“Tagliarsi non è un modo per cercare attenzione. Non è una manipolazione. É un meccanismo per affrontare i problemi, punitivo, gradevole, potenzialmente pericoloso, ma efficace. Mi aiuta a sopportare le forti emozioni che non so come gestire. Non ditemi che sono malato, non ditemi di smettere. Non cercate di farmi sentire in colpa, mi accade già. Ascoltatemi, sostenetemi, aiutatemi.”
Dal libro “Un urlo rosso sangue” di Marilee Strong
Di fronte al dolore morale profondo le reazioni di ogni persona possono essere molto diverse: qualcuno si chiude in camera per giorni, altri si buttano sul lavoro e su divertimenti alienanti, c’è chi si dedica al volntariato per espiare, e c’è chi purtroppo si toglie la vita. C’è anche chi si fa del male. E’ la Sindrome da Autolesionismo ripetuto.
L’autolesionismo è una problematica che colpisce il 5% della popolazione, con una prevalenza maggiore nelle donne e può manifestarsi come sintomo associato a molti altri disturbi quali l’anoressia, la bulimia, la depressione, il disturbo borderline di personalità. L’insorgenza di questo comportamento avviene di solito intorno ai 14 anni e si trascina per tutta l’adolescenza prolungandosi talvolta fino ai 25 anni.
In cosa consiste?
La tipica manifestazione di questo disturbo è il “tagliarsi”. Si comincia di solito casualmente: un graffio accidentale o che ci si procura in un maniera impulsiva genera subito un immediato sollievo. Ecco che il gesto casuale comincia a diventare un rituale. Chiusi nella propria stanza, in un bagno pubblico, in un luogo isolato si attraversa la pelle con un oggetto tagliente, si vede apparire un filo rosso di sangue e si avverte subito uno stato di benessere. Si può utilizzare un coltello, un rasorio, un temperino, una lametta, perfino la punta di una matita o la parte tagliente di un foglio di carta. In altri casi il lesionarsi può consistere nel colpirsi, nel bruciarsi, nel bucarsi la pelle, nel darsi colpi in testa, nel rompersi le ossa, nel non lasciare che le ferite si cicatrizzino. Ogni paziente può scegliere una o più di queste modalità. Il modo in cui ciascuno si fa del male è importante per comprendere il significato che quel comportamento ha nella vita dei diversi soggetti.
Come accorgersi di avere questo problema?
Rispondi alle seguenti domande:
- Ti provochi deliberatamente del male fisico causandoti danni ai tessuti (tagliando la pelle, facendoti dei lividi, lasciandoti segni che durano più di un’ora?)
- Metti in atto questo comportamento come modo per affrontare emozioni, pensieri o situazioni spiacevoli o opprimenti?
- Ci pensi spesso anche quando sei relativamente calmo e non lo stai facendo il quel momento?
Se rispondi di sì almeno alle prime due domande, probabilmente hai questo problema.
Perchè ci si autolesiona?
Va premesso che l’autolesionismo non è un tentativo di suicidio. Chi lo mette in atto di solito mostra una cura spasmodica, quasi compulsiva, nel medicare le ferite, disinfettarle, fasciarle. Al contrario, è per il paziente un modo per stare meglio. Se vogliamo attribuirgli un senso nel mondo del soggetto che si lesiona, il sangue che fuoriesce potrebbe essere il simbolo dell’essere vivi, il modo per far venire fuori quello che è sotto la pelle, lo scoprire che il sangue scorre ancora dentro di noi, un tentativo di dar voce ad una sofferenza profonda e sottorranea che diversamente non si riesce ad esprimere. Talvolta ci si può sentire talmente annullati e morti che il dolore fisico è l’unico modo per sentirsi, per testimoniare a se stessi di essere ancora vivi, di esistere in qualche modo. Osservare il processo di cicatrizzazione può rappresentare una simbolica ricomposizione delle ferite interiori e la cessazione del dolore morale rappresentato da quello fisico. Un forte disagio interiore che non si riesce a gestire, viene trasformato dagli autolesionisti in dolore fisico, che si ritiene più sopportabile tanta è l’angoscia emotiva, o anche come forma di autopunizione per delle colpe che ci si attribuisce. In alcuni casi, lesionarsi diventa una modalità visibile per comunicare agli altri un disagio invisibile e chiedere aiuto. Altre volte tagliarsi è l’unico modo per evitare di togliersi la vita.
Questi o altri significati può avere il gesto del tagliarsi, senso che varia secondo il sentire individuale e la storia della persona. Ricordate sempre però che il tutto va calato nella soggettività di chi si lesiona, considerate in senso assoluto queste sono chiacchiere.
Cosa può fare un genitore?
Solitamente questa problematica genera vergogna in chi la mette in pratica, perchè è un gesto così disperato da provocare immediata disapprovazione in chi ne sente parlare e il terrore di essere pazzo in chi lo vive, data anche la difficoltà di mettere fine a questo gesto per quanto se ne comprenda l’assurdità. Per non parlare dello sconcerto e della disperazione che s’insinuano nei genitori quando ne vengono a conoscenza. Per queste ragioni, solitamente chi ne soffre non lo condivide con i propri cari e spesso nemmeno con gli amici, cercando di nascondere accuratamente con numerosi bracciali o abiti coprenti i segni lasciati sul corpo.
