Piaget: come nasce l’intelligenza

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Il buon Jean Piaget, psicologo svizzero di grande fama, ha fornito un enorme contributo alla Psicologia con i suoi studi sullo sviluppo dei bambini.

In particolare, il suo campo di studio era l’epistemologia genetica, cioè i modi in cui l’intelligenza nasce e si sviluppa nei bambini. La sua chiarezza nel definire i diversi stadi in cui la conoscenza nasce e si sviluppa negli esseri umani lo rende ancora oggi uno dei padri nella nostra disciplina.

Nonostante questo, ricordo con fatica gli sforzi per memorizzare tutte le fasi e sottofasi della sua teoria stadiale durante il periodo universitario. Così, quando vagando nella rete ho trovato un video in cui gli stadi vengono spiegati attraverso immagini di bambini in movimento, ho pensato che sarebbe stato utile a quanti stanno cercando di comprenderne la profondità e di memorizzarli, ma anche a chi da profano vuole imparare a condividere col suo bambino le gioie delle scoperte dei primi anni di vita.

Poichè il video è in lingua spagnola vi lascio anche una breve sintesi della teoria stadiale di Piaget, rimandandone una trattazione più completa ad altri articoli.

La teoria stadiale di Piaget

1) Periodo sensomotorio (dalla nascita a 2 anni)

  • Stadio 1 (fino a 1 mese)

Il bambino rafforza, generalizza, differenzia comportamenti riflessi.
Piaget chiama schemi questi pattern di comportamento.

  • Stadio 2 (1-4 mesi)

Reazioni circolari primarie, il bambino scopre il risultato di alcuni suoi comportamenti e cerca di riottenerli

  • Stadio 3 (4-8 mesi)

Reazioni circolari secondarie rivolte verso il mondo esterno.

  • Stadio 4 (8-12 mesi)

Il bambino combina gli schemi in modi complessi (schemi secondari), i comportamenti sono strumentali e finalizzati, gli schemi + flessibili.

  • Stadio 5 (12-18 mesi)

Reazioni circolari terziarie, il bambino varia in modo deliberato un’azione per vedere il differente risultato.

  • Stadio 6 (18-24 mesi)

Il bambino inizia ad usare simboli mentali per rappresentare eventi, abbandona i tentativi per prove ed errori.

Durante il periodo sensomotorio viene acquisita la “permanenza dell’oggetto”.

2) Periodo preoperazionale (2-7 anni)
Funzione semiotica: capacità di servirsi di un oggetto al posto di un altro.
Utilizzo di simboli e segni, i bambini non hanno ancora acquisito operazioni mentali reversibili.
Egocentrismo, rigidità di pensiero.

3) Periodo delle operazioni concrete (7-11 anni)
Capacità di portare a termine il compito della conservazione.
Operazioni quali: reversibilità, compensazione, addizione-sottrazione.

4) Periodo delle operazioni formali (11-15 anni)
Il pensiero si svincola dall’esperienza percettiva e sensoriale.
Vi è capacità di ragionamento formale.

Buona visione!

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Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110