Perdere un figlio appena nato è un dolore immenso, forse insuperabile, il prototipo della sofferenza dell’essere umano. Questo accade perchè l’attesa di un figlio e la sua nascita portano con se innumerevoli aspettative e fantasie, insieme alla sensazione che la propria vita stia per cambiare completamente. Per queste ragioni, molti sono gli studi sugli effetti e sui tentativi di superamento che i genitori mettono in atto quando perdono il loro bambino. Poco invece è stato detto e si conosce sulle conseguenze a breve e a lungo termine che tale perdita ha sui fratellini che gli sopravvivono.
I fratelli e le sorelle di un bambino che muore poco dopo la nascita possono andare incontro ad inaspettate difficoltà emotive e conseguenze nello sviluppo, che si possono verificare sia se sono nati prima che sopo la morte del neonato. Ce lo conferma uno studio (in via di pubblicazione sul Journal of Pediatrics) che indaga sulle problematiche psicologiche ed emotive dei fratellini di bambini morti nelle unità intensive di cura neonatale.
La ricerca
La dottoressa Joanna Fanos e i suoi colleghi del Dartmouth-Hitchcock Medical Center hanno studiato campioni di fratellini di bambini morti nelle unità intensive per neonati tra il 1980 e il 1990. I ricercatori hanno intervistato 13 adulti e 1 adolescente sulle loro esperienze infantili legate alla morte di un fratellino. Ai partecipanti veniva chiesto di condividere i loro ricordi associati alla morte, incluse le reazioni dei genitori, le esperienze a casa e i loro pensieri e vissuti rispetto all’unità intensiva di cura per neonati.
I ricercatori hanno riscontrato reazioni comuni tra i fratelli sopravvisuti, incluso un senso di confusione rispetto all’evento. I fratelli nati dopo l’evento riportavano una mancanza di comunicazione nella famiglia rispetto all’evento stesso. Forse la componente più incisiva del trauma è il fatto che metà dei partecipanti ritenessero che i loro genitori non non si fossero mai lamentati per la perdita del figlio.
Lo studio ha anche mostrato come i rituali, le fotografie e le memorie condivise siano una parte importante del processo di recupero dal trauma. Una famiglia presa in considerazione nello studio, ad esempio, celebra i compleanni dei due bambini morti in ospedale accendendo delle candele nella neve. Anche le fotografie si sono rivelate particolarmente importanti perchè rappresentano un legame simbolico con il bambino. La dottoressa Fanos spiega come “la condivisione di rituali e foto favorisca la comunicazione tra i genitori e i fratelli e permetta la prosecuzione del legame con il piccolo deceduto”.
La dottoressa Fanos suggerisce agli specialisti che lavorano in questi reparti ospedalieri di incoraggiare i membri della famiglia a prendere in considerazione la possibilità di un counseling psicologico come modalità per prendere consapevolezza delle proprie reazioni emotive rispetto alla morte del loro bambino.
In questi casi, così come per tutti gli eventi dolorosi che colpiscono una famiglia, la possibilità di condividere e di far venire fuori i vissuti rispetto a quanto accaduto, favorisce una sana elaborazione del dolore e la sensazione di essere sostenuti dalla propria rete affettiva nella sofferenza.
Fonti:
- “Candles in the Snow: Ritual and Memory for Siblings of Infants Who Died in the Intensive Care Nursery” by Joanna H. Fanos, PhD, George A. Little, MD, and William H. Edwards, MD, appears in The Journal of Pediatrics, DOI 10.1016/j.jpeds.2008.11.053, published by Elsevier. -Medilexicon News



















