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La meditazione migliora l’attenzione: scopri come

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L’attenzione è uno strumento importantissimo nelle nostra quotidianità, non solo nel lavoro e nello studio, ma anche nella vita affettiva e sociale: riuscire a non distrarsi mai sul lavoro e ad essere attenti agli altri (specialmente al nuovo taglio di capelli della fidanzata, o ai plateau in lega che ha comprato con tanto amore nostro marito) risolverebbe tanti problemi.

Ma l’attenzione richiede fatica, impegno fisico e mentale, abnegazione che non abbassa mai la guardia. Sarebbe bello riuscire a rimanere concentrati senza alcuno sforzo, in maniera intensa, ma assolutamente rilassata e naturale.

Sì, ma come si fa?

Alcuni Psicologi stanno studiando alcune pratiche di meditazione che sembrano avere degli effetti sull’attenzione. Quanto sono efficaci? E soprattutto, quali sono le prove scientifiche che ne giustificherebbero l’uso?

Il problema fondamentale dell’attenzione è che ama saltare da una cosa all’altra. La natura ballerina dell’attenzione è facilmente visibile nel fenomeno della “concorrenza binoculare”: se fai indossare ad una persona occhiali che separino i due occhi e mostri un’immagine ad un occhio ed una diversa all’altro occhio, l’attenzione tende a passare dall’una all’altra immagine, domandandosi quale sia più interessante. Una versione da laboratorio di questo fenomeno, presentava linee verticali ad un occhio e orizzontali all’altro. Quello che le persone vedevano era il cervello saltare tra linee verticali ed orizzontali, talvolta mischiandole insieme. I soggetti non riuscivano mai a vedere la sola linea verticale o quella orizzontale per un lungo periodo, perchè l’attenzione si spostava continuamente dall’una all’altra.

La ricerca

Carter (2005) utilizzò questo semplice test su 76 monaci Tibetani Buddisti, per vedere se avessero una maggiore capacità di indirizzare l’attenzione verso un solo stimolo, senza spostarsi sull’altro. I monaci fissavano le linee, spingendo un bottone ogni volta che la visione dominante cambiava, da orizzontale, a verticale, a mista. Più volte premevano il bottone, tanto più la loro attenzione saltava da uno stimolo all’altro. I monaci furono divisi in due gruppi. In uno la meditazione era “compassionevole”: dovevano pensare alle sofferenze nel mondo; nel secondo la meditazione era su un solo punto, dovevano cioè concentrarsi su un singolo aspetto della loro esperienza, ad esempio il respiro che entrava e usciva dai loro polmoni.

Mentre la meditazione compassionevole non ebbe alcun effetto sul miglioramento della prestazione, quella su un solo punto ridusse notevolmente gli sbalzi d’attenzione in metà dei partecipanti. Il risultato fu ancora più evidente quando i monaci dovettere guardare attraverso degli schermi: i più esperti tra loro riuscivano a vedere solo le linee verticali o orizzontali per ben 5 minuti. Vi può sembrare banale, ma se confrontiamo i risultati con le persone che non fanno meditazione, la differenza è incredibile.

Certo noi comuni mortali occidentali non abbiamo 20 anni per ritirarci su una montagna a meditare. Siamo senza speranza?

Un recente studio

Uno studio recente ((Jha, Krompinger & Baime, 2007))  condotto da Amishi Jha e colleghi presso la Pennsylvania University suggerisce che possiamo fare qualcosa anche noi. Nella sua ricerca, persone che non avevano mai fatto meditazione, allenandosi nella sua pratica per 8 settimane per mezz’ora al giorno, miglioravano nettamente le loro prestazioni attenzionali, rispetto ai soggetti che non meditavano. Altri studi (((Tang et al., 2007)) sembrano addirittura rilevare che bastano 5 giorni per migliorare la concentrazione attraverso la meditazione.

Molti studi hanno dimostrato che la meditazione non fa bene solo all’attenzione, ma anche alla motivazione, al ragionamento, all’intelligenza emotiva e può addirittura renderci più consapevoli dei nostri sogni ((Walsh & Shapiro, 2006)) . Sembra apportare inoltre molteplici benefici fisici.

Come meditare

Visto che fa così bene, Psicozoo vi da qualche piccolo consiglio su come iniziare a meditare. Ovviamente non sono un monaco Buddista, ragion per cui, se ne volete fare la vostra disciplina di vita, leggete qualche guida più imponente. La meditazione è un’arte complessa, relativamente facile da spiegare ma più impegnativa da praticare, considerando anche che ne esistono molti modelli e tecniche differenti.

Ma se siete principianti, volete solo vedere di cosa si tratta e trarne qualche piccolo beneficio, seguite le nostre istruzioni:

1. Rilassate il corpo e la mente. Questo potete ottenerlo attraverso la postura del corpo, le immagini mentali, i mantra, la musica, un progressivo rilassamento muscolare, qualsiasi mezzo che vi faccia rilassare. Questo passaggio è abbastanza semplice perchè ognuno di noi ha i suoi modi per rilassarsi, anche se non ne ha tante occasioni.

2. Esercitate la consapevolezza. Non permettere ai giudizi di attraversarti i pensieri, lasciali andare e venire senza soffermartici sopra e prova a riportare l’attenzione sul pensiero su cui vuoi riflettere, qualunque esso sia. Questo passaggio è piuttosto difficile perchè siamo abituati a viaggiare avanti e indietro con la mente mentre cerchiamo di concentrarci. La chiave per riuscirci è cercare di notare quello che ci succede intorno in modo distaccato senza permettere che ci coinvolga.

3. Concentratevi su qualcosa. Spesso i meditatori si concentrano sul respiro, su come riempie e svuota i polmoni, ma può essere qualunque cosa: i vostri piedi, un pomodoro, una pietra. Il respiro è comodo perchè è sempre a portata di mano! Quando l’attenzione tende a volar via, riportatela delicatamente indietro. Non rimproveratevi se non ci riuscite subito, siate gentili con voi stessi: concentrarsi è un atto sorprendentemente complicato e le prime volte vi stancherete presto. Ma col tempo tutto sarà più naturale.

4. Liberate la mente da tutto. Molti dicono che con gli anni di pratica questo si può ottenere, perciò allenatevi prima e poi ne riparliamo.

Questa è un’introduzione spicciola e veloce, ma comunque sufficiente per iniziare. L’importante non è la tecnica, ma tenere presente l’obiettivo principale: esercitare l’ttenzione rilassandosi e concentrandosi su qualcosa.

La meditazione non è poi così distanze da alcune tecniche di terapia corporea e vi può essere utile se avete bisogno di riflettere su qualcosa che vi sta a cuore, ma non riuscite a farlo serenamente. Per alcune persone però può essere un esercizio troppo intenso, usatela bene e con prudenza!

Fonte:

How meditation improves attention – Psyblog

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