Home / Interviste / Intervista a Eliana Iuorio: inrosa contro la violenza

Intervista a Eliana Iuorio: inrosa contro la violenza

/
/
/

Il tema della violenza, che riguardi le donne, i bambini, o qualsiasi categoria sociale minacciata dal sopruso di chi usa le mani come unica forma di comunicazione, non può e non deve lasciarci indifferenti, a qualunque sesso, età, categoria sociale apparteniamo.

Ecco perchè Psicozoo ha voluto intervistare l’Avvocato Eliana Iuorio – Responsabile delle relazioni esterne e capo ufficio stampa dell’Associazione “inrosa” di Napoli, una realtà attiva sul territorio, in cui tante professionalità (avvocati, assistenti sociali, psicologi, sociologi) danno risposte concrete a chi è vittima di violenza.

1. Avvocato Iuorio, di cosa si occupa l’associazione “inrosa” e a chi si rivolge?

“inrosa”  è un’associazione sorta per tutelare i diritti di donne e minori vittime di violenza, abusi e maltrattamenti. Si rivolge, perciò, a tutti coloro che nel passato o nel presente hanno vissuto o vivono situazioni di violenza (sessuale, psicologica, di stalking).

2. Quali sono le battaglie che la vostra associazione ha portato avanti negli ultimi anni e quali risultati ha raggiunto?

Lo sportello “antiabuso”, gestito in modo volontario da tutti gli operatori di “inrosa”, riceve il martedì ed il giovedì ore 10-13 presso l’associazione “Casa dei Cristallini”, nel quartiere Stella-S.Carlo, in via Cristallini n. 64 ed è operativo dal 10 marzo 2009. Gli obiettivi principali della nostra associazione sono di orientamento e sostegno legale e psicologico, ma soprattutto di sensibilizzazione al tema violenza. “inrosa” è un’associazione culturale, che ha come primo scopo quello di svolgere campagne di informazione, attraverso convegni, eventi ed in futuro rapporti con le Istituzioni scolastiche. Educare i bambini, i ragazzi ad una cultura delle differenze di genere, dell’equilibrio, della non sopraffazione, per noi è importantissimo. “inrosa” è per questo motivo, un’associazione di donne ed uomini, perchè il tema dell’abuso non è e non può essere circoscritto all’ambiente femminile. La tematica dell’abuso sulle donne o sui minori non ha sesso.

3.“Inrosa” gestisce uno sportello anti-abuso: qual è l’identikit delle persone che bussano alla vostra porta e quali storie vi raccontano?

Le persone che vengono a “farci visita”, spesso sono donne. Mogli e madri. L’approccio che solitamente manifestano è quello che noi siamo solite definire del “sentito dire” o “dell’altro”. Chiedono aiuto, ma filtrando le loro richieste sostenendo si tratti di un consiglio per un’amica o per una sorella. Noi tutte (perchè allo sportello anti-abuso, data la particolare delicatezza dell’intervento, siamo tutte donne a ricevere), ci poniamo in qualità di amiche, alle quali si può parlare tranquillamente, senza ansie e senza pregiudizi. Maltrattamenti psicologici e fisici, l’oggetto delle nostre “chiacchierate”. Noi predisponiamo un colloquio con le psicologhe e poi, qualora avessero intenzione di denunciare o di iniziare un percorso legale, le accompagniamo presso il Consiglio dell’Ordine dgeli avvocati, dove è depositato un albo dei difensori abilitati al gratuito patrocinio. Noi ci limitiamo a fornire loro solo delle informazioni giuridiche.

4. Un recente studio dell’Istat evidenzia come solo nel 3,5% dei casi la violenza sulle donne si consumi ad opera di uno sconosciuto. Questo significa che quasi sempre la violenza viene inflitta da una persona che la vittima conosce, spesso il partner o un familiare. Qual è la sua interpretazione di questo fenomeno?

