Charcot e l’isterica

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Come ogni venerdì mattina, il dottor Charcot entrò nell’aula della clinica Salpetrière, dove teneva le sue famose lezioni, gremita come un teatro, in cui ogni genere di pubblico si assiepava per assistere alla dimostrazione. Studenti, medici, curiosi, tutti aspettavano ansiosi di vedere l’isterica all’opera, per avere qualcosa da raccontare tornando a casa dalla moglie annoiata.

Lei era lì, seduta sulla sedia di paglia intrecciata, una signorina di buona famiglia, con la sua gonna di taffetà e i capelli legati in una crocchia dietro la testa.Il dottore saluta i presenti, si liscia i mustacchi e comincia la spiegazione.

Vi mostrerò oggi come l’isteria sia una distorsione degli affetti più che del soma, tanto che la mente può, in circostanze fortemente emotive, avere potere sul corpo fino a manfestazioni d’inaudita gravità. Il corpo si contorce senza che vi sia focolaio epilettico, la vista scema senza danno alla retina, le gambe s’immobilizzano anche se la spina dorsale è intatta e funzionale”. Continua parlare, mentre la signorina ascolta, seduta lì come un sintomo che respira più che come una persona.

“L’episodio isterico acuto consta di una serie di fasi ben catalogate, precedute da manifestazioni prodromiche quali dolori ovarici, perturbamenti psichici, palpitazioni, ronzii, sensazioni di martellamento cerebrale, obnubilamento della vista.”- continua Charcot.

Ecco che la brava signorina comincia a contrarre il volto e si porta le mani alla testa.

“Ecco la prima fase, quella epilettoide:  comincia la perdita della coscienza, il corpo si contrae come in un attacco epilettico con scosse irregolari, il respiro si blocca a singhiozzi, il volto diventa gelido e bollente alternitivamente, i globi oculari roteano verso l’alto lasciando visibile la sola sclera dell’occhio, il volto si deforma e si contrare, con la protusione della lingua e la fuoriuscita di saliva. Tutto il corpo s’irrigidisce come paralizzato, sino al finale rilassamento che sembra svenimento, mentre il respiro si fa rantolante. Cominciano quindi le contorsioni e il clownismo: l’isterica si esibisce in posture corporee inverosimili, manifestando un’elasticità e una forza impensabile per la sua gracile struttura fisica. C’è da rimanerne stupefatti. Perfino la voce cambia come potreste figurarvi in quello che tutti immaginano come possessione demoniaca. Ecco allora la fase degli atteggiamenti passionali: allucinazioni e deliri sconvolgono la mente dell’isterica mentre mette in scena il suo dramma interiore. Infine spossata la paziente avrà bisogno di molto tempo per riposare dalla fatica della crisi. E può rimanere per lungo tempo paralizzata, cieca o muta signori, senza che nessuna alterazione cerebrale o organica che sia, abbia ad intervenire”.

Mentre il dottore spiega all’uditorio, indicandola senza guardarla punto negli occhi, il volto della signorina è sempre più contratto, sussurra tra i denti qualcosa, si porta una mano al bacino.

“Tutti questi sintomi avvengono sempre alla presenza di qualcuno perchè questa, stimati signori, è una simulazione, una messa in scena bella e buona volta a richiamare l’attenzione di chi ha causato tanto dolore. I tentativi di suicidio, le gravidanze simulate, le paralisi senza causa organica, niente è reale. E quando il corpo si contrae in un arco, come gli esorcizzati quando vedono il sacro corpo di Nostro Signore, anche quello è simulato. Ma potrei dire con certezza che la simulazione non è frutto di una volontà che è  esplicitamente in grado di fingere. Il tutto avviene senza che l’isterica ne sia responsabile. Nelle mie ricerche sto approfondendo come l’emotività non manifestata perchè sconveniente, cerchi di venir fuori attraverso il soma, senza la possibilità di controllarsi da soli.” La folla ascolta scettica e sorpresa. Possibile che sia così?

La signorina si alza in piedi, il corpo si contrae in spasmi e movimenti circolari, gli occhi ruotano, il ventre sobbalza. Ecco tutti i sintomi descritti si manifestano nella loro inaudita violenza. Tutti, ad uno ad uno. L’arco isterico, l’attesa estatica, le urla, la voce, il crollo fisico, il delirio. Nemmeno una vorgola si discosta dalle parole del dottore.

Nel piano controllo di sè, lui continua a parlare – “Ecco, vedete di cosa argomentavo? Ora con la tecnica dell’ipnosi fermerò la crisi e vi restituirò una signorina per bene. ”

Il dottore opera con calma, quale occasione didattica eccellente e la fortuna è che questo succede in ogni sua dimostrazione. L’isterica non è molto più in quell’aula, dell’atlante del corpo umano appeso alle pareti. E’ una dimostrazione vivente, non un soggetto che sente parlare di sè. La sua malattia è l’esibizione perchè in altri modi non riesce a dire al papà quanto sta male.

Ed in quell’aula stamattina ha fatto felice il suo dottore, che tanto l’aiuta. Anche se come suo padre, non si accorge di quello che sente mentre racconta di lei.

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Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110
avatar luca scrive:

Persone affette da questa sindrome accusano spasmi incontrollabili e contorsioni simili ad una crisi epilettica. In realtà, la matrice di tale crisi e’ prettamente psichiatrica e non e’ altro che una richiesta d aiuto esasperata e scenografica, in genere rivolta a qualcuno che stimola emotivamente il paziente (genitori,partner) la mia ragazza e’ affetta da questa sindrome e, quando la crisi si manifesta mi limito a:

– posizionarla sul letto supina con la schiena leggermente rialzata da due cuscini

– somministrarle un tavor sublinguale

– carezzarle dolcemente testa invitandola a respirare profondamente.

Da un anno a questa parte questa parte la crisi ha connotati sempre più vicini alla crisi epilettica, come la fuoriuscita di saliva e la perdita di urina; quest ultimo effeto, in genere e’ il prologo alla crisi epilettica.

Accetto critiche e consigli