Attacchi di panico: istruzioni per l’uso

Ecco uno di quei termini psicologici un pò abusati nel linguaggio comune: l’attacco di panico. Molto se ne scrive, ancor di più se ne dice, tante persone che ne soffrono se li diagnosticano addirittura da soli e purtroppo, li curano a modo loro. Questo accade perchè si tratta di un problema molto diffuso e sentito, che si può manifestare in diverse modalità, tanto che ognuno di noi può dire di aver sperimentato qualcosa di simile almeno una volta nella vita.

Il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, IV edizione (DSM IV TR) ne da la seguente definizione:

“un periodo preciso di paura o disagio intensi, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel giro di dieci minuti:

  1. palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
  2. sudorazione
  3. tremori fini o a grandi scosse
  4. dispnea o sensazione di soffocamento
  5. sensazione di asfissia
  6. dolore o fastidio al petto
  7. nausea o disturbi addominali
  8. sensazione di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento
  9. derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distanti da sé stessi)
  10. paura di perdere il controllo o di impazzire
  11. paura di morire
  12. parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)
  13. brividi o vampate di calore.”

Aldilà, della  sintomatologia che tutti conosciamo e che ho elencato qui solo per amore di completezza, vorrei ricordare che  l’attacco di panico non è la malattia, ma il segnale di un qualche disagio che cerchiamo di tenere a bada attraverso il sintomo.

Premesso questo, provo a rendermi utile dandovi qualche piccolo stratagemma per affrontare la crisi d’ansia quando si presenta. Vi confesso che faccio molta fatica a trattare questo argomento con tale leggerezza e in poco spazio, proprio perchè conosco la profonda angoscia da cui si sentono inghiottite le persone che hanno a che fare con questo sintomo. Non voglio banalizzarlo, ma solo porgere una piccola ancora, una sorta di pornto soccorso da integrare poi con gli opportuni accertamenti.

Innazitutto, quando compaiono le prime avvisaglie, mettetevi, se vi è possibile, in un posto rassicurante e provate a sedervi con i piedi ben piantati a terra in una posizione comoda. Se sopraggiunge l’attacco probabilmente siete molto spaventati, quindi guardatevi intorno per fare un pò di contatto con la realtà. Respirate a piccoli tratti, mandando l’aria profondamente nel petto, e non espirate completamente. Provate a sentire il vostro respiro e a capire come state emotivamente, perchè spesso mettere parole alla propria agitazione aiuta a contenerla. Poichè  l’ansia spesso fa perdere la lucidità, sarebbe opportuno farvi aiutare in queste manovre da una persona cara di cui vi fidate, che vi tenga la mano senza spaventarsi e che si faccia guardare da voi per farvi da modello nel respiro. Dopo la crisi, è probabile che siate molto stanchi, quindi non v’impegnate subito in qualcosa, ma cercate di riposare o di fare una passeggiata che vi aiuti a scaricare la tensione.

Usate questi accorgimenti da soli poche volte: se avete una sintomatologia così fastidiosa, forse, più che ricorrere al rimedio fai-da-te, sarebbe opportuno cercare di capirne qualcosa in più consultando uno specialista.


Edit: Su Facebook è stata attivata una pagina per raccogliere richieste, pareri e segnalazioni sugli Attacchi di panico.

Se volete sentirvi un pò meno soli rispetto a questa cosa e ricevere qualche indicazione, o confrontarvi per cercare risposte, siamo a vostra disposizione.

Cliccate qui per andare alla pagina Facebook sugli Attacchi di Panico

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56 Commenti

  • 30 gennaio 2009 | Permalink |

    Grazie Lucia. Dalle tue parole traspare molta umanità. I tuoi consigli mi saranno di certo utili ad affrontare questo tremendo disagio che mi coglie spesso di sorpresa.

  • 30 gennaio 2009 | Permalink |

    Grazie a te Stefano, mi fa piacere che chi soffre di questo angosciante disagio si senta capito e soprattutto mi senta vicino. Tornaci a trovare!