L’atteggiamento migliore da tenere quando si scopre che un figlio o un proprio caro mette in atto un simile comportamento, è quello di evitare le colpevolizzazioni, cercando di mostrarsi sereni e di trovare dei canali per spingere il proprio figlio ad esprimere quello che sente. Avendo chiaro dentro di sè cosa significa soffrire profondamente (chi non ha mai provato il dolore morale nella vita?), mostrare di comprendere come nostro figlio si sente per indirizzarlo da uno specialista.
Cosa posso fare quando mi viene l’impulso di tagliarmi?
Non è una questione di buona volontà, spesso chi mette in atto questi comportamenti si rende conto di star facendo qualcosa di sbagliato, ma non riesce a farne a meno. Se ritenete che i vostri genitori o i vostri amici non possano capire quello che provate, cercate intorno a voi una persona di cui avete stima e fiducia e chiedetele aiuto.
Nel momento in cui sentite l’irresistibile impulso di farvi del male, provate a scaricare quello che sentite in modo alternativo: ad esempio prendete a pugni un oggetto morbido, uscite immediatamente di casa per una lunga passeggiata, datevi ad un’attività fisica che stancandovi abbia effetto di scarica dell’insistenibile disperazione emotiva che sentite dentro.
Se queste indicazioni sono troppo difficili da mettere in atto per voi, e soprattutto se questi comportamenti si ripetono nel tempo diventando sempre più frequenti, rivolgetevi ad uno Psicologo, considerando che è unapersona estranea, ma preparata sul problema: scoprirete che non siete gli unici a vivere questo disagio e che qualcosa per aiutarvi si può fare.
Fonti:
- “Self-injury, you’re not the only one” – Deb Martison
- “Autolesionismo” – Roberto Cavaliere
- “Autolesionismo: donne che si tagliano. Una questione privata.” – Emilia Wanderling e Daniele Russo



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64 Commenti
E’ tutto vero…lo so bene…anche se c’è da dire che onosco persoe che si vantano dei proprio tagli e gareggiano a chi li ha più profondi…
Ciao Zazi, purtroppo forse anche vantarsi dei propri tagli può essere un grido di aiuto. Ognuno ha il suo modo per manifestare la sofferenza. Grazie del tuo commento.
Tagliarsi è un modo per gridare,per dar voce a quello ke senti..perkè..perkè a volte non esistono parole,non si trovano..non riesci a trovarle e comunque,anke se le trovassi,le vedresti precipitarti addosso,sommergerti..come in un eco continuo…
Ti tagli e tutto scompare,improvvisamente tutto diventa tranquillo,silenzioso..e persino la stanza ti sembra meno fredda e più luminosa..ritrovi la calma ke il tuo dolore ti aveva negato
fino ad un istante prima..ti asciughi la ferita,la curi,la pulisci..la guardi richiudersi ed è come aver appena finito di “riordinare te stessa”….sei stanca,finalmente puoi fermarti,riposare…hai “pulito” il tuo male..finalmente sta zitto..finalemente non lo senti più.
Cara Zoe, ti ringrazio per aver condiviso con noi questa tua esperienza, così dolorosa ma così carica di significati. Sono sicura che le persone che la leggeranno e che vivono questa situazione si sentiranno meno sole. Cerca intorno a te, anche se ti sembra impossibile, forse qualcuno con cui condividere tutto il tuo dolore c’è. Provaci. Un abbraccio forte.
Si è vero tagliarsi a volte può essere anche un modo per non sentire il dolore psicologico,,una delusione,,un problema ..
Tagliarsi è come annullare il dolore interno per provare un dolore esterno più forte che faccia diminuire l’altro..che diciamo lo annulli…
Io conosco una persona che tempo fa si tagliava,,lei mi diceva che soffriva molto; per il suo problema fisico,,per questioni d’amore un po’ per tutti i pesi che si caricava addosso…
Lei oggi ha smesso ma a volte mi racconta ke quando sta veramente molto male quando non vuole pensare a quelle delusioni,,quando non può sfogarsi con nessuno,,perchè dice che nessuno può capirla,,quando non ce la fa davvero più si taglia per sentire quel dolore invece che l’altro xò lei mi ripete sempre che non vuole morire,,non vuole tagliarsi per provocare la sua morte,, ma che quando prova quel dolore sta cosi male che tagliarsi per lei è l’unica soluzione…
I suoi genitori fin ora non se ne sono mai accorti,, la madre vedeva dei tagli ma non se ne importava più di tanto,, per me sbagliava e sbaglia ancora quando la vede e non fa niente!!
Ciao Lety,
sono d’accordo con te sul fatto che la mamma dovrebbe intervenire, anche se non mi sento di giudicarla perchè talvolta la paura e la disperazione nel vedere un figlio soffrire così tanto può indurre le persone a far finta di non vedere. E’ una cosa positiva però che la tua amica si confidi con te; se hai voglia di aiutarla cerca di spingerla delicatamente a rivolgersi ad uno specialista, mostrandole che capisci quanto è grande il suo dolore. Un abbraccio e in bocca al lupo.
=) grazie … kiss
Non c’è di che Lety.
