Le parafilie sessuali: il masochismo

masochismo

Nel nostro speciale sulle parafilie sessuali oggi Psicozoo affronta la patologia speculare al sadismo sessuale, il suo perfetto incastro complementare: il masochismo. Oltre ad indicare un vero e proprio disturbo del comportamento sessuale, la parola masochismo può indicare anche un tipo di personalità autopunitiva e incline a vivere il dolore come unica forma di relazione possibile.

Il termine “masochismo” deriva dal nome dello scrittore austriaco Leopold von Sacher-Masoch, in particolare dal suo romanzo “Venere in pelliccia”, che racconta proprio una relazione di tipo masochistico.

Come specificato dal DSM IV, essenzialmente il masochismo consiste nel provare piacere sessuale attraverso l’atto di essere umiliati, percossi, legati, o fatti soffrire in altri modi. Talvolta il masochismo non è agito, ma solo fantasticato durante l’atto sessuale o la masturbazione.

Esordio e decorso

Le fantasie masochistiche sono presenti spesso nei pazienti già dalla fanciullezza e si slatentizzano nell’atto con un partner solitamente nella prima età adulta. Solitamente il decorso di questa patologia è cronico; il paziente può praticare per anni sempre lo stesso atto masochistico, o aumentare gradualmente la pericolosità degli stessi nel tempo o in periodi di particolare stress, arrivando ad agiti estremi che possono provocargli lesioni o anche la morte.

Gli atti masochistici

Gli atti masochistici possono essere agiti da soli su di sè, ad esempio legandosi da soli, pungendosi con spilli, procurandosi scosse elettriche o automutilandosi, ecc..

Altre volte sono consumati con un partner e consistono essenzialmente nell’imprigionamento (costrizione fisica), l’essere bendati (costrizione sensoriale), lo schiaffeggiamento, la fustigazione, le percosse, le ferite da taglio, le perforazioni e le umiliazioni (ad es. farsi urinare e defecare addosso, essere costretti a camminare carponi e ad abbaiare come un cane, o a sottoporsi a maltrattamenti verbali) ((ct. DSM IV)) .

Talvolta il masochismo assume connotazioni infantilistiche, in cui il soggetto desidera essere trattato come un bambino piccolo.

Particolarmente pericolosa è quella forma di masochismo in cui l’eccitazione sessuale è raggiunta mediante la deprivazione di ossigeno (ipossifilia), ottenuta da soli o con un partner attraverso compressione toracica, l’uso di un cappio intorno al collo, di un sacchetto di plastica, di una maschera o di una sostanza chimica. Numerosi sono gli incidenti, per cui l’atto masochistico provoca la morte dell’improvvido praticante.

Le fantasie masochistiche sono spesso associate a Feticismo, Feticismo da travestimento o Sadismo.

Le cause

Dal punto di vista fisiologico, il masochismo può essere legato ad una forma di piacere che deriva dall’accentuazione del dolore: i recettori del piacere diventano più sensibili in seguito a dolore fisico. Inoltre, le sensazioni dolorose mettono in circolo le endorfine, che lasciano un senso di euforia.

Dal punto di vista psicologico, le teorie più note su questa patologia sono quelle di stampo psicoanalitico. Secondo i Freudiani più ortodossi, infatti, la personalità masochistica deriva da una fissazione alla fase anale (18 – 36 mesi), a causa della presenza di una madre che manifesta il suo amore quasi esclusivamente sotto forma di punizione o umiliazione. La punizione diventa quindi per il bambino l’unica forma possibile di amore che un altro significativo può mostrare nei suoi confronti.

Secondo le teorie relazionali, il masochismo potrebbe dipendere dalla presenza di un sistema familiare invischiato, in cui la sepazione e l’autonomia di un membro della famiglia sono vissute come tradimento e fortemente scoraggiate in maniera subdola attraverso l’istigazione alla colpa.

Il vissuto e la storia del masochista e del sadico spesso sono analoghi, tuttavia il primo non si ribella ed incassa, mentre il secondo reagisce imponendo quello che a sua volta ha subito.

Ovviamente si tratta di teorie che vanno declinate nei singoli casi e situazioni. Come Psicozoo vi raccomanda sempre di tenere a mente, in Psicologia non esiste una verità assoluta, ma tante verità quanti sono i soggetti, le situazioni e le relazioni in cui gli eventi sono inseriti (Giovanni Ariano docet).

Bibliografia:

- Ayzad, BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, Castelvecchi, 2004

- DSM IV TR

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Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

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