10 esperimenti 6: la memoria gioca brutti scherzi

6. La manipolazione della memoria: sei sicuro di quello che hai visto?

I nostri ricordi corrispondono sempre alla realtà? Vi è mai capitati di ricordare chiaramente qualcosa che poi si è rivelato falso? Ci racconta questo fenomeno un simpatico esperimento degli anni 70.

La ricerca

Nel 1974 Loftus e Palmer disegnarono un esperimento volto a testare l’affidabilità della memoria e a verificare se essa può essere manipolata. A 45 persone fu mostrato un film su un incidente automobilistico. Ad un primo gruppo di 9 persone fu chiesto di stimare la velocità delle auto al momento dello “scontro”. Ad altri 4 gruppi fu posta la stessa domanda, ma la parola “scontro” fu sostituita da “schianto”, “collisione”, “botta” e “contatto”.

Vi ho tradotto i termini, ecco quelli originali e la relativa velocità percepita:

Verb

Mean estimate of speed (mph)

Smashed

40.8

Collided

39.3

Bumped

38.1

Hit

34.0

Contacted

31.8

Le persone la cui domanda includeva la parola “schianto” stimarono che le macchine procedevano ad una velocità di 10 miglia orarie superiore a quelle le cui domande contenevano la parola “contatto”.

Le motivazioni? Loftus e Palmer fecero due ipotesi a riguardo:

1. Il risultato poteva essere legato ad una distorsione nella memoria dei partecipanti. La memoria della velocità delle auto potrebbe essere stata distorta dallo stimolo verbale usato per caratterizzare l’intensità dello schianto.

2.  Una seconda ipotesi riguarda il fatto che, non conoscendo l’esatta velocità, i soggetti adattassero la loro valutazione con l’ipotetica aspettativa degli sperimentatori sulla loro risposta, rappresentata dalla parola usata.

La seconda parte

Una settimana dopo ai partecipanti venne chiesto se fossero presenti dei vetri rotti nel filmato (indicativi di un incidente più grave). Le persone la cui domanda conteneva la parola più cruenta risposero di ricordare la presenza di vetri rotti, anche se nel film non ce n’erano!

Per la seconda parte dell’esperimento, Loftus e Palmer argomentarono che nella memoria di un evento sono coinvolti due tipi di informazione: le informazioni ottenute dalla percezione dell’evento (ad es. l’assistere al video dell’incidente) e quelle che ci arrivano dopo l’evento (ad es. la domanda contenente le parole “schianto” o “contatto”). Per ottenere un ricordo le informazioni provenienti da queste due diverse fonti vengono integrate, tanto che noi siamo incapaci di risalire alla fonte specifica da cui abbiamo assunto il ricordo di un determinato dettaglio. Questo perchè abbiamo una sola memoria.

Lo studio ci induce a riflettere su come un particolare tanto secondario come una singola parola descrittiva dell’evento, ne possa manipolare il ricordo! Immaginate quanti ricordi errati possiamo accumulare nella vita quotidiana!

Fonti:

- Loftus, E.F. & Palmer, J.C. (1974) Reconstruction of auto-mobile destruction: An example of the interaction between language and memory.

- The Ten Most Revealing Psych Experiments

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