciso e attenerti alle regole della sentenza di separazione, in modo che non possa imputarti mancanze.
    Fatti forza e in bocca al lupo!

  • Lea
    13 luglio 2010 | Permalink |

    ..una domanda…ho scoperto da poco questo triste mondo di borderline e disturbi vari..a causa di una serie di situazioni e problemi personali..mi è stata fatta una diagnosi di tratti di personalità borderline, in seguito ad un paio di visite da una professionista.
    Quel che mi chiedo però…e se mia madre fosse borderline piena? ha avuto una storia molto difficile..e mette in atto comportamenti che oscillano tra gli scoppi di rabbia (violenta) e gesti esasperati con cui vuol mostrare il suo amore..a rifiutarli o ci si sente in colpa o provocano la sua ira..

  • 17 luglio 2010 | Permalink |

    Cara Lea,
    è possibile, ma sarebbe poco professionale fare una diagnosi di tua madre sulla base delle poche righe che ci hai scritto. I comportamenti che ci hai descritto riuniscono diverse patologie e strutture di personalità, per cui non è facile stabilire se questa tua ipotesi possa essere valida o meno.
    Un caro saluto

  • 12 agosto 2010 | Permalink |

    Buongiorno Lucia
    Vorrei chiederti, se conosci un libro per co-dipendenza di borderline??
    Grazie tanto per la risposta.

    Saving

  • 23 agosto 2010 | Permalink |

    Cara saving,
    ecco i titoli di alcuni classici del genere:

    Krishnananda- A tu per tu con la paura.Un percorso d’amore dalla codipendenza alla libertà – Feltrinelli
    Beattie, Melody – E liberati dagli altri : come uscire dalla codipendenza e vivere finalmente la propria vita, A. Mondadori, 1999
    Norwood Robin – Donne che amano troppo – Feltrinelli

    Un saluto

  • 30 agosto 2010 | Permalink |

    carissima dott, ho scoperto solo adesso dopo tre anni di semi convivenza che il mio compagno presenta disturbi riconducibili alla sindrome di borderline. dopo l ennesimo tradimento e l ennesima bugia ha dato di matto ed è sparito dalla mia vita non volendomi ne sentire al tel ne soprattutto vedere. io sto impazzendo in questa situazione. ho passato anni di inferno con lui che mi faceva sentire alle stelle e dopo qualche ora o minuto diceva che non voleva piu nulla da me. l ho lasciato due volte e dopo breve periodo è ritornato con scene eclatanti che mi ama che vuole un figlio da me ecc. ora dopo questa sparizione solo mess in cui viene fuori il suo costante senso di vuoto la sua rabbia con tutti l insoddisfazione sul lavoro….è un carabiniere ed ha quaranta due anni

  • 31 agosto 2010 | Permalink |

    Cara funghettina, rispondo qui per entrambi i commenti che hai lasciato.
    Moltissime persone mi scrivono per raccontarmi storie analoghe alla tua. I rapporti con le persone che la psichiatria classica definisce borderline sono spesso caratterizzati da un’ltalena di sentimenti contrastanti che a poco a poco inghiottono il partner in un abisso da cui non riesce ad emergere.
    Le strade per venire fuori da queste situazioni sono due e presuppongono una scelta difficile e dolorosa: si vuole rimanere insieme alla persona o si vuole chiudere? Quando avrai preso questa decisione allora potrai iniziare il tuo cammino verso la crescita.
    Se decidi di provare a salvare la relazione con il tuo parner, premesso che lui collabori, dovete fare insieme una lunga e difficile terapia di coppia, in cui potete aiutarvi entrambi.
    Se senti che non riesci a reggere questa relazione, per riuscire ad allontanarti devi riflettere sulle ragioni per cui non riesci a staccarti da una persona tanto problematica: quali sono i tuoi bisogni a cui questa persona risponde? Fare questa riflessione da soli è difficile, perchè spesso le motivazioni non sono così evidenti. Ma se decidessi davvero di intraprendere questa strada la tua vita e le tue relazioni future potrebbero diventare molto più serene.
    Un caro saluto

  • 1 settembre 2010 | Permalink |

    grazie mille dott della tempestiva risposta. sono ancora combattuta sulla decisione da prendere se lasciarlo definitivamente o meno per adesso ci si mess e basta. io lo amo tantissimo ma ho troppa paura di soffrire ancora di piu di quello che sto soffrendo adesso in questa terribile situazione non sto facendo vita non mangio non dormo e sto perdendo chili su chili.lui mi scrive che mi pensa ma che è colpa mia se siamo cosi che non dovevo controllarlo. . . .visto che ho scoperto altro tradimento. . . che non sa se mi ama che si sente una scatola vuota. . . . che lui non ha bisogno ne di cure ne tanto meno di aiuto da nessuno. . . .

