10 esperimenti 10: l’uomo e il rischio

10. Comportamenti a rischio: la teoria del prospetto

Eccoci arrivati all’ultima puntata del nostro speciale sugli esperimenti più classici della psicologia del nostro secolo. Chiudiamo con uno studio su quanto e in quali situazioni le persone siano più predisposte a rischiare. E questo in tempi di crisi ritorna attuale.

La ricerca

Daniel Kahneman e Amos Tversky sono due brillanti psicologi che vantano il merito di aver utilizzato le conoscenze psicologiche per studiare i processi economici, dimostrando come alcuni principi che ci sembrano razionali, nell’essere umano spesso si capovolgano. Nel 1979 1 i due studiosi proposero uno studio sulla capacità delle persone di prendere decisioni in situazioni rischiose e svilupparono una teoria ritenuta tanto interessante da regalar loro un Nobel: le loro ricerche furono usate per sviluppare modelli di economia predittiva e persuasive campagne di marketing.

Lo studio in questione dimostra che le scelte individuali non avvengono seguendo il principio economico della massimizzazione dell’utilità, ma che gli individui sono invece “irrazionali” in modo sistematico e replicabile, cioè seguono dei patterns automatici, o euristiche, dipendenti per lo più da come il problema di decisione viene presentato loro (framing).

Nel loro esperimento Tversky e Kahneman propongono un dilemma:

Si immagini che gli USA si stiano preparando a fronteggiare una malattia asiatica a causa della quale ci si aspetta che debbano morire 600 persone.

Vengono proposti due programmi alternativi per combatterla. Si assuma che le stime scientifiche esatte delle conseguenze dei programmi siano le seguenti
Formulazione 1:
- Se verrà adottato il programma A, 200 persone saranno salvate
- Se verrà adottato il programma B, c’è 1/3 di probabilità che si salvino 600 persone e 2/3 di probabilità che nessuno si salvi
Risultato: il 72% dei soggetti sceglie il programma A

Formulazione 2
- Se verrà adottato il programma C, 400 persone moriranno
- Se verrà adottato il programma D, c’è 1/3 di probabilità che nessuno muoia e 2/3 di probabilità che muoiano 600 persone.
Risultato: il 78% dei soggetti sceglie il Programma D.

La determinazione circa il fatto che un’opzione corrisponda ad un guadagno o a una perdita viene effettuata in funzione di un “punto di riferimento” che viene variato a seconda del modo in cui viene strutturata la situazione problemica.
Lo spostamento del punto di riferimento da un livello ad un altro determina una modificazione dell’ordine delle preferenze in quanto trasforma i guadagni in perdite.

Le conclusioni

I risultati evidenziano come tutto dipenda dalla cornice. Le persone si comportano diversamente a seconda di come le situazioni vengono loro presentate. Se considerate in termini di perdita, le persone sono più propense a rischiare. Lo sono meno se la situazione è presentata in termini di cosa devono sopportare per guadagnare.

Il contrario di quello che ci aspetteremmo, perciò è bene tenerlo a mente la prossima volta che tenterete di bluffare ad un tavolo di poker.

Fonti:

- The ten most Revealing Psych Experiments

- Psicologia del pensiero – teorie della decisione

  1. Kahneman and Tversky, Prospect theory: Decision Making Under Risk, 1979 []

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