Salve,
una mia cugina di quasi 16 anni mi ha confidato di tagliarsi da diversi mesi. Alla domanda sulla motivazione che la spinge a farlo risponde in maniera abbastanza vaga, con spiegazioni che probabilmente ai più farebbero sorridere. Presumo comunque che per giungere a questo punto il disagio da lei provato sia molto grande.
I suoi non sanno nulla, l’ha confidato solo a me e mia sorella. Abbiamo cercato di rassicurarla dicendole che i problemi nella vita vanno affrontati di petto e che comunque la vita non è affatto tutta rose e fiori per cuidovrebbe cercare di far emergere il suo carattere, piuttosto che soffocarlo.
Non sappiamo però come comportarci o piuttosto se una reazione piuttosto che un’altra potrebbe aggravare il problema. Insomma, vorremmo fare la cosa giusta.
Cosa ci consigliate?
grazie mille,
Sybil
Cara Sybil,
tua cugina confidandoti il suo problema ha mostrato di fidarsi molto di te, ma capisco che ti ha dato anche una grande responsabilità. Non conoscendo tua cugina è difficile darti un consiglio, ma cercherò di fare del mio meglio.
Innanzitutto, anche se so che lo fate con le migliori intenzioni, cercate di evitare di consigliarle di tirarsi su e di affrontare i problemi di petto, perchè in questo momento per lei è troppo difficile farcela da sola. Spingerla a sforzarsi le può portare solo altre delusioni e farla sentire in colpa per gli insuccessi.
Quello che potete fare è darle la vostra massima disponibilità, dicendole che quando le viene voglia di tagliarsi può chiamarvi o potete andare insieme a fare una passeggiata, così da scaricare un pò di malessere.
Informatevi se c’è uno psicologo nella sua scuola, o un vicino centro di salute mentale, e piano piano, man mano che guadegnerete la sua fiducia, provate a consigliarle (molto delicatamente) di farsi aiutare, proprio perchè capite la sua grande sofferenza.
Non datele ultimatum e non rimproveratela, in questo momento il dolore che prova non le permette di trovare la forza in se stessa.
So che il compito di aiutarla è molto duro, e apprezzo moltissimo lo sforzo che state facendo. Un abbraccio forte, fatemi sapere come procede e scrivetemi pure se avete bisogno di altri consigli.
Grazie per i consigli e per la disponibilità, senza dubbio ti faremo sapere come vanno le cose…un abbraccio anche a te!!!
Salve,
con mia sorella siamo molto vicine a nostra cugina. Oltre ai problemi su indicati, desideravamo farle presente un fatto che a volte ci lascia alquanto basite.
Capita molto di frequente che, mentra siamo insieme a parlare di qualsiasi argomento, e nel bel mezzo di un discorso non ancora concluso, lei cambi repentinamente argomento in un modo che ci lascia stupefatte. L’avevamo notata da diverso tempo questa cosa ma non sappiamo se possa essere in qualche modo legata alla patologia dell’autolesionismo. Può chiarirci un pò le idee? Grazie mille.
Cara Sybil,
nel problema che vostra cugina manifesta, l’impulsività è una caratteristica tipica. Le sue idee volano così velocemente che non riesce a fermarsi troppo su qualcosa, deve immediatamente passare ad altro, ecco perchè cambia sempre argomento nelle discussioni. Probabilmente potrete notare lo stesso atteggiamento anche nel suo rapporto con il cibo (o mangia pochissimo o mangia velocemente grandi quantità di cibo), o con i ragazzi.
Il problema fondamentalmente è che se rimane troppo tempo ferma in una situazione, comincia a sentire l’angoscia e deve sfuggirle. Questa angoscia è lo stesso motivo per cui si taglia.
Un abbraccio
Ciao…
non ne ho mai parlato con nessuno apparte alla mia migliore amica
ho letto attentamente tutto quello ke ce scritto
io sono uno di quei casi…
non riesco a fermarmi quando ho l’istinto di tagliarmi nessuno ma nessuno può fermarmi tutti mi dicono che sono una pazza che dovrei essere rinchiusa in un manicomio ma non è vero non sono pazza sono solo una quattordicenne in cerca di aiuto,di affetto, di serenità ma non voglio andare dagli psicologi h paura che quello che gli dico lo riportino a mia mamma e che lei stabbia male per me e io non voglio farle del male per favore aiutatemi non so cosa fare :”( baci e abbracci dalla ragazza_disperata
Cara Ragazza Disperata,
capisco tutto il dolore e la confusione in cui ti trovi, proprio per questo farti aiutare è l’unica possibile soluzione. Per legge gli psicologi sono tenuti al segreto professionale, non avere paura, fatti forza e chiedi aiuto a qualcuno, vedrai che piano piano ne verrai fuori. Un abbraccio forte, scrivimi pure quando vuoi.
Cara Signora Lucia..
Lo sa cosa cè di strano che a volte lo faccio e altre volte no…
ho tanti amici che mi stanno accanto,tante persone che mi vogliono bene però io continuo a essere triste e non riesco a capire il perchè…
e poi non so come dire a mia mamma di portarmi da uno psicologo signora ho troppa paura di fagli del male o di farla star male Baci e Abbarcci dalla Ragazza_Disperata
Cara Ragazza disperata,
non ti colpevolizzare se ti senti triste nonostante in fondo la vita non ti vada così male: ci sono dei dolori profondi dentro di noi che vengono da lontano e a cui non sappiamo dare un nome, ma se non ce ne prendiamo cura possono diventare sempre più grandi.