  • 1 settembre 2010 | Permalink |

    scusi dott una domanda. può una persona con questi disturbi fare un lavoro come il carabiniere e avere sempre un arma a portata di mano? non è pericoloso ?

  • 1 settembre 2010 | Permalink |

    Beh, in effetti personalmente non affiderei un’arma a una persona con questi problemi, ma probabilmente non gli è mai stata fatta una diagnosi, per cui per lo Stato è sano.
    Però ti invito a riflettere sulla domanda che mi hai posto. Tu consideri il tuo compagno potenzialmente pericoloso? Se è così tieni gli occhi aperti. Se lui proprio non ne vuole sapere di curarsi, perchè non cominci tu ad intraprendere tu un percorso di terapia, per essere aiutata ad avere relazioni più sane e magari e a trovare una soluzione a questo rapporto così problematico?
    Un abbraccio e in bocca al lupo

  • 2 settembre 2010 | Permalink |

    mi è arrivato per errore un suo mess in cui chiedeva ad una donna di uscire la sera stessa . ho chiesto spiagazioni e mi ha detto che può essere che tutto quello che vedeva con me e cioe fare famiglia con figlio ora lo vede con lei. come è possibile che sino a dieci giorni fa dicesse a me voglio te invecchiare con te una bimba da te provare a mettermi incinta fare lavori in casa per sistemare cameretta per sua figlia e dopo scoperto un ennesima bugia sparire dalla circolazione e vedersi con altra e voler far famiglia con altra? stavamo insieme da tre anni e per me aveva lasciato moglie e figlia? mi manca troppo sto impazzendo

  • 19 gennaio 2011 | Permalink |

    Sono una mamma di una ragazza bordenline di 26 anni che non sa più che cosa fare. E’ seguita dal cps, prende i suoi farmaci ma ha sempre sbalzi d’umore, si taglia, si fa venire qualsiasi malessere, spende molto e dice di avere allucinazioni. E’ da quando aveva 8 anni che la faccio seguire da psicologi, centri e psichiatri. Ha frequentato centri e comunità senza nessun buon risultato, frequenti ricoveri in SPDC. Non so proprio come comportarmi con lei se le dai vinte non va bene se no ti ricatta e la mia vita è vuota, non c’è speranza?

  • 16 febbraio 2011 | Permalink |

    Gentile Dottoressa,
    frequento da qualche anno un ragazzo con personalità borderline. E’ in cura presso un centro, assume medicine (come antidepressivi…) da più di un anno, tuttavia è ancora molto instabile (frequenta anche uno psicologo, ma a detta sua non gli è utile, anzi, probabilmente gli fa peggio).
    Leggendo qua e là su internet riguardo a questo disturbo, mi accorgo del copione che la mia storia sta seguendo. Mi riconosco, insomma, in tutto o quasi quello che viene detto, nelle email della signora “anonima” che ha scritto qui nel blog e via dicendo.
    Io non so se voglio uscire da questa storia, perché ogni volta che l’ho allontanato, poi sono stata io a cercarlo ancora, cadendo in una profonda disperazione per la sua assenza. Certo è che non posso andare avanti in questo modo, pur volendogli bene mi accorgo delle sue mancanze, della schiavitù cui mi sottopone a livello psicologico (attualmente sto andando anch’io da uno psicologo). E vorrei capire cosa posso fare per aiutarlo, se posso indirizzarlo verso qualche centro specializzato o indicargli una qualche terapia perché mi pare che, medicine a parte, non stia affrontando la cosa come si deve.
    Aggiungo che beve molto, che attualmente non ha lavoro (lo cerca in modo altalenante, non sentendosi in grado di accollarsi un lavoro continuativo proprio per il suo disturbo).
    Io sono più grande di lui (abbiamo otto anni di differenza) e forse faccio un po’ la mamma/infermiera, ma sento di non avere (ancora) il quadro della situazione, né gli strumenti per dargli una mano, e alle volte temo di fare peggio che meglio per lui.
    Cosa posso fare?

