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San Valentino: 10 modi per salvare la coppia

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Nel giorno in cui si festeggia la coppia, Psicozoo e il suo staff non possono fare a meno di porgere i loro auguri a tutti gli innamorati.

Sì, lo so, questa è una festa consumistica, ci guadagna solo la Perugina, ormai nessuno festeggia più, c’è pure la partita stasera…Però in fondo a me non dispiace perché credo che almeno un giorno all’anno sia dovuto alla celebrazione dell’essenza stessa dell’uomo: “l’essere con” (per dirla all’esistenzialista), l’amore. E se festeggiamo l’amore di mamma e di papà, quello dei santi e quello dei morti, perché non celebrare la festa dell’amore allo stato puro? Come avrete capito, sono tendenzialmente favorevole a San Valentino, quale rito per celebrare il sentimento universale dell’agape: ogni tanto, volemoce bene.

Come può una psicologa omaggiare questa festa e rendersi un po’ utile alle celebrazioni? Diventa quasi un dubbio morale…é questo un lavoro da psicologo? Proverò a stendere in poche righe e senza andarmene troppo per la tangente, un piccolo vademecum per la coppia: come mantenerla in piedi?

Perché oggi come oggi la difficoltà è proprio questa: rimanere insieme negli anni, tollerando i limiti nostri e dell’altro, la routine quotidiana, l’insofferenza, l’età che avanza e lascia i suoi segni, e mantenerci saldi nell’amore e nel rispetto reciproco.

Ecco allora qualche piccolo spunto su cui riflettere se avete intenzione di tenere insieme la vostra coppia. Se non è così,allora vi rinvio a prossimi articoli.

1. Conoscersi. Cercare di farsi un’idea realistica della persona che abbiamo vicino ci aiuta a comprenderci meglio e a non cadere dalle nuvole quando ci troveremo di fronte ai suoi limiti. Per questo è positivo chiedere all’altro, fare uno sforzo di comprendere il senso dei suoi interessi, informarci sul suo lavoro. Ne sarà contento.

2. Tenere presenti le reazione emotive che proviamo rispetto al partner. Se sentiamo rabbia verso l’altro senza avere chiare le motivazioni, rischiamo di aggredirlo continuamente qualunque cosa faccia. Prendiamoci quindi un momento per cercare di capire cosa ci evoca rabbia di lui, valutando se magari se ne può discutere.

3.Sperimentarsi come coppia in mezzo agli altri. Stare sempre in coppia e mai in gruppo finisce per svuotare di senso il rapporto, come se viveste fuori dalla realtà. Stare talvolta con altre coppie o con gruppi di amici single ci apre al confronto con realtà diverse dalla nostra e ci permette anche di vedere l’altro all’opera in un contesto allargato.

4.Essere squadra. Specialmente in un contesto di gruppo o in famiglia, sbandierare i difetti del partner ed esporlo al pubblico ludibrio vuol dire procurargli una brutta ferita e scatenarci addosso una rabbia cieca che difficilmente gli passerà. Di solito, nella migliore delle ipotesi, il partner si difenderà facendo lo stesso con noi. Lo scontro è garantito. In ogni caso, anche se si è da soli svalutare l’altro in maniera rabbiosa, anche in virtù del fatto che conosciamo i suoi punti deboli, è molto dannoso per il rapporto e si paga col tempo.

5.Mantenere vivo il desiderio. Anche se, dopo molti anni, specialmente se si convive, il livello di libido può calare inesorabilmente, ci si può riscoprire ancora attraenti per il partner e attratti l’uno dall’altra, magari con l’aiuto di qualche piccola trasgressione. Fatevi aiutare dalla vostra fantasia e da intenet, e se non esagererete, il successo è probabile.

6.Fare delle cose insieme che siano piacevoli per entrambi. Se vi siete piaciuti, avrete avuto pur sempre qualcosa in comune, no? Bene, coltiviamola! Fare insieme qualcosa che piace ad entrambi fa vivere un’esperienza di gratificazione col partner in cui associamo l’altro a momenti piacevoli. Però badate bene a non trascinare il partner in cose che non ama e che piacciono solo a voi: se quel corso di origami in carta di riso che voi amate tanto magari non è la sua passione, evitate di costringerlo a seguirvi: proverà rabbia per il tempo che gli avete rubato.

7.Non date nulla per scontato, chiedete sempre per favore. Anche se i ruoli tendono a somigliarsi, noi del sud amiamo indugiare nella spartizione delle mansioni ancora oggi: l’uomo deve venirmi a prelevare in auto, la donna deve cucinarmi la cenetta, l’uomo paga il conto, la donna stira e ammira. Anche se si condivide questa mentalità è bene sempre non pretendere, ma chiedere sempre per favore. Il partner eseguirà con più piacere e si sentirà gratificato.

8. Fare lo sforzo di “vedere l’altro”. Farsi domande e fare domande su come sta il partner nel rapporto, nella sua vita, o semplicemente quella mattina che ci sembra più imbronciato, è un modo favoloso per prendersi cura di lui. “Sentirsi visti” è uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano, perchè ci fa sentire riconosciuti come individui.

9. Non partire in quarta. E’ opportuno chiedere sempre spiegazioni al partner rispetto ad azioni che non ci sono piaciute o parole malpronunciate prima di partire con il lancio di piatti e bicchieri. Potremmo scoprire che aveva una ragione valida per fare o dire quaello che ha fatto/detto.

10. Ricordare che il partner non sta nella nostra testa. Se sentiamo il bisogno di qualcosa che il partner non ci da, proviamo a chiederglielo in maniera serena e ferma, magari non se n’è accorto. Cerchiamo sempre il dialogo sereno ricordando che siamo persone diverse con idee diverse sulla vita e su noi stessi.

Ovviamente non prendete queste indicazioni come scientifiche, sono poche parole buttate giù per ridere insieme a voi dei problemi di coppia. Se le ho scritte è per spingere ad una piccola riflessione su qualcosa che mi colpisce. Vedo e sento spesso al bar, per strada, al ristorante, coppie che parlano o litigano usando due lingue completamente diverse, o peggio parlando di cose del tutto diverse, pur credendo di stare affrontando lo stesso argomento e nello stesso modo. I 10 consigli di cui sopra possono essere così sintetizzati: “Cercatevi un linguaggio comune in cui incontrarvi”.

Hai detto niente”, direte voi.

Buon San Valentino a tutti!

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