Attenzione: 12 modi per perderla

Quante volte durante la giornata l’attenzione ci gioca brutti scherzi? Infinite! Dimentichiamo dove abbiamo messo le chiavi della macchina, proprio non abbiamo ascoltato il nome del tizio presentatoci un minuto fa, non guardiamo il divieto di accesso e ci immettiamo contromano in una strada rischiando una multa e molto di più!

Queste piccole disattenzioni sono all’ordine del giorno e possono capitarci per molti motivi: dalla più grave e franca patologia, all’ansia, alla depressione o semplicemente allo stress che la routine c’impone. Ecco a voi 12 modi in cui tutto ciò si può verificare, alcuni molto comuni, altri ben più rari e gravi.

1. I comportamenti di utilizzazione

Il “comportamento di utilizzazione” si riscontra spesso in soggetti con gravi lesioni ai lobi frontali della corteccia cerebrale1 . Consiste essenzialmente nell’impossibilità di resistere ad usare gli oggetti che si hanno intorno secondo la loro funzione abituale.

Mi spiego: immaginate di andare a trovare una persona, entrate nella sua camera da letto e poichè il letto è fatto per dormire non potete evitare di mettervi il suo pigiama e di infilarvi nel suo letto;  passate di fronte ad un ristorante e non potete evitare di mangiare dal piatto di uno sfortunato avventore, perfino se siete completamente sazi; entrate in una boutique e non potete fare a meno di indossare i vestiti esposti denudandovi al centro del negozio. Questi strani comportamenti sono legati ad un’incapacità d’inibire l’attenzione verso un oggetto che ci spinge ad un comportamento automatico.

2. Eminegligenza spaziale

Psicozoo ha già parlato del Neglect, i più affezionati lettori si ricorderanno delle possibili conseguenze che un danno cerebrale a vaste aree

dell’emisfero destro può portare. Le persone con questo disturbo sono impossibilitate a prestare attenzione alla parte sinistra dello spazio: ad esempio mangiano solo metà di un piatto di pasta (ignorano la parte sinistra, pur non essendo a dieta!), radono solo metà del viso e se li chiami da sinistra guardano a destra. Questi soggetti non sono incapaci di vedere la parte sinistra dello spazio, ma proprio non riescono a prestarvi attenzione.

3. Il dolore

Il dolore è sicuramente il più grande attrattore dell’attenzione. Come è noto le persone che sperimentano il dolore cronico possono avere difficoltà a concentrarsi2 . Il dolore spinge l’attenzione lontano dai compiti che ci prefissiamo e ci costringe costantemente a ri-focalizzarci sull’obiettivo. Un nuovo ed efficace trattamento per le persone che soffrono di dolore cronico è il “management attenzionale“, che aiuta i sofferenti a dirigere meno la loro attenzione sul dolore3 .

4. Il fenomeno del cocktail party

Si tratta di un notissimo fenomeno studiato molto in psicologia ((Cherry, 1953)) , che ci spiega la nostra strana capacità di dirigere l’attenzione su una sola voce all’interno di una situazione in cui ci sono molte conversazioni contemporanee, come ad esempio ad una festa. Avrete in più occasione notato che, anche se siamo impegnati a parlare con qualcuno, quando sentiamo pronunciare il nostro nome o una parola che ci interessa da qualcun altro, la nostra attenzione si dirige subito in quella direzione, facendoci perdere parte della conversazione in cui siamo coinvolti.

5. Miopia da alcol

Dopo un paio di birre la nostra attenzione cala inevitabilmente e le conseguenze a lungo termine delle azioni vengono ignorate a favore degli impulsi a breve termine. Chi è brillo o francamente ubriaco difficilmente riesce a dirigere l’attenzione sui segnali che ci indiciano che le cose si stanno mettendo male.

6. Errori di automatismo

Quando la nostra attenzione cala tendiamo spesso a mettere in atto comportamenti automatici, talvolta inappropriati. Vi sarà capitato di fare automaticamente la strada di casa perchè presi da altri pensieri, mentre dovreste recarvi altrove. In uno studio classico  sui lapsus quotidiani Reason (1979) chiese alle persone di descrivere alcuni automatismi legati a deficit dell’attenzione: una persona raccontò di aver scartato una caramella per poi gettarla ed infilare in bocca la carta, un’altra di aver messo la schiuma da barba sullo spazzolino, un’altra ancora di essere andato in camera a vestirsi per la serata e di essersi ritrovato con il pigiama addosso. Anche se la pratica spesso ci rende sempre più abili nel compiere alcuni comportamenti automatici, talvolta può renderci dei robot senza testa.