Per farti accompaganre da uno Psicologo non c’è bisogno che dici la verità a tua madre se non ce la fai, ci sono tante cose che puoi dirle per non farla preoccupare: che non riesci a dormire bene, che ti senti un pò ansiosa rispetto alla scuola, che c’è un ragazzo che ti ha fatto soffrire e hai bisogno di parlarne con qualcuno, insomma qualcosa da dire si trova.
Anche se non so perchè hai tanta difficoltà a parlare con tuo madre, lo rispetto, però credo che la faresti preoccupare di più se un giorno dovesse scoprire i tuoi tagli, non trovi? Fatti coraggio, non lasciarti scivolare via la vita dalle mani, sei giovane e ti aspettano tante cose che hai il diritto a viverti con serenità.
Un bacio
Cara Signora Lucia…
Non saprei come ringraziarla mi sta aiutanto grazie mille col cuore…
oggi ne parlerò con mia mamma
Sigora lucia le posso fare una domanda???
mi perdoni lo so che la stufo xo è da un po che ci penso…
Baci e ABbrcci dalla Ragazza_Disperata
Mi fa molto piacere se i piccoli consigli che ti ho dato qui ti sono stati anche solo un pò di conforto e sono ancora più contenta se riuscirai ad affrontare la situazione. Fammi pure tutte le domande che vuoi. Un abbraccio
Cara signoa Lucia
Questa domanda non centra molto con i tagli anzi si centra…
mi sono innamorata di un ragazzo che ha 18 anni e io ne ho 14.tutti dicono che è una cotta da 14enne ma non è cosi io darei la mia vita per lui..
io amo lui..lui ama me
pensa che sia una storia vera frà una 14enne e un 18enne??.
cara signora Lucia Imperatore,
sono una ragazza di 14 anni, sono, come dire…UN EX RAGAZZA ke si tagliava…
per motivi diversi, ma soprattutto, anche se può sembrare strano perchè i “grandi” dicono che io sono ancora “piccola”, per amore….
vorrei tanto sapere perchè noi ragazze dobbiamo soffrire per questo sentimento che all’inizio sembra una cosa da niente, ma più va avanti e più diventa difficile…
in questo periodo sono molto confusa e se a tempo potrei anche spiegarle il perchè, ho bisogno di un VERO consiglio, anche se LA MIA BEST me ne da tanti…la prego mi aiuti
un abbraccio la ragazza_confusa
@Ragazza disperata, una storia d’amore è vera e importante se lo è per te, aldilà dell’età e di quello che ti dicono gli altri. Se tu ci credi, andrete avanti, anche se dovrei sapere qualcosa in più sulla vostra storia per farmi un’idea. P.S.com’è andata con mamma?
@Ragazza confusa, l’amore può essere molto doloroso a volte, specialmente alla tua età quando si lotta con il desiderio di piacere agli altri, però questa sofferenza che stai provando ti aiuterà a capire quello che desideri dalle persone che hai accanto e ti farà crescere velocemente. Certo mi hai detto poche cose di te, ma da queste poche informazioni mi sembra di capire che la tua vita finora non è stata rose e fiori. Raccontami pure tutto quello che ti va di dirmi, ti ascolto.
Un abbraccio forte a tutte le ragazze e i ragazzi che scrivono su Psicozoo e hanno il coraggio di farsi delle domande e di chiedere aiuto. Siete una forza e avete dalla vostra il dono dell’umiltà.
cara signora Lucia,
ecco, è strano da raccontare, perchè sinceramente ho paura di sbagliare…
come si è notato io sono innamorata, ma il problema è che centrano 2 persone, soltanto che una delle due a cui sn + attaccata è quella ke vorrei stare, come dire? X SEMPRE…
e idem lui….l’altra èpiù innamorato lui che io (perchè penso all’altro ragazzo).
io non so più cosa fare, piango e mi viene l’istinto di tagliarmi quando litigo con “F” (PRIMO RAGAZZO) invece con “N” (L’ALTRO RAGAZZO) piango e basta…
non riesco più a pensare a tutte e due…dovrei scegliere fra uno…ma quale???
ho paura di fare la sclta sbagliata e farmi del male….mi serve una mano!! :’(
grz per la sua pazienza
un abbraccio forte la ragazza_confusa
PS: se vorrà le racconterò qualcosa in più su di me!!
1-Cara Signora Lucia…
Bhe per me è una storia seria quando sto con li io sto benissimo sono felice e ho il soriso fino le stelle….
E con mia mamma è andato tutto bene glie lo detto ma non mi a portato da uno psicologo ma abbiamo fatto una lunga anzi lunghissima chiaccherata….su molte cose e mi a fatto molto bene…Signora Lucia Lei Dove abita ce Dove ha la clinica???
Baci e Abbracci con tanto affetto dalla Ragazza_Disperata
2-Ciao Ragazza_Confusa
Best devi seguire il tuo cuore… fai quello che ti dice
se ami di piu il mio Best(il fra) stai con lui…fidati ti ama d’avvero
se ami di piu il mio socio(niki)stai con lui ….a lui piaci d’avvero ma amarti bhe è ankora presto….