  • 24 agosto 2009 | Permalink |

    buona sera, riguardo a questo argomento volevo chiederle un parere. Spesso e soprattutto quando cambia il tempo, ho delle sensazioni strane, una sintomatologia simile agli attacchi di panico: fastidio al petto, come un formicolio, respiro che si spezza, sensazione di “fatica” nel fare qualsiasi movimento..affanno. Insomma un malessere generale chepero’ dura anche ore. Vorrei chiederle se si puo’ chiamare attacco di panico, quello che mi prende in questi momenti oppure e’ piu’ una sintomatologia di una persona emotiva ed ansiosa, in corrispondenza anche di un temporale in arrivo o di un cambiamento climatico. Ringrazio in anticipo.

  • 24 agosto 2009 | Permalink |

    Cara Vale,
    le due definizioni che hai dato rispetto al tuo disagio ( attacco di panico oppure una sintomatologia di una persona emotiva ed ansiosa) non sono in contrasto tra di loro. L’attacco di panico può essere proprio il sintomo di una persona emotiva e ansiosa.

    Per essere più precisi, la crisi d’ansia può avere due funzioni fondamentali: può servire come scarica di uno stato emotivo troppo forte che non riusciamo a contenere o, nei casi più gravi è l’estrema difesa che ci serve a tenere insieme i nostri “pezzi”, che altrimenti crollerebbero.

    Nel tuo caso, anche se non ti conosco, mi sembra di capire che questi sintomi si manifestino in te quando stai provando qualcosa di molto intenso che non riesci a gestire. Niente di grave, intendiamoci, ma è buono, quando ti capita, che ti interroghi su quello che stai provando (paura, tristezza, rabbia, una gioia troppo forte) e sul perchè reagisci in quel modo al tuo stato emotivo.

    Un abbraccio.

  • 30 settembre 2009 | Permalink |

    Mi chiamo chiara ho 17 anni ho sofferto di attacchi di panico mentre ora soffro solo d’ansia..sto migliorando lentamente..ognuno vince la cosa a suo modo ma i metodi sono 2: terapia farmacologica e/o psicoterapeuta..invito tutti nel mio sito
    http://musinafelice.jimdo.com

  • 1 ottobre 2009 | Permalink |

    Cara Chiara,
    ti ringrazio per il tuo commento, che può rappresentare una speranza per tutti coloro che convivono con il panico.
    Un abbraccio

  • 20 ottobre 2009 | Permalink |

    ciao mi chiamo martina e ho 19 anni….purtroppo anche io ho avuto attacchi di panico e diciamo che mi stanno rovinando la vita! ho scoperto per caso da qualche settimana che il mio problema erano attacchi di panico, leggendo un giornale…pensavo che il mio problema fosse solo una semplice ansia mista a un pò di paura ma è molto peggio!sto perdendo il mio secondo anno di universita per colpa di questi attacchi…sia l’anno scorso sia quest’anno ho avuto queste crisi. l’anno scorso ho mollato l’universita dopo tre settimane di lezione perche non ce la facevo piu…piangevo in continuazione, sentivo l’aria mancare e avevo la sensazione come di impazzire, di non avere vie d’uscita.allora mi sono convinta che forse era il corso sbagliato.quest’anno ho riprovato e ho passato il test convintissima di volerlo fare e invece ecco di nuovo le solite crisi, stavolta più forti.sono stata male due settimane, non mangiavo niente e ho saltato la scadenza per le iscrizioni….quando ho letto di queste crisi mi sono detta che dovevo vincere io non loro ma purtroppo era troppo tardi per le iscrizioni…e ora sono a casa a piangere quasi ogni giorno per questa situazione…ho sempre sognato fin da bambina di laurearmi e ora mi sembra tutto cosi difficile!mia madre è molto delusa e io sto col morale a terra…grazie per avermi permesso di sfogarmi…martina

