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Facebook: e’ davvero qui il problema?

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Non c’è dubbio che il social network, in particolare il notissimo Facebook, abbia creato una notevole dose di consensi in tutte le fasce di popolazione. I dati sono in continuo incremento. Una notizia di oggi dell’ANSA denuncia la presenza di 175 milioni di iscritti a Facebook in tutto il mondo. Il popolare social network di Mark Zuckerberg, studente universitario che ha fatto la sua fortuna in un dormitorio di Harvard costituirebbe per popolazione la sesta nazione al mondo, superando Giappone, Russia, Bangladesh e Pakistan. In Italia, a dicembre Facebook contava quasi 8 milioni e mezzo di visitatori unici e oltre 3 miliardi di pagine viste.

Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, il popolare social network
Cito dall’articolo dell’ANSA “In media in tutto il mondo gli utenti hanno a testa almeno 120 “amici” e trascorrono globalmente più di tre miliardi di minuti ogni giorno sul social network. Inoltre, più di 15 milioni di iscritti aggiorna il proprio status almeno una volta al giorno e più di tre milioni e mezzo si iscrive a un gruppo ogni giorno. Sul sito, infine, vengono caricate quotidianamente più di 850 milioni di foto e oltre 5 milioni di video al mese.”

Sinceramente queste cifre non mi allarmano, anche quando fu inventato il telefono o quando internet si affacciò sulla scena mondiale, si gridava allo scandalo. Sinceramente nessuno è mai morto collegandosi ad internet e non credo che si rimanga soli perchè si è dipendenti da un social network. Immagino che chi dedica moltissime ore della sua giornata a queste forme di evasione e ne diventa dipendente, in realtà ha problemi molto più seri della dipendenza da internet. Credo che se qualcuno non riesce ad uscire di casa perchè deve aggiornare il suo status su facebook, ha un disagio a priori. Probabilmente, se non fosse esistito il social network avrebbe usato qualche altra forma di droga. Il mezzo, l’oggetto della dipendenza non è la sua causa. Il problema è altrove.

So che queste sono affermazioni forti, probabilmente impopolari e che i miei colleghi non saranno d’accordo, ma sono un pò stufa della ricerca di capri espiatori. Ho visto troppe volte persone smettere di fumare e poi lanciarsi spasmodicamente sul cibo. La dipendenza non si elimina cancellandone l’oggetto, ma risalendo alla sua radice, che probabilmente è molto più lontana. Sarebbe opportuno essere più schietti e dirsi che ogni generazione, rispetto alla precedente appare agli occhi di chi l’ha preceduta, un pò “malata” perchè sostituisce alcuni valori con altri o peggio ancora con nessuno. Alcuni aspetti della malattia dei nostri adolescenti nasce forse dal fatto che i genitori essendo impegnati tutto il giorno non hanno insegnato loro a giocare a pallone e al biliardino, a fare lo struscio lungo il corso e a trascorrere le giornate fuori in bicicletta. Ma questa è storia.

Vi saluto con un simpatico video tratto dalla rete che riassume le considerazioni che ho voluto condividere con voi. Buona navigazione!

Social Networking Wars su You Tube

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