Bhe cara best ci vediamo dopo ciao ti amuuuu by Ragazza_Disperata
Ehi ragazze, mi state un pò confondendo, ma vi conoscete o siete la stessa persona con due nick? Credo che anche i lettori di Psicozoo facciano un pò fatica a capirci qualcosa, perchè non cambiate nick? Vabbè, proverò a rispondervi come due persone diverse, sperando di non invertirvi.
Cara Ragazza confusa, in fondo mi sembra che il tuo cuore abbia già scelto, c’è una persona che ami sicuramente più dell’altra e che ti ama a sua volta, perchè dici di non sapere cosa fare?
Cara signora Lucia
Si ci conoscamo ho consigliato alla mia miliore amica cioè Ragazza_Confusa questo sito mi dispiace se l’abbiamoconfusa baci e abbracci Ragazza_Disperata
Ciao ragazze non vi preoccupate! Non è uscita la seconda parte del commento per ragazza disperata, in cui mi complimentavo perchè è riuscita a parlare con la mamma.
Io sono di Napoli e ho gli studi privati a Quarto (Na) e a Pozzuoli (Na).
Un abbraccio
è stato davvero utile leggere questo articolo, per capire il motivo per cui anche io, come molti altri, agisco in questo modo… grazie
Ciao Nihal, mi fa piacere che l’articolo ti sia stato utile e mi farebbe ancora più piacere che una volta capito il perchè, cercassi aiuto da qualcuno.
Ti abbraccio forte
Buongiorno Lucia,
ho conosciuto un uomo di 30 anni, si taglia le mani, si provoca ferite con le sigarette e dice di soffrire di disturbi anaffettivi. Esattamente in cosa consistono questi disturbi? Qual’è il modo migliore di stargli accanto e di conquistare la sua fiducia?
Grazie. Sofia.
Cara Sofia,
ti preannuncio che stare vicino a questa persona non sarà facile e dovrai armarti di amore e pazienza per volergli bene.
Nella psichiatria classica, il suo problema è conosciuto come disturbo borderline di personalità, ma da quello che mi racconti potrei fare varie ipotesi. Potrebbe essere una persona che ha difficoltà a provare emozioni e sensazioni e per farlo ha bisogno di amplificarle attraverso il dolore. Oppure potrebbe essere una persona così angosciata che per non sentire la sofferenza morale si provoca quella fisica.
Fai molta attenzione a mantenerti differenziata da lui e a non farti manipolare, altrimenti puoi cadere in una trappola che ti provocherà grande dolore. L’aiuto che puoi dargli è solo quello di spingerlo a vedere uno specialista, se siete già una coppia potreste fare una terapia di coppia così puoi ricevere anche tu delle indicazioni su come comportarti.
Un saluto
Cara Lucia,
innanzitutto colgo l’occasione di ringraziare te e tutti i tuoi colleghi per l’aiuto che date a tante persone. Difficilmente si incontra qualcuno disposto ad impegnare parte del suo tempo per gli altri.
Per quanto riguarda quello che mi hai detto, il profilo corrisponde pienamente alla persona. Credo che lui non si fidi di nessuno perchè ha ricevuto troppe fregature in passato e questo gli ha fatto creare un muro per proteggersi dal dolore.
So che è in terapia da uno psichiatra e che segue una cura di psicofarmaci.
No, non siamo una coppia. Lui sa che io ho un debole… diciamo così. Da parte sua ricevo messaggi contraddittori: mantiene le distanze ma osserva tutto quello che faccio, alterna momenti di distacco totale ad altri in cui sembra avvicinarsi. In questi momenti mi confida cose molto personali. Non so… a volte ho l’impressione di interessagli anche io ma che lui non si voglia avvicinare per paure di soffrire ancora. Pensi sia possibile?
Un abbraccio e un grazie.
Cara Sofia,
ti ringrazio per i complimenti, è un vero piacere esservi d’aiuto.
Rispetto alla tua domanda, anche in questo caso le ipotesi che posso fare sono varie, visto che purtroppo non lo conosco.
Potrebbe essere, come dici tu, una persona a cui interessi, ma spaventata dalla possibilità di avere una relazione più profonda. Una seconda ipotesi, che è quella che mi preoccupa di più, è che, come tutti i borderline, usi l’affetto che provi per lui per manipolarti, legandoti sempre più a sè con un atteggiamento ambivalente. L’incertezza dei suoi sentimenti, infatti, può creare in te una maggiore spinta nei suoi confronti. In questo caso, stai molto attenta, è un gioco che ti potrebbe far soffrire molto.
Non ti dico di rinunciare, ma solo di tenere gli occhi aperti: valuta bene i suoi comportamenti per capire quale delle due ipotesi è vera e poi fai la tua scelta. So che è difficile mantenersi lucidi quando ci sono di mezzo i sentimenti e l’attrazione, ma salvaguarda la tua serenità.