  • 20 ottobre 2009 | Permalink |

    Cara Martina,
    grazie a te per la tua testimonianza. So che la parola “attacco di panico” può far pensare a qualcosa di molto grave; in realtà spesso è solo una forte paura che non riesce ad esprimersi con le parole e quindi lo fa attraverso il corpo.
    Inizare l’università è uno stimolo molto forte: conoscere gente nuova, misurarsi con uno studio più difficile di quello della scuola, stare in un ambiente meno protetto di una classe, pensare al proprio futuro, dover mantenere una media. Tutti questi elementi rendono l’università un ambiente in cui una persona che non crede tanto in se stessa e nelle proprie possibilità, può stare particolarmente male.
    Il mio invito è quello di riflettere sulle motivazioni di fondo che ti portano a stare così male: quali sono le tue vere paure? Sei più preoccupata di deludere tua madre o te stessa?
    La risposta a queste domande è difficile, ma può essere una via d’uscita da questo problema.
    Un abbraccio e in bocca al lupo

  • 28 ottobre 2009 | Permalink |

    Eh già…e pensare che per più di un mese non sono uscito di casa…avrei preferito rompere entrambi i femori piuttosto che avere gli attacchi di panico…Ho passato momenti veramente brutti…e li passo ogni volta che mi tornano..I consigli li accetto a braccia aperte..
    A me ad esempio parlarne con la gente mi aiuta moltissimo…non c’ è niente da vergognarsi..anche se ci si sente degli scemi perchè si ha un improvvisa paura di una cosa comune…sono vicino a tutti quelli che ne soffrono!!! :o )
    Franco

  • 29 ottobre 2009 | Permalink |

    Ciao Franco,
    grazie per l’utilissimo consiglio che hai dato ai lettori di Psicozoo. Tra l’altro quando se ne parla con gli altri spesso ci si accorge che ne soffrono più persone di quante crediamo, persone “normali” e non certo pazienti da manicomio.
    Un saluto

  • 31 ottobre 2009 | Permalink |

    Salve ragazzi anche io come voi soffro di tale crisi, un paio di mesi fa ho perso mia cugina per infarto da allora vivo con una paura tremenda, sento delle strane senzazioni al petto, a volte sembra ke nn riesco neanke a respirare, ho fatto tutti i controlli, analsi del sangue elettro cardiogramma e mi dicevano che era tutto apposto nessuna anomalia, nonostante tutto sentivo ancora quei sintomi e i miei pensiri nn mi rassicuravano affatto nonostantwe tutto quando giocavo a pallone o perke nn ci pensavo ma la stanchezza e l’affanno nn me li sentivo propio un giorno ebbi alcuni sintomi tutti insieme senzazione di peso al petto formicolio alle mani quando ad un tratto mentre pensavo ke tenessi qualkosa kome se il repiro mi venisse a mancare tutto di un botto e tutto questo mentre stavo a lavoro il battito del cuore aumento fortemente e chiesi di accompagnarmi in os dale….arrivati al pronto soccorso la dottoressa mi fece tutti i test e lettrocardiogramma e un altro che si mette un sensore vicino al dito per vedere la respirtazione e la frequenza cardiaca…la risposta fu tu stai troppo bene i problemi te li crei tu nella tua testa stai in ottima salute..li per li mi sentivo al sicuro.tornai a casa e feci un paio di giorni di riposo quando d’un tratto la’ansia mi sali nuovamente ed ebbi un sensazione di stare in un mondo tutto solo nne avevo paurta di un nuovo attacco , quando tornai a casa mi imisi vicino al pc e trovai un articol che parlava delgli attacchi di panico, lessi ke allora tutto quello ke succedeva era racchiuso nella paura che avevo in me e dissi no deve passare, senza alcuna terapia ma solo con la mia forza di volotà oggi sto decisamente meglio anche se ogni tanto avverto alcuni stimoli ma dico nn e niente e aspetto che passano …rispetto ad un mese fa che avevo pauraq di guidare per andare a lavoro di stare solo in casa adesso questo e tutto passato anche se ogni tanto l’ansia viene ma cerco di farmela passare…..

