La morte nel Centro di espulsione

Anche oggi l’Italia ha registrato un’altra sconfitta. E non perchè Berlusconi si separa o perchè Di Pietro ha detto che il governo è fascista.

Stamattina alle 6.45 Mamouni Mubraka, una donna tunisina di 49 anni si è tolta la vita nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, Roma. Il personale l’ha trovata impiccata in bagno e il medico non ha potuto fare nulla. Era lì dal 24 aprile.

WCENTER 0FOTACEDOZ - C P T A  PONTE GALERIA  QUESTURA  ROMA UFF IMMIGRAZIONE  -  BARILLARI RINO  -Mamouni Mubraka era in Italia da 10 anni, pensa te. Era arrivata a Roma nel 1999 e nel 2001 le avevano firmato un bel decreto di espulsione. Ma lei non voleva proprio saperne di andarsene e quando la fermavano dava nomi diversi e sgusciava da tutte le parti. Così nel 2004 la arrestarono condannandola ad una pena cumulativa di 5 anni e rotti, per poi essere portata a ponte Galeria il 24 aprile, visto che non aveva rispettato il decreto di espulsione.

Ormai era italiana ma oggi l’avrebbero rimessa in mare per rimandarla in un posto che ormai non la riconosceva più, a cui lei non apparteneva da un pezzo. Era spaventata, come dicono le compagne, perchè in Tunisia non l’aspettava nessuno. La sua vita era qui. Che cosa avrebbe fatto in patria dopo 10 anni? Da chi sarebbe tornata?

Con le nuove normative si può rimanere in un Cie anche 6 mesi. Senza aver fatto male ad una mosca ti puoi fare 6 mesi in una galera traboccante di persone incazzate.

Nel Cie di Ponte Galeria ci sono 221 immigrati, 137 uomini e 84 donne. In aperta campagna come i vecchi manicomi che dovevano nascondere quello che era sgradevole agli occhi: il nostro lato oscuro, pazzo, diverso, straniero. Nello stesso Cie un mese fa un algerino di 40 anni era morto per cause naturali. In un Cie di Bologna il 4 marzo una donna tunisina era stata picchiata. Due versioni: la donna dice che un ispettore le si è avventato addosso e l’ha buttata a terra trascinandola per i capelli, la questura dice che la donna si è buttata a terra da sola.

Punti di vista.

Come quelli dei politici, delle associazioni e delle istituzioni:

Immigrati irregolari su una barca a Lampedusa. REUTERS/Tony GentileIl vero problema e’ che i Cie come quello di Ponte Galeria – sostiene il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marronisono sempre meno centri di accoglienza e sempre piu’ centri di reclusione mascherata che, con la possibilita’ di protrarre la permanenza degli immigrati fino a 180 giorni, oggi sono molto peggiori delle carceri“.

Il responsabile della Rdb Cub immigrati Aboubakar Soumahoro commenta che  “non c’è bisogno di parole per denunciare la barbarie delle nuove leggi che il governo si appresta, parlano i fatti”.

Non la pensa così il presidente della commissione sicurezza del Comune di Roma Fabrizio Santori: “Il centrosinistra sta cogliendo a pretesto un evento luttuoso per architettare una polemica stucchevole sui provvedimenti di sicurezza”.

Intanto è una donna si è uccisa. Pare che nessuno avesse scorto le sue intenzioni, nemmeno le compagne di stanza, e i medici dicono che Mamouni Mubraka non avesse nessun problema mentale: il dolore del resto non si annuncia con squilli di tromba. S’insinua sottile nei giorni e nelle ore di chi vede svanire anche l’ultima speranza e si dice che in fondo ci ha provato. Ha provato ad uscire da una realtà senza tregua e senza domani, ma si è ritrovato in una ancora peggiore. Chiuso in una gabbia strapiena di gente e di speranze disilluse, in attesa di cosa poi? Di essere rimandati dritti dritti nella bocca del lupo, proprio da dove si voleva fuggire.

E se hai provato a non essere divorato dai mostri delle privazioni e della miseria con tutte le tue forze, affrontando sofferenze immani, che per fortuna non ci sono mai toccate in sorte, puoi affrontare anche la morte. Di meglio non puoi aspettarti quando anche l’ultimo barlume di rinascita si è spento.

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