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Donne violate: perche’ accade?

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Leggo tristemente le pagine dei giornali costellate di notizie che riportano agghiaccianti casi di violenza sessuale: i due rumeni ai danni di una ragazzina quatordicenne nel parco della Caffarella a Roma, il ventottenne bolognese arrestato per atti sessuali su un minore, il bidello brindisino accusato di molestie dalle studentesse della scuola presso cui lavorava. Scorgo le notizie e sento l’enorme dolore di queste donne nella mia stessa carne. Da donna non riesco nemmeno ad immaginare cosa si prova nel sentirsi violata in quello che di più intimo abbiamo: il nostro essere donne.

Un senso immenso di fragilità si impossessa di chi subisce uno stupro. Niente intorno ti sembra più familiare e sicuro. La reazione è spesso un desiderio spasmodico di allontanarsi perfino dal pensiero di quello che è successo e questo spinge frequentemente le donne a non denunciare. Talvolta invece, l’impunità dei carnefici è dovuta ad un forte senso di colpa che per cultura ed educazione pervade le donne vittime di abuso. Ma la ferita che resta è talmente profonda che se non si prova almeno a guardarla, non può guarire da sola.

A febbraio del 2007 l’Istat ha presentato un’indagine dedicata al fenomeno della violenza fisica e sessuale, svolta su un campione di 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate al telefono.

Tale indagine ha tenuto presente le diverse sfumature della violenza sulle donne, facendovi rientrare anche alcune forme che finora non erano state considerate ufficialmente tali, anche se nei fatti lo sono:

  • la violenza fisica: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi
  • la violenza sessuale che comprende le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti
  • la violenza psicologica che comprende le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner.

Riferisce Luigi Biggeri, Presidente dell’Istat, nel suo report al Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità:

“Sono stimate in 6 milioni 743mila, una cifra che corrisponde al 31,9% delle donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni, le donne che hanno subito violenza fisica (minacce o atti violenti dalle forme più lievi a quelle più gravi) o sessuale (costrizione a fare o subire contro la propria volontà atti sessuali che vanno dalla stupro alle molestie fisiche ) nel corso della vita. Quelle che hanno subito violenza negli ultimi 12 mesi, invece, sono pari a 1 milione 150 mila. Il 23,7% ha subito violenze sessuali, il 18,8% violenze fisiche. Circa un milione sono stati gli stupri o i tentati stupri. La violenza da parte del partner ha riguardato il 14,3% delle donne che hanno un partner o lo hanno avuto in passato e i valori sono molto più alti nel caso di ex partner (17,3%). Circa un quarto delle donne ha subito violenza da un altro uomo.
La violenza fisica è più di frequente opera dei partner (12% contro 9,8%),
mentre la violenza sessuale è più opera di altre persone non partner (6,1%
contro 20,4%) soprattutto per il peso delle molestie sessuali.
Va inoltre considerato che il 95% della violenza subita dalle donne non viene denunciato e che un terzo delle donne non ne ha parlato con nessuno,
confidandosi per la prima volta con noi. Un terzo delle vittime, inoltre, ha subito sia atti di violenza fisica che sessuale. La violenza subita dalle donne è nella maggioranza dei casi ripetuta, soprattutto da parte del partner (67,1%).”

L’idea secondo la quale l’aumento degli extracomunitari nel nostro paese sia responsabile dell’incremento degli stupri negli ultimi anni, è disconfermata da una ricerca ISTAT precedente: solo nell’8,6% dei casi la violenza sessuale viene praticata in un luogo pubblico. Più spesso gli stupri avvengono nella propria abitazione (31,2%), in automobile (25,4%) o nella casa dell’aggressore (10%). Da tali dati si evince che nella stragrande maggioranza dei casi l’aggressore è una persona ben conosciuta dalla vittima, che può essere il marito o convivente (20,2% dei casi), un amico (23,8%), il fidanzato (17,4%), un conoscente (12,3%); solo il 3,5% dei violentatori non ha mai visto la sua vittima prima dello stupro.

Aldilà del terribile impatto di questi dati, due sono i fenomeni che mi colpiscono maggiormente: la violenza è operata per lo più in casa, molto spesso da parte del partner e nella stragrande maggioranza dei casi non viene denunciata.

Sebbene nessuna motivazione può relamente rendere ragione di una violenza, cerco qui di rispondere qui ad una domanda frequente che sorge nella mente delle donne vittime di violenza: perchè accade?

La Dott.ssa Maria Cristina Butti dell’Associazione di Ricerca diPsicologia Analitica intravede nella crescita degli stupri “un malessere che si coglie dal punto di vista del singolo e che si riflette anche a livello collettivo come la manifestazione di un disagio, di un bisogno di potere che nasconde un’impotenza sempre maggiore che sta diventando sia psicologica sia fisica”.

I meccanismi che spingono gli stupratori ad agire sono molto diversi ma hanno un fondo comune, che è il desiderio di sopraffare un altro essere umano per riaffermare il proprio potere sessuale e vincere la paura di non valere niente.

Cito da “Benessere. com“. Lo stupratore può agire:

  • per rabbia: Nell’atto dello stupro, l’aggressore agisce sensazioni di rabbia e frustrazione che possono avere origine da rapporti problematici con donne diverse da quelle della vittima effettiva (la madre, la moglie, la compagna). In questi casi, difficilmente lo stupratore prova un vero e proprio piacere sessuale compiendo lo stupro, ma riesce a liberare la rabbia repressa attraverso un atto di violenza la cui intensità può essere persino superiore al necessario.
  • per dominazione I sentimenti di vulnerabilità e di impotenza dello stupratore vengono compensati da un atto di sottomissione della vittima, che viene messa in condizione di essere totalmente alla sua mercé, senza alcuna possibilità di ribellarsi. Al contrario di quanto accade nello stupro motivato da sentimenti di rabbia, in questi casi gli stupri sono perlopiù premeditati dall’aggressore.
  • per sadismo Sia la rabbia che la dominazione vengono ”liberati” attraverso il piacere sessuale che prova l’aggressore nel brutalizzare, quasi sempre premeditatamente, la sua vittima.
  • per opportunità L’aggressore, che in ogni caso cova uno dei sentimenti sopradescritti, agisce in conseguenza delle opportunità che gli vengono profilate, ad esempio durante una rapina o un furto

Aldilà di ogni possibile causa, ricordate sempre che potete provare ad evitare che questo accada, specialmente nelle vostre case. Se il vostro compagno è immotivatamente e rabbioso e svalutante, se ha la tendenza ad alzare le mani, anche se vi chiede scusa, tenete gli occhi aperti e abbiate il coraggio di vedere chi avete al vostro fianco.

Ci sarebbero ancora moltissime cosa da dire, vi rimando all’articolo di domani in cui vi parlerò delle conseguenze psicologiche e di cosa fare in seguito ad uno stupro.

Fonti: Benessere. com

www.istat.it

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