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I bambini di Basiglio: un terribile errore che turba le coscienze

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Si conclude, se così si può dire, l’infausta vicenda che vede protagonisti una famiglia e due miei colleghi, adesso indagati per lesioni colpose ai danni di due bambini di Basiglio, comune ricco e benpensante in provincia di Milano.
La vicenda è molto dolorosa, difficile porre rimedio alle sofferenze dei bambini e della loro famiglia, così com’è difficile ogni volta rimettere in piedi la nostra categoria quando prende colpi del genere, a causa del terreno minato su cui si muove la categoria degli psicologi: il fatto che con i mezzi che abbiamo attualmente, è impossibile spiegare i fenomeni psicologici con i metodi della scienza tradizionale. Ma veniamo alla vicenda.
Il fatto. Una famiglia non proprio benestante in un paese ricco. Una famiglia non agiata con due figli, un maschietto di 13 anni e una femminuccia di 9. La maestra trova sotto il banco della bambina un disegno sconvolgente: una bimba è accovacciata sopra un bambino. In alto campeggia la scritta: “Giorgia tutte le domeniche fa sesso con suo fratello, per 10 euro. A lei piace.”
La maestra preoccupata lo mostra alla mamma che afferma che la grafia non corrisponde a quella della sua bambina. Anche la bimba conferma, sostenendo che l’autrice è una compagna di classe dispettosa che la motteggiava perchè è povera e ha i dentoni. La versione non convince l’insegnante che si rivolge alla preside e questa ai servizi sociali. La madre della bambina dispettosa accusata dalla piccola conferma la versione di mamma e figlia, ma questo non viene preso in considerazione. Così, il 14 marzo, giorno del compleanno del bimbo più grande, i servizi prelevano i bambini da casa e li sistemano in due comunità protette differenti.
La famiglia è spezzata, terrorizzata e attonita. I sospetti vengono confermati dal fatto che nel comune con il più alto reddito pro-capite d’Italia, una famiglia non ricca, accusata di qualsivoglia reato, è sicuramente colpevole.
Il giudice non rimanda i ragazzi a casa, perchè, anche se non fossero del tutto opera sua, la bambina potrebbe aver fatto quei disegni in parte. Dopo un mese di permanenza in comunità, il giudice riconferma la sentenza scrivendo: “Il maschio non ha mai dato problemi, ma ha importanti carenze in ambito scolastico, a conferma di una scarsa capacità dei genitori di seguirlo.” L’avvocato con le mani nei capelli si chiede se tutti i bambini che vanno male a scuola debbano essere ospitati in comunità. Le mamme di basiglio con la puzza sotto al naso affermano “Finalmente abbiamo bonificato la scuola dalle piattole”. Ora capiamo perchè la bulletta amica della povera bimba strappata alla famiglia, fosse così crudele. Da toglierli a loro i bimbi. Dopo 70 giorni la perizia calligrafica del Tribunale conferma che la scrittura non risulta effettivamente essere quella della bambina e che i disegni non sono i suoi, così i ragazzi tornano a casa. Ma la frittata è fatta.
Partono gli avvisi di garanzia. Alla preside e a due maestre per falsa testimonianza. Ora è il turno di due Psicologi e di un’assistente sociale, accusati di lesioni colpose. Il primo psicologo doveva facilitare nei bambini la comprensione del passaggio dalla casa dei genitori alla casa-famiglia. Sembra che lo Psicologo abbia fatto peggio dicendo al bambino che “avrebbe cambiato i genitori” e non permettendogli di salutare la sorella. Tutto questo, unito alla separazione dalla famiglia, avrebbe provocato nel figlio maggiore un disturbo post-traumatico da stress, per cui la famiglia chiede un risarcimento. L’altra psicologa e l’assistente sociale sono state accusate invece di aver fatto pressioni sul maschietto per fargli confessare i suoi giochi erotici con la sorella.
Come fare a difendere il lavoro dei colleghi e come fare a disconfermarlo? Non conosco le procedure che hanno usato e talvolta frasi decontestualizzate possono essere capite o utilizzate male dalle parti in questione. Posso solo dire che questo è un lavoro complicato, in cui i rapporti di causa-effetto tra le prove empiriche e i fenomeni della mente sono così aleatori da dare la possibilità a chiunque di trovarci delle pecche. E la responsabilità è grande, come quella di togliere dei bambini ad una famiglia. Per questo invito tutti alla prudenza, nonostante la rabbia sia forte. E soprattutto ricordo umilmente ai colleghi a non servirsi dei test,dei disegni e delle diverse tecniche proposte dai vari modelli come strumenti assoluti, in grado da soli di fornire una diagnosi.
Di più proprio non posso dire.

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