Come evitare di rimandare a domani

Quante volte ci troviamo a rimandare a domani le cose noiose e spiacevoli? E quante occasioni perdiamo, quante grane dobbiamo affrontare a causa di questo atteggiamento? Alcuni studi ci suggeriscono come evitarlo, apportando dei piccoli cambiamenti nella nostra rappresentazione degli impegni da portare a termine.

Se fino a qualche decennio fa rimandare gli impegni non era poi così grave, adesso come adesso la modernità ci impone ritmi sempre più veloci, mentre le liste delle cose da fare si allungano a dismisura. Tutto quello che non abbiamo ancora fatto è già scaduto e perfino quello che abbiamo appena programmato, sarebbe stato meglio farlo prima. Se questo sia sano o meno non ci è dato sapere, eppure uno studio ha sottolineato come le persone che tendono a procrastinare gli impegni considerino la loro tendenza come un problema da risolvere.

Le ricerche

Diversi autori hanno studiato le tecniche per aiutare le persone a non rimandare a domani quello che potrebbero fare oggi. Tuttavia esse non sempre si sono rivelate efficaci specialmente quelle che richiedono uno sforzo mentale notevole,  certo non adatto ai procrastinatori che per definizione non riescono a concentrarsi troppo sugli impegni!

Ad esempio Steel nel 20071 proponeva strategie quali aumentare le aspettative di successo, aumentare il valore del compito, o ridurre le distrazioni, tutti obiettivi faticosi da raggiungere. E’ complicato aumentare le aspettative di successo senza aver già svolto il compito ed esserti accorto che lo hai svolto bene, proprio quello che chi tende a rimandare non riesce a fare!

Alcune proposte

- Darsi dei compiti precisi o porsi obiettivi astratti?

In uno studio del 2008, pubblicato su Psychological Science, Mccrea, Liberman, Trope & Sherman hanno esaminato una possibile tecnica per diminuire la tendenza a procrastinare.

In un loro precedente lavoro, questi autori ipotizzarono che la tendenza a procrastinare dipenda dal modo in cui ci rappresentiamo gli impegni da portare a termine.

I ricercatori evidenziarono due livelli interpretativi:

  1. Rappresentazione astratta. Immaginate di voler tagliare l’erba. La rappresentazione astratta vi porta ad immaginare la perfezione delle fantastiche strisce tracciate dal vostro tagliaerba e quanto sarebbe bello il vostro giardino se fosse perfettamente curato. Forse comincereste ad immaginare quei bei prati inglesi che vi ricordano momenti lontani in cui… Insomma, una bella fantasia!
  2. Rappresentazione concreta. Invece di perdervi in un bel volo pindarico, la rappresentazione concreta del compito da svolgere vi spinge a concentrarvi su valutazioni pratiche ed immediate: ad es. se l’erba è bagnata o meno, la lunghezza in cui tagliarla e se c’è la benzina nel tagliaerba.

Questa tecnica si rivela molto valida soprattutto per la sua semplicità: darsi dei compiti minimi ma precisi ci assicura di focalizzarci sui dettagli senza perderci in fantasie dispersive.

Tuttavia nel 2006 Fujita e i suoi collaboratori ((“Construal levels and self-control.” – Fujita, Kentaro; Trope, Yaacov; Liberman, Nira; Levin-Sagi, Maya)) avevano dimostrato come in alcuni casi una visione più ampia ed astratta del problema aiuti a mantenere alto l’autocontrollo e a costringersi ad iniziare il compito. Secondo questo studio, il porsi obiettivi concreti aiuta a portare più velocemente a termine un compito, ma non a decidere di iniziarlo.

- Darsi delle scadenze temporali

Nel 2002 Ariely e Wertenbroch2 dimostrarono che l’auto-imporsi delle scadenze è efficace nel migliorare la performance. Tuttavia le persone non sono così brave a darsi autonomamente delle scadenze quanto a rispettare quelle che vengono dall’esterno. Stranamente, quando vengono lasciate a gestirsi da sole, le persone sembrano inclini ad auto – ostacolarsi dandosi scadenze irrazionali.

Come fare allora ad evitare di rimandare gli impegni? Ecco alcune possibili soluzioni:

Tutti questi studi che vi ho proposto sembrano contraddirsi tra di loro se presi singolarmente, tuttavia se li mettiamo insieme e li applichiamo alle diverse situazioni possono aiutarci a costruirci un piccolo vademecum che ci aiuti ad evitare di rimandare a domani:

  1. Per evitare di procrastinare un piccolo compito può essere utile focalizzarsi sui suoi dettagli ed autoimporsi delle scadenze.
  2. Per preseverare nel portare avanti un compito, mentre lo state eseguendo è positivo avere chiaro in mentre l’obiettivo più astratto e a lungo termine che volete raggiungere.
  3. Nel valutare i progressi che state compiendo in un compito difficile, se le possibilità di fallimento sono alte, rimanete concentrati sui dettagli del compito.
  4. Se il compito che state svolgendo è semplice e il termine è in vista, il focalizzarsi sull’obiettivo più ampio e astratto è l’approccio migliore da tenere.

Per concludere:

Che voi siate dei procrastinatori incalliti o meno, questi piccoli consigli che ci arrivanno direttamente dalla ricerca scientifica in Psicologia ci mostrano come piccole manipolazioni dei nostri processi di pensiero e dei modi di interpretare la realtà possano apportare grandi benefici alla nostra vita quotidiana.

E’ bello pensare che la Psicologia, spingendoci a cambiare le nostre rappresentazioni del mondo e della realtà, ci sia utile nella vita quotidiana perfino per spingerci a tagliare l’erba del nostro giardino!

Fonte:

- How to Avoid Procrastination: Think Concrete

  1. “The nature of procrastination: A meta-analytic and theoretical review of quintessential self-regulatory failure.” Steel, Piers – 2007 []
  2. “Procrastination, Deadlines, and Performance: Self-Control by Precommitment” – Dan Ariely & Klaus Wertenbroch – 2002 []

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