7. Ironici processi di controllo

Talvolta l’attenzione sembra prenderci davvero in giro: cosa succede quando vuoi che qualcosa vada davvero per il verso giusto, quando vuoi tirare la palla in porta proprio nell’angolo, quando vuoi scendere in modo impeccabile le scale d’ingresso ad una festa, quando vuoi parcheggiare l’auto in un posto angusto? In queste occasioni noi siamo davvero molto concentrati, più del normale. Purtroppo talvolta questo sembra peggiorare le cose: prendiamo la traversa, inciampiamo nel vestito, urtiamo la macchina. Come mai? Questo è ciò che Wegner (1998) ha chiamato ” gli ironici processi di controllo“. Talvolta troppa attenzione sembra più dannosa che la scarsa attenzione.

8. L’insonnia

Chi soffre di insonnia sa che con i problemi di attenzione non si scherza. Studi recenti suggeriscono che l’insonnia potrebbe essere in parte spiegata da un errore attenzionale4 In altre parole, gli insonni sarebbero tenuti svegli dall’eccessiva focalizzazione sulle sensazioni fisiche associate al sonno e su ogni rumore ambientale che potrebbe tenerli svegli.

9. Il disturbo da iperattività e deficit dell’attenzione (ADHD)

L’ADHD è attualemente il più noto disturbo dell’attenzione, specialmente per le polemiche sull’uso del Ritalin. I bambini con questo disturbo hanno molta difficoltà a concentrarsi e sono spesso distratti e con la testa fra le nuvole.

10. Disturbi d’ansia

L’ansia potrebbe essere definita anche come un disturbo dell’attenzione, poichè i soggetti che soffrono di ansia generalizzata o di fobie sociali sono sempre e costantemente focalizzati su se stessi e sui loro stati interiori, ragion per cui hanno più difficoltà a concentrarsi su altre cose.5

Lo stesso dicasi per chi soffre di attacchi di panico e per gli ipocondriaci, ipervigilanti sulle loro sensazioni somatiche per paura che da un momento all’altro possa comparire la crisi. Ogni battito cardiaco è infatti percepito come possibile inizio d’infarto e ogni mal di testa per questi pazienti sartà sicuramente un ictus.6

Le persone con disturbo ossessivo – compulsivo sono tormentante da idee fisse che le spingono a compiere dei rituali in maniera compulsiva ( ad es. il terrore dello sporco li costringe a lavare ripetutamente le mani). Per questi soggetti sembra impossibile dirigere l’attenzione altrove7 .

Nel disturbo post- traumatico da stress, che si verifica solitamente dopo un evento traumatico, l’attenzione sembra essere particolarmente attratta da tutti gli stimoli presenti nell’ambiente che riconducono il soggetto a vissuti negativi, specialmente quelli legati al trauma8 .

11. Disturbi dell’alimentazione

Anche le persone con disturbi dell’alimentazione, specialmente chi soffre di anoressia nervosa, sembrano avere un vero e proprio disturbo dell’attenzione che si focalizza sull’immagine del corpo dando origine a forme deliranti di percezione corporea (Rieger et al., 1998).

12. Depressione

Come nel siturbo post-traumatico, le persone che sperimentano la depressione spesso manifestano una virata dell’attenzione sugli stimoli negativi9 . Infatti, uno dei processi che rende difficile la guarigione è la ruminazione (il continuo concentrarsi su pensieri dolorosi). Gli individui più inclini a pensare e a ripensare alle esperienze negative sono più soggetti a sviluppare depressione clinica.

Per concludere

In molti degli esempi che abbiamo fatto non è solo l’attenzione a causare il problema, ma sono coinvolti molti altri fattori. Nonostante ciò, questo elenco dimostra come il malfunzionamento dei processi attenzionali sia coinvolto un una grande varietà di problemi che affliggono la psiche.

Quello che ci colpisce è quanto delicatamente i processi attenzionali debbano essere gestiti dal nostro cervello per produrre ogni giorno esperienze positive. Troppa attenzione provoca in noi sentimenti e pensieri negativi, troppo poca rende impossibile il raggiungimento dei nostri obiettivi quotidiani.

Il cervello è davvero una macchina sofisticata!

Fonti:

- 18 Ways Attention Goes Wrong. Psyblog

  1. Lhermitte et al. – ‘Utilization behaviour’ and its relation to lesions of the frontal lobes., 1983 []
  2. Ecclestone, 1995 []
  3. Elomaa et al, 2009 []
  4. Harvey et al., 2005 []
  5. Spurr & Stopa, 2002 []
  6. Schmidt et al. , 1997; Barsky et al., 1988 []
  7. Lavy, 1994 []
  8. Vythilingham, 2007 []
  9. Ingram et al., 1994 []

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