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La sessualita’ dei nostri figli

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Quando i figli adolescenti cominciano a conoscere il mondo della sessualità per i genitori è sempre traumatico. La possessività, la paura dei rischi a cui possono andare incontro, sono reazioni frequenti specialmente nei papà. Questa consapevolezza ci spinge a chiederci quale siano gli atteggiamenti e le modalità migliori per rapportarsi ai figli rispetto a questo normale passaggio della loro crescita.

Il dato

Una recente indagine attesta che il 13% degli adolescenti italiani fa l’amore per la prima volta a 14 anni. Tuttavia la media del primo rapporto sessuale completo si aggira intorno ai 17 anni. A condurre il sondaggio Italo Farnetani, pediatra e professore a contratto presso l’Università di Milano-Bicocca.

La ricerca

I ricercatori del Boston College (Pittsburgh) e dell’Università di Harvard hanno condotto uno studio longitudinale, nel quale è emerso che quando gli adolescenti si addentrano in comportamenti sessuali a rischio (sesso non protetto, partners occasionali, ecc.), i genitori, specialmente i padri, reagiscono incrementando i loro sforzi di controllo sui figli.

Lo studio è stato condotto seguendo un campione composto da più di 3200 adolescenti tra i 13 e i 18 anni, per un periodo di 4 anni. Ogni anno i ragazzi venivano intervistati sul grado di conoscenza delle loro attività da parte di genitori e amici. A partire dai 14 anni, gli adolescenti rispondevano anche a domande sul loro coinvolgimento in attività sessuali a rischio, inclusa la frequenza, il numero di partners e l’incidenza di rapporti non protetti.

Le reazioni dei genitori

Una ricerca precedente sosteneva che quando i genitori vengono a conoscenza di comportamenti sessuali rischiosi condotti dai figli, reagiscono con ostilità, e successivamente diventano più distaccati, probabilmente per difendersi dalla paura. Questo studio sostiene proprio il contrario: sembra che la maggior dei genitori aumenti il coinvolgimento nella vita dei figli, informandosi maggiormente sulle amicizie e sulle attività dei propri ragazzi.

Questo studio ha contribuito anche a sottolineare come il coinvolgimento nelle attività familiari costituisca un fattore protettivo: gli adolescenti che partecipano alle attività routinarie della famiglia quali, cenare insieme o prendere parte a momenti ricreativi, sono meno soggetti a mettere in atto attività sessuali a rischio.

Secondo Rebekah Levine Coley, Professore associato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso il Boston College e autore principale dello studio, “questa ricerca evidenzia la complessa combinazione di influenze reciproche nella relazione tra i genitori e i loro figli adolescenti. Vista la portata delle ripercussioni negative che i comportamenti sessuali a rischio possono avere durante l’adolescenza, questo studio può spingere i genitori ad incrementare la loro opera di sorveglianza e di coinvolgimento attivo nella vita dei loro figli adolescenti.”

Conclusioni

In sintesi, la ricerca ci suggerisce che l’atteggiamento migliore da tenere per evitare che i nostri figli si mettano nei guai, non è la repressione o l’ostilità rabbiosa, ma un coinvolgimento attivo nella loro vita, che consiste sia nel prendere informazioni sulle loro amicizie e relazioni (nell’ambito di un dialogo sereno, senza interrogatori o pedinamenti), sia nel creare momenti di incontro in cui la famiglia dialoga e condivide i problemi e i momenti di gioia.

Parlare, manifestare desiderio di vicinanza, stare insieme nel dialogo e nella condivisione mettono i nostri figli al sicuro dai pericoli delle scoperte sessuali improvvisate.


Fonti:
  1. Coley, RL et al. Fathers’ and Mothers’ Parenting Predicting and Responding to Adolescent Sexual Risk Behaviors. Child Development, Vol. 80, Issue 3
  2. Society for Research in Child Development (2009, May 21). Fathers Respond To Teens’ Risky Sexual Behavior With Increased Supervision. ScienceDaily.

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