Gli Speciali di Psicozoo: la narcolessia

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[firstchapter:Introduzione]

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Eccoci giunti al III capitolo dello speciale “Il sonno e i suoi disturbi”. Da questo articolo prende il via il ciclo di posts sui disturbi del sonno, di cui evidenzieremo sintomi, possibili cause e rimedi per affrontarli….se i problemi sono lievi si puó provare a risolverli senza ricorrere ad assisensta esterna. Spesso senza un master in educazione familiare, con una giusta dose di autoanalisi e degli esercizi mirati se ne uó arrivare a capo.

I disturbi del sonno possono essere definiti come condizioni aspecifiche  di stress o situazioni emozionali che disturbano i normali processi di regolazione del sonno, generando difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno o la percezione al risveglio di un sonno non adeguato o non sufficientemente ristorativo. I disturbi del sonno veri e propri (Disturbi primari), vanno distinti da quelli legati ad altri problemi (Disturbi secondari), quali abuso di sostante, patologie organiche, ecc. che determinano come conseguenza secondaria la difficoltà a dormire.

Distinguiamo inoltre i disturbi primari in Dissonnie (alterazioni della quantità, della qualità e della collocazione temporale del sonno), e Parasonnie (anomalie comportamentali o fisiologiche che si verificano in associazione con il sonno, con specifici stadi del sonno, o nei periodi di transizione tra sonno e veglia).

[chapter:La narcolessia]

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Tra le dissonnie è sicuramente uno dei più curiosi disturbi del sonno. E’ piuttosto rara: colpisce circa 4 individui su 10.000, in prevalenza di sesso maschile tra i 15 e i 25 anni. Consiste nel ripetersi di attacchi irresistibili di sonno ristorativo che si manifestano durante il giorno e durano tra i 5 e i 15 minuti. Sebbene i pazienti narcolettici dormano abitualmente una o due ore in più della media, ciò che è più sorprendente è l’inopportunità dei loro episodi di sonno: si addormentano nel mezzo di una conversazione, mentre mangiano, durante le attività sessuali o sportive.

[chapter:I sintomi]

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I sintomi principali di questa patologia, che aldilà dell’apparente comicità è molto drammatica per chi la vive, sono essenzialmente quattro, conosciuti come “tetrade narcolettica“, come evidenziato da Yoss e Daly nel 1957:

  1. Eccessiva sonnolenza diurna: Il narcolettico è sonnolento durante tutta la giornata, con frequenti microsonni (avete presente quando chiudiamo gli occhi per pochi secondi?). A questa ipersonnoia si accompagnano i famosi episodi improvvisi che vi ho sopra descritto. E’ possibile per alcuni pazienti avvertire l’arrivo dell’episodio e correre ai ripari, facendo però un forte sforzo che incide negativamente sull’umore.
  2. Cataplessia: consiste nella perdita improvvisa del tono muscolare, talvolta innescata da un evento dal forte impatto emozionale, soprattutto quelli piacevoli, quali il forte riso o l’orgasmo, ma anche  paura, forte sorpresa o rabbia. Nella sua forma lieve la cataplessia può semplicemente richiedere che il paziente si sieda per qualche secondo; nelle forme gravi invece, il paziente cade improvvisamente al suolo rimanendo immobile per qualche minuto, restando perfettamente cosciente. La cataplessia può consistere anche semplicemente nella perdita del tono dei muscoli di viso e collo, per cui per uno o due minuti il paziente non riesce a parlare o produce le parole in maniera strascicata.
  3. Allucinazioni ipnagogiche: si tratta di episodi allucinatori che intervengono solitamente durante l’addormentamento. Le allucinazioni possono essere visive (immagini di suoni, forme geometriche, scene in movimento o emotive) e uditive (il paziente sente chiamare il proprio nome, un suono o la pronuncia di parole inventate).
  4. Paralisi ipnagogica: Durante l’addormentamento o durante la fase REM l’individuo perde la possibilità di muoversi o parlare per alcuni secondi o minuti, sperimentando una spiacevole immobilità che regredisce poi provando piano piano a muoversi o se qualcuno scuote il paziente. Non vi allarmate però, tali episodi possono accadere anche a soggetti normali in alcune occasioni.