La violenza domestica, secondo un rapporto EU.R.E.S. del 2007 (www.eures.it), conta una vittima ogni due giorni. La famiglia, paradossalmente, uccide più della mafia: 174 vittime (pari al 29,1% del totale), contro 146, pari al 24,4%. Un “male” che colpisce soprattutto al nord, dove muove un omicidio su due (49,1%). Coniugi e partners sono le principali vittime: il 46% degli omicidi si consuma nella coppia, dove in nove casi su dieci ad uccidere è un uomo.
Il ruolo che gioca la società tutta, le istituzioni, la scuola, le associazioni può essere determinante per la sensibilizzazione al problema.
Una donna vittima di violenza si sente sola. E’ soprattutto il ricatto economico ad impedirle di uscire dal dramma, di cercare aiuto. E’ importante mettere a disposizione di tutte le donne ed i minori vittime di abusi, i centri di accoglienza (realtà presenti in Italia, con gli esempi mirabili di Roma e Bologna, ma ancora in fase larvale a Napoli, ahimè), volti ad assicurare loro rifugio e protezione contro la brutale, feroce, violenza che può nascondersi tra le nostre confortevoli, ma a volta terribili quattro mura.
Utilizzare i beni confiscati alle mafie, per trasformarne case protette. Partecipare tutti ad iniziative volte a sensibilizzare ed interessare i giovani (e non solo le donne, mi riferisco soprattutto agli uomini), alle tematiche dell’antiviolenza. Credo che questa società abbia bisogno dell’apporto di noi tutti per cambiare, per migliorare. Non abbiamo altro da fare, donne e uomini, professionisti e non, che rispondere all’appello e collaborare ad iniziative volte alla tutela delle donne e dei minori, in un’ottica di sinergia delle nostre umane forze.

5. Quali sono i valori che secondo lei dovrebbero essere alla base di una società senza violenze sulle donne e sui minori?

Quanto alla questione “valori”, sarò ripetitiva. E’ l’educazione a rendere le persone consapevoli dei propri diritti e doveri.La violenza sulle donne e sui minori, rappresenta un’eco di un tempo ove il pater familias aveva pieno potere e dominio sulle cose e le persone della sua domus.Nonostante sia intervenuta la riforma del diritto di famiglia, tale pratica, comunemente si osserva in ambienti vari, dai ceti più alti a quelli infinitamente più bassi.Occorre un mutamento di mentalità, attraverso l’educazione dei piccoli e la continua informazione e sensibilizzazione al tema, non solo quando i media accendono i riflettori (quando poi è troppo tardi)!!

6. Quali iniziative ha in programma Inrosa per i prossimi mesi?

“inrosa” ha in programma tanti eventi e convegni. Per la fine del mese, partirà il lancio del casting per la commedia “Filumena Marturano” di Eduardo de Filippo, con la regia del collega avv. Fabio Riccio, consigliere delegato alle attività culturali, protagoniste le donne della Sanità; seguiranno presentazioni di libri di amici dell’associazione ed il Convegno Ufficiale di presentazione di “inrosa” per ottobre. Seguiranno ancora prossime aperture di sportelli inrosa, su tutto il territorio campano.
La nostra prima esigenza, il nostro obiettivo finale è quello di poter aprire una Casa di accoglienza per le donne e minori vittime di abusi, al fine di proteggere e dare nuova vita a queste persone, quando la casa e la famiglia diventano un luogo di terrore e pericolo per la propria incolumità fisica e psicologica.

Per concludere vi segnaliamo un’iniziativa dell’associazione a cui non possiamo non aderire: il 23 giugno indossiamo un fiocco o un fiore bianco contro la pedofilia:

Il 23 giugno marcia silenziosa “inrosa” contro la pedofilia!
Indossiamo un fiocco bianco oppure un fiore dello stesso colore a simboleggiare il nostro impegno contro la pedofilìa e gli abusi sui minori: sul luogo di lavoro, a scuola, in giro per la città.
Perchè proprio il 23 giugno? Il motivo è da brividi.
Pare che un sito internet frequentato da milioni di abusatori abbia lanciato per il 23 giugno la “giornata dell’orgoglio pedofilo”.
Dicono che accenderanno una candela bianca alla finestra.
Rispondiamo a tale aberrante atrocità.
E’ per questo motivo che ti chiediamo di far girare qsta iniziativa tra i tuoi contatti. Invita altri ad iscriversi al gruppo fb dell’Associazione “inrosa”.

Uniti, contro gli abusi su donne e minori!! Grazie.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

It is main inner container footer text