  • gianluca
    1 novembre 2009 | Permalink |

    @Michelangelo – Coraggio, e niente paura: ne ho sofferto anche io e sono stato davvero male: ora quando comincio a sentire quei sintomi (praticamente nei periodi di maggiore paura o stress) cerco di pensare a come mi sento, e mi chiedo in mente perchè sto provando quella paura, e cosa sto veramente provando. Dopo un pò mi tranquillizzo da solo e tutto passa.

    Quando i sintomi non accennano a diminuire però c’è la spia di un disagio più profondo, che talvolta solo un percorso interiore può svelare, magari con l’aiuto di un professionista.

    Un abbraccio!

  • 1 novembre 2009 | Permalink |

    E’ bello, anche se doloroso leggere tante testimonianze di persone che soffrono e cercano di affrontare le difficoltà, spesso riuscendoci. Continuate pure a raccontarci di voi, darete sostegno a tante persone.

  • 6 novembre 2009 | Permalink |

    Salve…ho letto con molto interesse il suo articolo e volevo farle i miei complimenti. Ho inoltre una domanda..la prima volta che io ho avuto una sensazione simile a un attacco di panico ero sotto l’effetto di cannabis. A partire da quell’episodio mi succede di avere questi episodi in cui mi sento totalmente estraniata dalla realtà, mi sembra di vivere in un sogno, ho la tachicardia, la nausea, paura. Mi succede anche se sono perfettamente lucida e in situazioni di serenità come a casa o a scuola. Ci sono anche giornate intere in cui non ho nessun “attacco” ma una sensazione costante di dissociazione..lei che mi dice? Grazie

  • 7 novembre 2009 | Permalink |

    Cara Alice, ti ringrazio innanzitutto per i complimenti.
    Non è infrequente che la cannabis scateni una sintomatologia ansiosa, ovviamente in persone già predisposte. Le sensazioni fisiche provocate dalla cannabis possono averti messo a contatto con qualche emozione profonda che ti ha spaventato.
    Sia l’attacco di panico che la dissociazione sono meccanismi che servono a gestire la paura, quando è troppo forte: i primi la esprimono attraverso il corpo, la seconda la allontana dandoti una sorta di anestesia.
    C’è sempre un motivo per cui l’ansia si manifesta, anche in quelle situazioni che ti sembrano tranquille: magari una parola detta da qualcuno, un pensiero o una sensazione fisica che ti richiama contenuti spaventosi di cui non sei consapevole.
    Quello che puoi fare è chiederti di cosa sei tanto spaventata in questo periodo della tua vita e come mai non vuoi vederlo.
    In bocca al lupo!

  • 17 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao,
    io devo ammettere che in questo periodo sarei disposto a saltare giorni di lavoro anche a costo di farmi licenziare pur di farmi passare questo stato di ansia tremendo che per 2 volte è sfociato in un attacco, (l’ultimo 4 notti fa, durato circa 4 minuti….purtroppo credo di sapere la causa. Un video che mi è capitato sott’occhio di un calciatore morto in campo di infarto). Penso sia la situazione più brutta della vita, spero vivamente che passi presto. Non riesco neanche ad andare al cinema per paura che mi rivenga… Per fortuna l’ansia non mi impedisce di dormire :-) , almeno quello…… grazie per l’attenzione, ciao ciaooo

  • 18 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao Germano,
    ti ringrazio innanzitutto per la tua testimonianza.
    Io credo che il video che hai visto sia il fattore scatenante, non certo la causa di quello che ti sta capitando. E’ probabile che quel video abbia tirato fuori qualcosa di più profondo che in questo momento della tua vita ha bisogno di emergere.
    Un saluto