  • 4 marzo 2011 | Permalink |

    Cara Amanda, la situazione che stai vivendo come tu dicevi, ripercorre la storia di molte persone che vivono in stato di codipendenza con il border-line. Purtroppo non esiste una soluzione pratica e per quanto tu possa stargli vicino, non puoi aiutarlo con le tue sole forze. Il problema è anche che finchè il tuo ragazzo avrà qualcuno che come te si prende cura di lui, non sarà davvero motivato a curarsi e a stare meglio.
    Prenditi cura di te stessa e proponi al tuo psicologo la possibilità di sedute di coppia, per aiutare te e il tuo compagno a non rinforzarvi a vicenda nel meccanismo patologico che avete creato.
    Un abbraccio e in bocca al lupo

  • 4 marzo 2011 | Permalink |

    Cara Tiziana,
    non vorrei essere avventata, ma se sua figlia soffre anche di allucinazioni ed ha subito tanti ricoveri, forse la diagnosi di borderline non è proprio la più appropriata. potrebbe essere qualcosa di più grave che va curato nella sua specificità. Potrebbe aiutarmi in questa valutazione se mi dicesse che farmaci prende.
    In ogni caso, la speranza c’è, soprattutto perchè è così giovane, ma è possibile che le cure che segue non siano appropriate. Che ne pensa della possibilità di una struttura psichiatrica diurna o addirittura residenziale per intensificare il percorso di cura?
    In bocca al lupo e non perda il coraggio!

  • 10 marzo 2011 | Permalink |

    Cara dottoressa,
    vorrei esporle il mio problema in privato .
    come posso fare ??

  • 14 marzo 2011 | Permalink |

    buongiorno dottoressa. Sono ormai 6 settimane che non vedo la mia ex e solo pochi giorni, che ho capito che soffre di disturbo borderline. E una donna bellissima, separata con 2 figli che non cerca mai, dopo pochi giorni che ci vedevamo gia voleva venire ad abitare con me. Mi ha preso tutte le mie energie, la mia anima, la mia autostima e andata sotto i piedi, ma nonostante tutto sento di amarla come non mai. So che in questo momento gia convive con un altra persona, di 13 anni piu grande, completamente il mio opposto, io a suo dire, ipersensibile, rispettoso, educato di bella presenza, l altro, sempre a suo dire, rozzo, ignorante e con poca sensibilita. Mi sono accorto del suo problema, per la sua grandissima impulsivita, per il suo vivere in simbiosi, per il suo bisogno, di sentirsi al centro del mondo, anche con persone che aveva lasciato 2 anni prima (era il suo amante), per il modo di farmi sentire sempre in colpa per tutto, per il suo modo di lasciarmi in 2 secondi, per il suo modo di ricattarmi, per come mi idealizzava e per come subito dopo mi svalutava completamente, per il suo modo di svalutare, quando stava con me i suoi partner, ma poco dopo vedevo che ci parlava o ci ritornava insieme per le falsita che dice sul mio conto e per i problemi miei che dice al paetner di turno. Ecco dottoressa la mia domanda e la seguente: penso di essere il solo ad aver capitoilsuo problema, penso di essere il solo a poterla aiutare in qualche modo, ma non posso e non voglio chiamarla, secondo lei ritornera, non fosse altro per prendersi tuttol affetto che ancora ho per lei, so che queste persone non lasciano indietro neanche le briciole di affetto e mi creda leisa benissimo, quanto io ancora ne ho. Voglio solo aiutarla, voglio solo che migliori la sua vita, non e importante che torni con me, ma e importante che viva una vita senza far del male a se stessa ed ad altri. Grazie per l attenzione.

  • 17 marzo 2011 | Permalink |

    Caro deluso,
    capisco la grandezza del suo dolore, ma anche la confusione e l’amore che ha ancora dentro per la sua ex. Vorrei però metterla in guardia: lei può fare davvero molto poco per aiutarla. Anzi, le dirò di più: i suoi sforzi per aiutarla potrebbero farla ricadere facilmente in un rapporto distruttivo con una donna che probabilmente non è consapevole di avere dei problemi e forse non vuole nemmeno affrontarli. Sono quasi certa che la richiamerà e se crederà di poter perdere le sue attenzioni, potrebbe anche fingere di rendersi conto dei suoi sbagli e di volersi far aiutare. Dopo poco, quando si renderà conto che lei è lì, a sua disposizione, ricomincerà a farla impazzire.
    Ovviamente la scelta spetta solo a lei, ma se posso darle un consiglio, lasci perdere i tentativi di salvarla e si prenda cura piuttosto delle sue ferite e di se steso. Magari potrebbe arrivare a capire come mai si è legato ad una persona così problematica, anche per evitare in futuro di ritrovarsi in storie simili.
    Un saluto e in bocca al lupo.

