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Donne violate 2: cosa succede dopo?

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In questa seconda parte dell’articolo “Donne violate” vorrei mettere in luce le conseguenze psicologiche a breve e a lungo termine che prolungano la sofferenza della violenza subita.

Vorrei innanzitutto sottolineare che ogni persona è un mondo a sè e quindi le reazioni ad un evento del genere possono essere molto diverse e sfalsate nel tempo.

In generale nei primi giorni successivi al trauma subito, si può vivere un senso di confusione mentale, acompagnata dalla sensazione di essere anestesizzate ed intorpidite. In altri casi, per lungo tempo può manifestarsi una sensazione persistente di terrore che impedisce alle vittime di uscire di casa e di fidarsi degli altri. Quando le emozioni negative legate all’evento sono troppo forti e difficili da sopportare, le vittime possono diventare neganti, minimizzando l’intensità di quello che provano o eliminandola completamente. Questo avviene soprattutto quando il carnefice è una persona conosciuta verso cui, paradossalmente, si sente ancora un legame. I giorni che seguono l’evento sono spesso costellati di flashbacks in cui le scene vissute si ripresentano imprevedibilmente davanti agli occhi e si traducono anche in incubi notturni. Il tutto si accompagna a disturbi del sonno e dell’alimentazione, deficit nella concentrazione e calo delle performance lavorative.

I sintomi dei primi giorni richiamano quello che viene definito dal DSM ((Manuale diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali)) come Disturbo da Stress Acuto che comprende:

  • il sentirsi intorpidita e distaccata, come se si stesse vivendo un sogno, e la percezione del mondo esteriore come strano e irreale
  • difficoltà a ricordare dettagli importanti dell’aggressione
  • rivivere l’aggressione con pensieri ossessivi, ricordi, incubi
  • evitare luoghi e cose che ricordano l’aggressione
  • ansia crescente

Per quanto riguarda le reazioni a lungo termine, la Professoressa Sue Orsillo, del National Centre for PTSD ((Il National Centre for PTSD è il centro americano per la ricerca sul Disturbo Post- traumatico da Stress))  classifica così le possibili rezioni ad una violenza sessuale:

  • Depressione Maggiore: I sintomi possono includere l’umore depresso, l’incapacità di godersi le cose, difficoltà a dormire, cambiamenti nei pattern del sonno e dell’alimentazione, difficoltà nel concentrarsi e nel prendere decisioni, sentimenti di colpa, di sfiducia e abbassamento dell’autostima. Le ricerche suggeriscono che almeno un terzo delle vittime di stupro vanno incontro ad almeno un episodio di depressione maggiore nella loro vita. E per molte di queste donne la depressione può durare molto a lungo. L’idea di suicidarsi è quente in queste donne: gli studi dimostrano che almeno un terzo pensa al suicidio, mentre il 17% tentano di togliersi la vita.
  • Rabbia: Molte vittime di aggressione sessuale riferire di provare una forte rabbia che, prolungata nel tempo interferisce col processo di recupero e distrugge la loro vita.
  • Vergogna e colpa: Alcune donne accusano se stesse per quello che è successo o se ne vergognano. Questa reazione è molto frequente, specie nelle donne che conoscevano il loro aggressore, o che non ricevono supporto dai loro amici, familiari o dalle istituzioni dopo l’evento. Questi sentimenti spesso spingono le donne a non rivelare a nessuno quello che è accaduto o a non chiedere assistenza medica e legale.
  • Difficoltà sociali: Donne violentate possono andare incontro a problemi nelle loro relazioni coniugali o amicali. Qualche volta possono essere troppo spaventate o depresse per riprendere la loro vita sociale. Molte donne riportano difficoltà a fidarsi degli altri, ragion per cui diventa più difficile strigere nuove relazioni sociali. Anche la performance lavorativa o scolastica può risultarne danneggiata.
  • Problemi sessuali: Spesso queste problematiche sono le più durature nelle donne vittime di violenza. Le donne possono essere spaventate dal sesso e cercare di evitare qualunque attività sessuale; si può manifestare un calo nell’interesse sessuale e nel desiderio.
  • Uso di alcol e droghe: L’abuso di sostanze può diventare un problema nelle donne vittime di abuso sessuale. Uno studio su ampia scala mostra che, rispetto alle donne che non hanno mai subito uno stupro, le vittime sono3.4 volte maggiormente predisposte all’utilizzo di marijuana, 6 volte alla cocaina, e 10 volte ad altre droghe pesanti. Spesso utilizzano le droghe per tenere a bada gli altri sintomi derivanti dall’abuso.
  • Disturbo Post- Traumatico da Stress: Questo disturbo frequente in coloro che hanno subito in genere un evento traumatico, si manifesta spesso nelle donne abusate. I suoi sintomi includono frequenti pensieri, ricordi e incubi legati all’evento e un’incremento dell’arousal (i livelli di attivazione, ad es. difficoltà a dormire, agitazione, irritabilità).  Il 94% delle donne abusate sperimentano questi sintomi nelle due settimane successive allo stupro e il 30% di esse li manifestano ancora dopo 9 mesi dall’evento.

Spesso chi ha subito una violenza sessuale tende a cercare di controllare a suo modo la sofferenza, anche per la difficoltà di condividere un vissuto così doloroso, spesso fonte di vergogna. Ad esempio, può ricorrere all’alcol o agli psicofarmaci, può tentare di dimenticare o di minimizzare l’evento, ma lo sforzo per soffocare il male ricevuto, porta col tempo a collassare su se stesse. La violenza sessuale è un boccone troppo grande da ingoiare da sole. Se non si riceve il sostegno giusto si può incorrere in disturbi seri, quali, l’ansia generalizzata, il disturbo di panico, le fobie e i disturbi dell’alimentazione, ipocondria e dipendenze di vario genere.

Anche se so che è faticoso, provate a chiedere aiuto, ne va della vostra vita. Nel prossimo articolo sul tema, vi parlerò di come farlo e a chi rivolgersi.

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