Un saluto
salve Lucia,
ho letto tutto con molta attenzione.
sono ormai una donna e soffro di comportamenti autolesionisti. ogni volta che ho una crisi di pianto o depressione inizio a tagliarmi..mi serve per distendermi, per sentirmi viva, per non fare cose più gravi.
il problema che la causa di tutto nel mio caso è ben chiara..ho subito violenza da bambina.. ho vissuto fino a poco più di un anno fa quasi nel totale oblio, quasi non ricordando nulla di quello che sono stata costretta a subire..poi ora invece, tutto viene a galla e non riesco ad affrontarlo in altro modo se non impugnando il mio taglierino, o mordendomi o sbattendo la testa ovunque..
ora ho deciso di affrontare la cosa..ma a chi rivolgermi? meglio uno psicologo o uno psichiatra?
ultima cosa.. è normale che ad insonnia spesso si alternino giorni in cui non riesco ad alzarmi dal letto?
per cortesia mi faccia sapere..non so proprio con chi parlarne.
grazie per questo blog e per tutto quello che fate!
Cara Francesca,
capisco il dolore che hai provato nel vedere uscire all’improvviso parti di te e della tua storia che per molti anni avevi rifiutato.
Il tagliarsi è solo il sintomo di un disagio, che può essere una forte rabbia o un profondo dolore per quello che ti è capitato. Adesso non pensare al sintomo, ma a quello che c’è dietro: quando l’avrai tirato fuori non sentirai più il bisogno di tagliarti. L’importante è che stai attenta a non superare certi limiti e a non farti troppo male.
E’ già un primo passo quello di esserti resa conto che c’è un malessere e di aver deciso di affrontarlo. Ci vuole coraggio per scegliere di tirare fuori quello che ci fa male. Il mio consiglio è quello di fare un primo passaggio da uno psicoterapeuta che poi potrà consigliarti se seguire in contemporanea anche una farmacoterapia dallo psichiatra. Se mi dici dove abiti posso consigliarti qualcuno.
Rispetto al sonno, ricordati che è una spia di disagio: se si susseguono insonnia a ipersonnolenza è un po’ come si alternassero l’angoscia per il dolore che provi e il desiderio di non volerla sentire.
Aspetto tue notizie.
Un caro saluto
Lucia! che bello sentirti!!! pensare che son stata tutto il giorno a controllare…avevo paura che visto che l’ultimo contatto prima del mio era stato il 23 novembre non avrebbe risposto nessuno!
grazie neppure immagini che conforto!(scusami se ti do del tu … non vorrei offenderti, dimmi se lo faccio)
te ne sarei veramente grata potessi indicarmi qualcuno!
sono a LECCE (provincia) e sarebbe bello iniziare un percorso.
ho cercato di far vedere quanto schifo ci fosse in questa persona della mia famiglia a mia madre e mio padre…ma loro forse sono un pò vittime della cultura…sono immobili e continuano a trattare questa persona come se non avesse commesso nulla…anche se pubblicamente lo ha confermato vicino a loro. mi ripetono che devo perdonare..che sanno che ho sofferto ma sta persona non la possono non far venire a mangiare con noi a natale e a pasqua ! è alienante il peso dentro ..
delle volte mi sento così stanca..
sarebbe bello parlare con qualcuno.
ps. delle volte o paura, perchè mi faccio male e mi dico le cose più orribili che mi vengono sulle labbra, so che non dovrei (LO SO STA SCRITTO OVUNQUE) ma mi sento in colpa e sporca, dannatamente sporca.
c’è stato un periodo in cui pensavo ossessivamente di farla finita…ma poi son troppo fifona, credo fondamentalmente sia questo!
grazie lucia. per tutto.
di cuore.
fra
Perdonate l’intrusione..
Per Francesca: se è la paura ad averti dissuaso, beh, viva la paura
Ma credo sia qualcosa di più forte e profondo, che ha radici dentro di te più di quanto tu non creda: la consapevolezza che sei una bella persona e meriti una vita migliore.
Te la auguro con tutto il mio cuore!
Un abbraccio
G.
PER GIANLUCA:
grazie Gianluca.. spero sia vero.. spero di poterla conquistare sta vita migliore!
forse mi aiuterà andarmene da questa casa troppo densa di ricordi…mi basta il minimo riferimento, anche stupido di un film, o di una notizia al tg per sentirmi sprofondare.
credo che uno dei primi modi per sentirmi meglio è andarmene da qui..e per aprile finalmente sarò a milano. abbandonare questo teatro …che mi riporta sempre alle stesse scene… per calare finalmente il sipario!
non so cosa sia a fermarmi o ancora cosa sia a spingermi..
forse sono stata molto delusa da tutti..e quando mio padre dice che i frutti non cadono mai molto lontano dall’albero (intendendo che un figlio somiglia sempre a un padre) prego dentro di me che non sia vero…che io sia fondamentalmente diversa e lontana da tutto sto schifo.
grazie ancora gianluca per il tuo intervento.
un sorriso
fra
ps. grazie per questa opportunità..parlare qui è facile..e libera il cuore.
parlare nella realtà è molto più complicato, perchè la stragrande maggioranza delle persone pensa che queste cose sono lontane e rare. che succedono solo nelle famiglie più degradate…ma non è vero. dannazione! non è assolutamente vero!