  • 20 novembre 2009 | Permalink |

    Salve a tutti, ho letto l’articolo ed è stato molto interessante, ho letto anche i commenti e capisco perfettamente queste situazioni…Ne ho sofferto diversi anni fa e l’incredibile senso di paura che ti ritornino questi attacchi di panico ti impediscono molto spesso di uscire e ti chiudi in casa, Impaurita anche dal solo pensiero di dover andare a prendere un caffe sotto casa con le amiche.Ma anche se sembra tutto un incubo prima o poi se ne esce!! Io posso dire che ne sono uscita anche se devo confessare che ancora non trovo il coraggio di viaggiare, ma so che prima o poi ci riuscirò.
    Ma il fatto è che se stasera sono tornata a cercare degli articoli sugli attacchi di panico un motivo c’è…Ieri sera ne ho avuto uno dopo anni che nn ne avevo piu…non so quanto sia durato non ero lucida e avevo l’impressione di impazzire mi sono cominciata a chiedere tra me e me piangendo che cosa avevo fatto per meritarmi questo e che non volevo che mi tornassero non volevo ritrovarmi nella stessa situazione di anni fa , volevo solo una vita serena e tranquilla…Poi piano piano tutto è passato e mi sono addormentata. So perfettamente che era un attacco di panico e forse ora dato che si avvicina l’ora in cui vado a dormire ho paura che ritorni…sicuramente il motivo di questo attacco di panico è un periodo di stress che sto passando per il fatto che sono da due mesi disoccupata e per altre tante piccolezze come ad esempio il fatto che dovrei andare al compleanno d una mia amica e non ho il coraggio ,per paura che lei ci rimanga male, di dirgli che non mi va di andarci anche se a lei tengo molto …Non ho inTensione di abbattermi un’altra volta assolutamente infatti oggi sono uscita sensa pensare alla paura sono uscita e basta. Ma poi penso: E SE RICADO NELLA STESSA SITUAZIONE DI ANNI FA ???COSA FACCIO???FORSE è IL CASO DI RICONTATTARE LA MIA PSICOLOGA O ASPETTO UN PO SPERANDO CHE SIA SOLO UN EPISODIO DI STRESS MOMENTANEO???Io voglio vivere, non voglio stare in casa privandomi di tutte le cose belle che mi circondano perchè questi attacchi già hanno preso troppo tempo della mia vita !Ti ringrazio un saluto !!!

  • 20 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao Ragazze,
    io sto vivendo un incubo da febbraio ad oggi. Tutto è cominciato quando ho preso l’influenza ed avevo forti dolori al petto.poi fortunatamente nel giro di qualche giorno con medicinali antiinfluenzali tutto è passato…beh tutto no..diciamo i dolori al petto…
    Da quel momento ho cominciato a pensare che in me qualcosa non andava e che potessi avere qualche “male brutto”…cancro, tumore disfuzione cardiaca….Non so come mai mi è presa questa paura perche’non ci ho mai pensato..forse proprio a causa dei dolori al petto.

    Da li in poi è cominciato il tutto..piu’ pensavo a queste malattie e piu’ stavo male.
    C’erano giorni che stavo benissimo e giorni ch einvece avevo la tachicardia la sudorazione alternata freddo caldo e il formicolio ad una gamba.
    Sono andata dal medico di base che mi ha prescritto gli esami del sangue la lastra al torace e l elettrocardigramma holter.

    ritiro gli esiti…tutto ok. il medico mi dice che è ansia dovuta al fatto che stavo cambiando casa x andare a convivere e che ad aprile mi sposo…

    io ci credevo poco ma volevo convincermi fosse cosi.

    Passano circa 2 mesi, senza attacchi di ansia o panico.
    Cambio casa, faccio il trasloco e tutto procede tranquillo….

    Fino ad una settimana fa…sono al supermercato a fare la spesa ed inizio a sentire le vertigini e mi sento vuota come se non riuscissi a pensare a nulla….arriva la tachicardia e sudo sudo sudo…

    x fortuna sono li con il mio ragazzo e mi porta a casa, dopo poco mi sento molto stanca senza forze ma sto bene.

    Il giorno dopo (sabato) nessun sintomo pero’ vivo tutto il giorno con il pensiero che mi possa venire.

