Gli speciali di Psicozoo: il sonno e i suoi disturbi

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Do il via con questo articolo ad un piccolo speciale sul sonno e i suoi disturbi, che uscirà una volta a settimana. Ho deciso di affrontare questo argomento perchè il 40% delle persone lamenta malesseri legati al sonno, ritengo quindi che sia utile cercare di capire i fattori che possono  impedirci di dormire e come eliminarli o attenuarli. Il sonno è un bene prezioso per la qualità della nostra vita e spesso un sonno problematico è il primo sintomo che rivela il disagio psicologico.

Iniziamo da un breve introduzione. Questa è la parte più noiosa, me ne rendo conto, cercherò quindi di essere sintetica, ma ritengo che senza una piccola introduzione diventi più difficile farmi capire quando parleremo dei disturbi del sonno.

Il sonno, come tutti sapete, è un periodo prolungato di quiescenza, in cui si verifica una ridotta reattività agli stimoli esterni. Il suo organizzatore è il nostro regolatore  interno che tutti conosciamo come “orologio biologico”.

Com’è fatto il sonno notturno? E’ composto da una serie di fasi più o meno regolari.

- Il primo step è la veglia rilassata, quando indossiamo il nostro pigiamone di pile, ci mettiamo sotto le coperte e dopo aver spento luce e tv chiudiamo gli occhi cercando di prendere sonno. La temperatura, il ritmo respiratorio e la pressione si abbassano, cala il cortisolo (ormone dello stress) e aumenta la secrezione della melatonina (l’ormone del buio che apre i cancelli del sonno).

- Entriamo quindi nella fase dell’addormentamento (S1), uno stato di sospensione in cui si alterna una coscienza più o meno offuscata alla perdita di contatto con la realtà. In questa fase si possono verificare le allucinazioni ipnagogiche, che consistono nell’apparizione di immagini vivaci, di solito statiche e di forma geometrica (quando vediamo i puntini e i colori chiudendo gli occhi) o nel verificarsi di sensazioni, quali ad esempio quella di “cadere nel letto” (è del tutto normale, state tranquilli).

- Dopo circa 10 minuti comincia il sonno vero e proprio, anche se inizialmente leggero (S2) con la perdita della coscienza: è qui che diventiamo incapaci di controllare i nostri pensieri e il nostro comportamento e perdiamo l’esame di realtà, cioè la capacità di distinguere tra gli oggetti reali e le nostre percezioni endogene.

- Passano altri 15 minuti ed entriamo nel sonno profondo (fasi s3 e S4), dove l’attività elettrica del cervello diventa lenta. Se veniamo svegliati in questa fase, abbiamo la sensazione di non esserci mai addormentati.

- Passata una mezz’ora in sonno profondo, ecco che si torna indietro: dalla fase S4 alla S3, poi S2 e infine di nuovo S1, ma con caratteristiche particolari. Avviene in questa fase una tempesta neurovegetativa che sconvolge la pressione, il ritmo cardiaco e la respirazione, in una generale eccitazione cerebrale: è il cosiddetto sonno REM, anche detto “sonno paradosso”. Il suo nome (Rapid Eye Movement) gli fu attribuito da Aserinsky e Kleitman, gli scopritori di questo singolare fenomeno, e si riferisce al fatto che durante questa fase del sonno si verificano movimenti degli occhi molto veloci (forse li avrete osservati nel vostro gatto mentre dorme). E’ una condizione particolare perchè nel REM l’elettroencefalogramma corrisponde ai parametri della veglia (c’è una forte attività elettrica come se fossimo svegli). Pare inoltre che sia questa la fase in cui avvengono i sogni veri e propri, quelli con una storia in cui abbiamo l’impressione di parlare o di compiere delle azioni, da soli o con altre persone. Questo spiega anche perchè spesso ci svegliamo mentre stiamo ultimando un sogno: è infatti in REM che avviene il risveglio. Poichè in questa fase i muscoli perdono tono e siamo come paralizzati, si è ipotizzato che questo fosse un meccanismo dell’organismo per impedirci di mettere in atto i nostri sogni e di farci così del male (se stiamo sognando di essere Superman, potremmo lanciarci in volo libero dalla finestra). Pare che tutti sognino, anche chi non lo ricorda e possiamo ipotizzare che chi dice di non sognare in realtà metta in atto meccanismi di difesa inconsapevoli per evitare di dare spazio a parti di sè sgradite. Ma questa è un’altra storia. Manteniamoci ancora nel gampo nella psicofisiologia.

- Per tutto il resto della notte alterniamo periodi di sonno NonREM a periodi di sonno REM con cicli di circa 90 minuti, 4 o 5 per notte in una dormita di 8 ore.

- Passate le 8 ore o quando suona la sveglia apriamo gli occhi: la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione, la temperatura aumentano, sale il cortisolo per farci svegliare e scende la melatonina. E’ qui che si verifica quello spiacevole momento definito come “Inerzia del sonno“, cioè il tempo che intercorre tra il risveglio e la ripresa vera e propria dell’attività. In questa fase siamo completamente rintronati e quello che ci succede intorno è solo un disdicevole inconveniente perchè torneremmo volentieri tra le lenzuola. Questo stato di cose può durare dai 30 ai 60 minuti, ma se abbiamo dormito male, se siamo tornati dal veglione di Capodanno o se conduciamo una vita dissennata, può arrivare fino alle 3 o 4 ore. Ecco perchè al mattino abbiamo bisogno di un buon caffè.

Mi fermo qui, sperando di esservi stata utile. Ho voluto fare una piccola sintesi di questo meccanismo complesso che è il sonno perchè più se ne conosce, meglio possiamo prendere provvedimenti per dormire bene.

Nei prossimi articoli di questo speciale, parleremo dei disturbi del sonno più diffusi, con alcuni piccoli suggerimenti pratici per affrontarli.

Buona notte.

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Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110