Cara Francesca,
dammi pure del tu, in fondo quando un’altra persona ti apre il suo dolore non puoi non sentirla vicina…
Non sai quanto hai ragione quando dici che queste cose capitano in tutti i contesti, non solo quelli degradati e sono più vicini a noi di quanto immaginiamo. Adesso che mi hai detto che questa persona frequenta casa tua nonostante i tuoi genitori lo sappiano, capisco tutta la rabbia che ti porti dentro. Probabilmente tuo padre e tua madre, non per cattiveria, ma per la loro struttura di personalità, non hanno gli strumenti per capire davvero il tuo dolore, o hanno semplicemente paura di affrontarlo. Anche se ora magari sei adulta, e stai per andare via da casa, nelle tue parole leggo un profondo desiderio di sentirti capita e presa in braccio da loro. Staccarti da loro, anche se ti può sembrare liberatorio è anche un modo per non fargli troppo male costringendoli a scegliere tra te e quella persona.
Aprire una guerra con loro sarebbe forse inutile e probabilmente andare a Milano ti aiuterà a separarti da loro, anche se non cancellerà il problema.
Se vai via da Lecce, forse non ti conviene iniziare la terapia adesso perchè saresti costretta ad interromperla. Ti conviene iniziare direttamente quando sarai a Milano, conosco una bravissima collega lì che potrebbe darti una mano a tirare fuori tutti i fantasmi che sarai disposta ad affrontare.
Se vuoi il numero, dammi il tuo indirizzo di posta che te lo mando.
In bocca al lupo e scrivici quando vuoi!
Grazie Lucia.
anch’io ho pensato che forse visto che a milano sarò al più tardi per aprile che sarebbe inopportuno iniziarla qui la terapia.
sto partecipando ad un concorso e quindi la destinazione dello stage non è ancora definita, anche se so per certo che finirò in lombardia.
se comunque sarà milano ti chiederò il tuo indirizzo di posta per mandarti ogni modo per metterci in contatto.
grazie ancora di tutto. anche per le spiegazioni di tanti comportamenti che io ancora non riesco a giustificare.
spero anch’io che allontanarmi mi aiuterà a trovare me stessa. e credo proprio che tornerò a casa solo quando questa persona sarà fuori.
un abbraccio forte e sincero .
francesca
ps. hai ragione…mi mancano tanto i miei genitori!!!!
In bocca al lupo per tutto Francesca!
crepi! il lupo insieme a tutti gli incubi!
grazie di cuore Lucia..neppure immagini quanto mi sei stata d’aiuto!
sai credo ke sia vero questo argomento, cioè tutto quello ke è stato scritto è vero. pero io credo ke una persona si tagli anke per fare un dispetto alla famiglia, ma questo nn è nel mio caso:
“ciao ragazzi ho 15 anni e mi kiamo nunzio, sono di napoli, lo so ke sembra starno ke un ragazzo lo fa(tagliarsi x piacere) ma è vero. quando io vedo il mio sangue mi sento nn solo eccitato ma anke tranquillo , riesco a scatenare la rabbia ke o dentro.
ho sentito e letto su dei siti ke tagliarsi e come prendere della droga, cioè invece di drogarmi sostengono delle persone ke vedere il sangue uscire sia come drogarsi, sinceramente io nn lo so se è vero, so solo ke mi fa stare bn”
grazie per aver ascoltato
Caro Nunzio,
grazie per la tua testimonianza.
Quando leggi che tagliarsi è come una droga, forse si intende che è un modo di procurarsi del male fisico per allontanare il dolore che si ha dentro.
Dentro di te c’è molta rabbia e forse sarebbe il caso di farti dare una mano da qualcuno. se hai bisogno di consigli o informazioni, scrivici pure!
Grazie per l`articolo Lucia…e` di grande aiuto vedere che c’e` gente a cui interessa questo argomento…io ho 17 anni e mezzo…forse sono troppo piccola per dire che conosco il dolore…il dolore quello vero…quello che non ti fa dormire,che ti divora dentro,che ti toglie la voglia di vivere…lo stesso dolore che ti porta all`autolesionismo…si…io lo conosco!! Forse la mia esperienza potra` aiutare qualcuno e per questo ho deciso di raccontarla… Fin da piccola sono stata una bambina introversa…per me e` sempre stato dificile fare amicizia con le persone…e ci soffrivo molto per questo…poi…gli anni della scuola media…bellissimi…il primo amore….le prime amiche vere…i primi sentimenti…poi…la fine di tutto…la morte di una delle mie AMICHE…eravamo un gruppo di 4 ragazze…lei era la pazza…quella che voleva vivere il secondo…non le importava delle conseguenze..e un`incidente in moto…le ha tolto la vita…lei era…il classico artista folle e ribelle…e con lei e` morta una parte di tutte noi..i miei si preoccupavano sempre di piu`…io avevo paura…ho paura…ma non so di cosa..e poi…e` iniziato tutto…perdevo peso,attacchi di panico…crisi di pianto…e poi..ricordo benissimo…una sera durante una delle mie crisi,iniziai a graffiarmi…mi sfogai su me stessa…ma non bastavano i graffi…dovevo farmi del male…dovevo pagarla perche` stavo facendo soffrire le persone a me piu` care..e cosi`…prima la lametta del temperino,poi il taglierino,le forbici,le lamette…la vista del sangue,il dolore e la paura mi impedivano di pensare al mio malessere interiore e solo cosi` riuscivo a stare “bene”…i tagli erano sempre piu` profondi…i miei nn sospettavano nulla…poi mia madre inizia a notare i miei polsi sempre coperti,le maglie macchiate di sangue…fin quando non scopre dei miei tagli (preferisco nn dire come)…da circa 1 anno e mezzo sono in terapia da una psicologa…va un po` meglio…sto ritrovando qualcosa in cui credere anche se a volte mi sfugge il senso della mia esistenza…sono riuscita a non tagliarmi per due settimane…e…fino a un po` di tempo fa mi sarebbe sembrata una cosa impossibile…la luce che si sta accendendo negli occhi dei miei genitori, di mio fratello e della mia migliore amica e` l`unico motivo ke ho per lottare….il mio peso e` quasi normale…ora mangio…gli attacchi di panico nn li ho piu` da questa estate…mi sono iscritta in palestra..li` scarico tutta la tensione…quando sto male…mp3 a portata di mano ed esco…mi manca una cosa…l`amore…ho dimenticato questo sentimento…e forse e` meglio cosi`….non prendiamoci in giro..si io voglio innamorarmi…non mi succede da quando facevo la 2 media (e forse quello non era neache amore)..ma..chi mai accetterebbe una come me??? una pazza autolesionista incapace di reagire di fronte ai problemi della vita??? NESSUNO!!…ma io devo farcela…grazie a chi leggera` queste parole insignificanti…
Cara amica,
ti ringrazio per le parole forti che ci hai scritto. Mi fa piacere vedere che sei sulla strada giusta e che le cose vanno meglio. L’amore arriva quando sei pronto ad accoglierlo e quando ti metti a cercarlo.