  • E.F
    22 marzo 2011 | Permalink |

    Cara Dottoressa,
    Ho 18 anni e ho sempre creduto che in me ci fosse un lato un pò particolare.
    Ma tutto vien fuori nel momento in cui mi ritrovo dentro una relazione.
    Sono fidanzato da 8 mesi e questa persona ha sempre sopportato tutte le mie fobie e fisime,ma ultimamente mi ha confessato di cominciare a cedere tanto da notare in lui come un cambiare,un perdere il controllo.
    Ho sempre pensato che nel momento di rabbia possa essere magari una persona decisamente calda e profonda,ma mai mi ha datto del male ne fisicamente ne psicologicamente,ma in questi giorni è venuto fuori il vero problema.
    Già all’ età di 14/15 anni cominciai a vedere che avevo un modo di vivere le cose troppo estreme.Ho sempre avuto idee contrapposte e potevo cambiare opinione senza neanche avere un pretesto.
    Mi sento vuoto dentro,amo questa persona piu’ grande di me ma sono sicuro che questo disturbo mi rovinerà.
    Sono sicuro che sia la persona con cui veramente posso crescere e non voglio perderla x questo cervello che in qualche modo funziona male.
    Arrivo da una famiglia un pò complicata che ha sempre visto la relazione dei miei oscillare,quindi fin da piccolo il non voler affrontare questo peso mi ha portato spesso fuori casa.
    Ho affrontato cose molto precocemente e ho compreso la mia omosessualità al primo anno di superiori.
    Ho sempre la sensazione di sentirmi solo anche sapendo di avere tante persone accanto e mi rispecchio in tutti i punti del suo testo.
    Ho bisogno di aiuto ma sono in una situazione economica non delle migliori.Non voglio che le mie cure le paghi nessuno,il mio partner ha semprevoluto aiutarmi,ma veramente voglio riuscire a concludere qualcosa da solo.
    Mi può aiutare a trovare un luogo che sia clinica o che sia semplicemente uno psicologo/psichiatra che sia disposto a seguirmi gratuitamente e soprattutto riuscire a migliorare questa mia personalità in un tempo che mi possa permettere di vivere il resto della mia vita in modo pacifico.
    Voglio realizzarmi.Aiuto.
    Non voglio precisare la città perchè sono preoccupato mi scriva in email se è possibile.grazie.

  • E.F
    22 marzo 2011 | Permalink |

    Dimenticavo,non mi è mai stata diagnosticata è una idea.

  • 2 maggio 2011 | Permalink |

    buongiorno, sono separata da un uomo che ora sono convinta essere un soggetto “borderline” (non perchè diagnosticata, ma risponde perfettamente alle caratteristiche). La mia storia è identica a tante altre, sicuramente sono stata co-dipendente, ma ora vorrei solo che sparisse dalla mia vita. Il problema è che abbiamo una figlia di 4 anni, quindi non posso allontanarlo completamente dalla mia vita. Lui è fuori casa da 2 anni, ma la cosa non migliora, anzi…è sempre più aggressivo (verbalmente), ultimamente ha reazioni assolutamente sproporzionate che mi preoccupano molto. continua a proiettare su di me le sue inadempienze, insomma non mi lascia vivere serenamente la mia vita, come vorrei. Ho paura, per mia figlia. Cosa posso fare?

  • 10 maggio 2011 | Permalink |

    Caro E.F., ti rispondo dopo tutto questo tempo perchè il tuo commento mi è sfuggito, sono davvero dispiaciuta. Spero che comunque verrai a leggere questa risposta.
    La mia posta privata è luciaimperatore@alice.it. Se mi scrivi lì la tua città vedrò se c’è qualcuno che può aiutarti. E’ importante che ti affidi a qualcuno perchè sei giovane e hai tutto il tempo per recuperare e fare una vita migliore.
    Un saluto affettuoso

  • 10 maggio 2011 | Permalink |

    Cara Rina,
    in questo momento sicuramente la cosa più importante è capire se le reazioni sproporzionate che ha con te si manifestano anche con la bambina. Tu noti elementi che ti fanno propendere per questa ipotesi? Ad esempio, la bambina ha lividi, ha paura o addirittura rifiuta di andare con il papà, ti manifesta disagio alla sua presenza? Cerca di farti un’idea facendo attenzione a non condizionare, anche involontariamente la bambina.
    E’ possibile, infatti, che queste reazioni si manifestino solo con te perchè il vostro incastro come coppia ha qualcosa che non funziona e che porta molta rabbia. L’atteggiamento migliore da tenere è mettere distanza, non raccogliere le provocazioni nè attuarle, sforzarti di mantenere la serenità di fronte alle sue reazioni, allontanandolo con fermezza quando esagera. E’ importante che tu non perda la testa in queste situazioni per evitare di dargli un pretesto per cominciare.
    Un caro saluto e in bocca al lupo

Aggiungi qui il tuo commento, o trackback dal tuo sito. Puoi anche leggere questi commenti via RSS.

Non diffonderemo mai la tua email. I campi obbligatori sono contrassegnati con *