Quando un nostro caro comincia a dare segni di disagio mentale, la prima reazione è di forte disorientamento e di rifiuto. Tendiamo a negare, ad abbozzare, a dirci che sta attraversando un periodo difficile e che poi passerà, finchè non siamo costretti a intervenire. Così, oltre al dolore di quello che sta accadendo al nostro congiunto, dobbiamo barcamenarci tra le strutture pubbliche e private senza sapere a chi rivolgerci.
Psicozoo vi offre un piccolo vademecum delle istituzioni che si occupano di salute mentale, per scegliere in maniera più serena il percorso da compiere per aiutare chi soffre di un disturbo mentale.
Dipartimenti di salute mentale (DSM)
La prima porta a cui bussare è il DSM (Dipartimento di Salute Mentale), presente in tutte le ASL. In queste strutture si riceve di solito un primo ascolto e poi si viene indirizzati secondo i casi ad uno dei membri dell’equipe medica del DSM (psicologo, psichiatra, assistente sociale e infermiere professionale). Per ogni paziente è prevista la realizzazione di un programma terapeutico che può comprendere consulenze psichiatriche, trattamenti farmacologici, colloqui psicologici, psicoterapia e se necessario, l’assegnazione a comunità terapeutiche residenziali o diurne. In alcuni DSM si può ususfruire di una buona psicoterapia, ma non è sempre così: spesso le necessità economiche e logistiche delle ASL costringono a tenere sedute quindicinali che nei casi gravi sono di scarsa utilità. Se avete un disagio che non richiede il ricovero, forse meglio un privato. Comunque meglio di niente.
Il Centro rimane aperto 12 ore al giorno per sei giorni la settimana.
Se il vostro congiunto è in una crisi acuta, non è consapevole del suo problema rifiutando le cure e può essere pericoloso per se stesso (minaccia il suicidio, o ad esempio nel caso di un’anoressica, rischia di morire per emaciazione) o pericoloso per gli altri, può essere richiesto il Trattamento Sanitario Obbligatorio, cioè il ricovero coatto presso appositi reparti degli ospedali abilitati al trattamento di emergenza. Il TSO viene richiesto dal medico e convalidato dallo specialista dell’ASL, quindi approvato dal sindaco. Il ricovero dura circa una settimana, ma può essere riconfermato. Anche il TSO va richiesto al DSM.
Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC)
E’ il reparto ospedaliero dove viene effettuato sia il TSO che i ricoveri psichiatrici volontari nelle fasi acute della malattia quando la situazione è di emergenza (immaginate che un vostro caro minacci il suicidio o tenda a scappare continuamente di casa). Il servizio è collegato con il pronto soccorso e fa consulenza agli altri reparti dell’ospedale.
Centri diurni (CD)
Il Centro Diurno è una struttura semiresidenziale in cui i pazienti svolgono attività per 8 ore al giorno, 6 giorni a settimana, compreso il pranzo e poi tornano a casa la sera. In questi centri si svolgono attività di gruppo, laboratori occupazionali (lavorazione del legno, della pelle, della ceramica, ecc.), colloqui psichiatrici e psicoterapia. Nei centri diurni si lavora sia con la psicoriabilitazione per stimolare l’autonomia nei pazienti, sia con la psicoterapia (le modalità dipendono dalla singola struttura), per dare ai pazienti una speranza di guarigione. I Centri diurni devono essere situati in luoghi centrali e non periferici, in modo da favorire il processo di socializzazione degli utenti.
Day hospital psichiatrico
Consiste nell’effettuazione di accertamenti diagnostici e brevi interventi farmacologici, riabilitativi, o psicoterapici, allo scopo di evitare il ricovero o di limitarne la durata. E’ aperto 8 ore al giorno per 6 giorni a settimana, e vi sono presenti medici, infermieri, psicologi ed educatori.
Struttura residenziale psichiatrica (SRr)
Le strutture residenziali sono centri dove i pazienti trascorrono un periodo della loro vita, quando non ci sono le condizioni familiari adatte per la permanenza a casa (ad esempio, se in famiglia ci sono altri psicotici, se i congiunti non sono in grado di gestire il paziente, ecc.). Nelle residenze psichiatriche si svolgono attività riabilitative e terapeutiche a lungo termine, con lo scopo di reinserire, laddove possibile il paziente in famiglia e nel contesto sociale. La struttura deve essere collocata in un contesto residenziale urbano allo scopo di favore la socializzazione e vi sono presenti psichiatri, psicologi, medici, infermieri ed operatori/educatori.





