In bocca al lupo per la tua vita e un forte abbraccio
Grazie…sa forse ha ragione…ora non sono pronta per amare qualcuno…ho solo bisogno dell`amore della mia famiglia e delle persone che hanno sofferto a causa mia…sono gli unici motivi che ho per continuare a vivere…forse e` ora che mi svegli da quest`incubo..devo rialzarmi..non posso rimanere in sospeso tra la vita e la morte…o dentro o fuori…speriamo bene…la ringrazio nuovamente…
Salve, io mi taglio da quasi un anno e posso affermare di trovarmi molto in quello k avete scritto.. Io lo faccio x vari problemi.. Sono molto sola.. Senza vere amiche ( Avevo confidato a una mia amica qst cosa e lei ha detto ke non le importa nulla e che sono grande abbastanza x fare qll che voglio…. )… Mi sento così sfigata nei confronti dll altre ragazze dll mia età ( Ho quasi 18 anni ) ma talvolta, anke qnd è un periodo sì dove va abbastanza bene, mi ritrovo a impugnare la lametta e a ferirmi… Vado come fiera d qll k faccio e m piace rimirare i tagli il giorno dopo… Non vado mai troppo a fondo e cerco sempre di farli abbastanza piccoli x nn farmi sgamare.. L’unica cosa k vorrei è qlcn k m stesse ad ascoltare… Vorrei confidare a qlcn qst cosa ma nessuno potrà mai capirmi… Un saluto.
Cara amica,
sai, a volte le persone sembrano non voler ascoltare i problemi degli altri, semplicemente per non ricordarsi dei propri. Ma non sono tutti così. Sono sicura che c’è qualcuno che avrebbe voglia di ascoltarti, che sia un’amica, un parente, o perchè no, anche un professore a scuola, magari giovane e vicino ai ragazzi. Anche se il primo tentativo non è andato bene, provaci ancora.
Non tenerti tutto dentro: questa è una fase difficile della tua vita, in cui non ti fidi di nessuno e non ti senti amata, eppure sono sicura che qualcuno è disposto ad ascoltarti.
Un abbraccio
Ciao…
Io mi taglio da novembre, ma non ho un motivo preciso. Lo faccio quando sono arrabbiata, nervosa, triste… Quando ho voglia di spaccare tutto. I tagli mi calmano. Ma non ce la faccio davvero più, ormai è come se vivessi in funzione dei tagli: non vado più in piscina nonostante io adori il nuoto per non far vedere i tagli, quando facio una semplice visita dal dottore mi prende il panico e metto i polsini, ma ho paura che me li faccia togliere… Se qualcuno mi prende per il polso mi fa malissimo e ho paura che senta i tagli sotto il tessuto… In farmacia compro cerotti, garza, disinfettante e ovatta e ormai spendo tutti i miei soldi in farmacia e per comprare qualcosa che mi copra i tagli. Sono molto attenta a non farmene di nuovi, ma riapro quelli che stanno per rimarginarsi. In questo modo esce più sangue e da più male ma i tagli non aumentano. Ne ho 13 sull’acambraccio sinistro e 5 sulle caviglie.
Voglio smettere, non ce la faccio più…
Ho 14 anni e sto male per amore. Tutti dicono che non posso innamorarmi a quest’età, ma io lo amo, troppo. E i sto anche malissimo perché è un amore impossibile….
Perché lui ha 40 anni, mio professore di matematica…
Voglio smettere di tagliarmi ma non so come fare… Ho deciso di parlarne con lui, faccio bene? Con lui ho molta confidenza siamo quasi amici…. Glie lo dico? O meglio di no, potrebbe prendermi per pazza?
Aiuto per favore…..
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[...] si registra un forte incremento del disturbo borderline di personalità, delle condotte autolesionistiche, delle violenze in famiglia e dei disturbi alimentari e si abbassa l’età delle azioni [...]