Fattori eziologici. Le ipotesi sull’origine di questo disturbo non hanno trovato ancora conferma. Tuttavia, poichè i narcolettici si addormentano direttamente in fase REM ((vedi l’articolo “Gli speciali di Psicozoo: il sonno e i suoi disturbi”))  e poichè durante la notte passano facilmente alla fase REM, pur restandoci pochissimo tempo, ciò fa ipotizzare che si tratti di un’intromissione di episodi di sonno REM durante la veglia. E’ come se durante la notte i pazienti non riuscissero a trascorrere il giusto tempo in fase REM e recuperassero per questo durante la veglia. Tale ipotesi, che rimane quella più gettonata, è comunque disconfermata dal fatto che i farmaci usati per trattare questa patologia inibiscano prorpio il sonno REM.

[chapter:Cura]

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Purtroppo la narcolessia è una malattia cronica che dura tutta la vita. E’ possibile tuttavia arginare i sintomi per condurre una vita più o meno normale, anche se rimangono pericolose tutte le attività che richiedono un’elevata vigilianza (ad esempio la guida o il maneggiare macchinari pericolosi). I diversi sintomi della narcolessia vengono trattati separatamente, non essendo ancora condivisa dalla comunità scientifica un’ipotesi causale convincente. La sonnolenza viene trattata con stimolanti della vigilanza somministrati al mattino (ad esempio Provigil, Dexedrine, Ritalin), mentre la cataplessia e le paralisi del sonno vengono trattatate con antidepressivi somministrati la sera (ad esempio triciclici, fluoxetina, paroxetina).

[chapter:Cosa fare]

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Se vi riconoscete in questi sintomi è bene rivolgersi ad un centro di medicina del sonno ((Potete trovare un elenco dei centri di medicina del sonno in Italia a questo link: http://www.narcolessia.it/centri.htm#)) per svolgere tutti i test necessari. In ogni caso alcuni piccoli accorgimenti possono essere utili ai pazienti per prevenire e ridurre il numero di episodi di addormentamento imporvviso durante il giorno:

  • Quando ci accingiamo a svolgere attività importanti evitiamo pasti pesanti e mangiamo molta frutta e verdura;
  • Dopo i pasti è opportuno effettuare un breve pisolino;
  • Quando sentiamo arrivare la sonnolenza riposiamoci per 15 minuti;
  • Informiamo gli insegnanti, le autorità di vigilanza e i nostri datori di lavoro circa la nostra condizione, per evitare di essere immeritatamente rimproverati e tacciati di pigrizia o di maleducazione.

Vi lascio con un video per chiarire quello che ho detto, semmai vi sembri impossibile.

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Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110

Cara Daniela,
capisco la tua rabbia e la tua frustrazione per quello che ti è capitato, ma forse non ti aiuta tenertelo per te. Anzi, al contrario, se informi le persone che ti stanno vicine e che lavorano con te di quello che hai, puoi tranquillamente continuare a lavorare e soprattuto a rimanere col tuo fidanzato!
In fondo non hai una malattia infettiva e non credo che se ne parli, qualcuno possa avere da ridire. E’ vero, non ci sono cure, ma metodi per ridurre molto i sintomi, sì. Se decidi di tenerti tutto per te, allora sì che farai una vita da malata perchè comincerai a non voler vedere più nessuno per evitare che capiti in pubblico.
In bocca al lupo!

avatar daniela scrive:

28 anni,ho un bar, un fidanzato magnifico, lieve crisi economica, ma chi se ne frega, e adesso scopro che probabilmente sono narcolettica….non rieco più a mandare avanti l’ attività ne tantomeno la mia relazione.
anche emozioni positive diventano difficili da controllare, insomma tutto va a puttane…..
ed io nn ne ho parlato ancora con nessuno….e il bello è …. cazzo non c’è cura……
che scherzi di merda che fa la vita è ?