    Arriva domenica, sembra che sto bene, ma poco dopo esser saliti in macchina x uscire inizio a non aver piu’ la sensibilita’ in entrambe le mani, comincio a sudare e faccio fatica a deglutire…mi spavento molto, continuo a sbadigliare e mi manca il respiro.

    dico al mio ragazzo che moriro’ Il mio ragazzo mi porta subito al pronto soccorso, mi provano la pressione (tutto ok) e mi fanno attendere sul lettino.
    Dopo pochi minuti sto bene, e voglio andarmene.

    Sto li 3 ore (ridicolo) senza che mi guardano nemmeno, dopo di che firmo ed esco.

    Da domenica ad oggi mi sento veramente come se non vivo piu’…vengo al lavoro x distrarmi ma il mio pensiere da quando mi sveglio è “chissa’ se mi arriva un attacco”.
    Non si puo’ vivere cosi…ho scoperto pero’ che distrarsi aiuta molto…quando ho qualche sintomo mi distratto con la wii o leggendo un libro, sara’ scontato ma mi va di scriverlo nel caso che qualcuno non lo sa.

    E’ sbagliatissimo sedersi ed attendere che arrivi come scriveva qualcuno.

    o almeno comn me non funziona, è molto peggio se mi permo ed attendo.Io cerco di distrarmi anche se non è sempre facile.

    io non sto prendendo farmaci e non li voglio prendere proprio perche’ tra 5 mesi mi sposo e poi vorrei subito un bimbo….

    I medici dicono che la forza sta dentro di noi…ma io non la sto trovando dentro di me…e questo mi fa venir voglia di piangere urlare perche’non esiste che a 24 anni mi devo condizionare e rovinare la vita x una cosa psicologica,…….

    Ragazzi dobbiamo aiutarci e farci forza a vicenda….vaff….ansia….ripetiamocelo…siamo piu’ forti noiiiiii

  • 20 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao ragazze,
    anche se è triste vedere quante persone soffrono di questo problema, vi sono grata per aver raccontato le vostre storie e dato coraggio agli altri in questo modo. Andate a fondo e chiedete aiuto, troppe vite vengono sprecate per la paura di dirsi che si ha un problema e che serve una mano.
    Un abbraccio

  • 20 novembre 2009 | Permalink |

    La buona strada è questa, non negare il momento difficile, riconoscere che qualcosa ci spaventa e continuare a perseguire obiettivi sani. Tenete presente che le ultime generazioni sono sempre più soggette a questi episodi e sempre in concomitanza con quei passaggi rituali di crescita (cambiare casa, cambiare lavoro, cambiare vita, cambiare…). Il passaggio dall’essere figli all’essere autonomi, che in altre culture e anche nella nostra in tempi passati riceveva una celebrazione ufficiale, nella nostra “civiltà” ipertecnologica è messo in sordina, quasi si avverte la sottile volontà di allontanare il momento in cui i giovani diventano adulti, forse perché genitori e istituzioni sanno di non lasciare ai figli e ai futuri cittadini un mondo adeguato. In ogni caso, il sano spavento per i grandi cambiamenti, messo a tacere, trova vie inaspettate e violente come gli attacchi di panico per esplodere.

  • 20 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao Lucia,
    grazie della risposta..in molte ci dite di non aver paura a parlarne, io non ho affatto paura, non mi vergogno di questa “malattia” (che anche se i medici dicono che non loè per me lo è a tutti gli effetti)…i miei amici,familiari e colleghidi lavoro sanno benissimo di questo mio problema ma purtroppo non sanno come aiutarmi…
    C’e’ chi mi dice di non pensarci, chei mi chiede il perche’ di questi attacchi e io non so come rispondere….e a chi mi dice di non pensarci rispondo che non è possibile.

    La paura che ritorni un attacco invade la mia mente al mattino appena mi alzo e mi addormento con la speranza che la notte passi tranquilla senza nessun attacco.
    il bello, fin ora è che la notte riesco a dormire tranquilla…

    Vorrei sapere, qualcuno mi sa dire come riconoscere l arrivo di un attacco di panico e cercare di prevenirlo???

    Io quando mi sento un po strana mi distraggo (leggo, wii, cucino) ma non posso sempre aver a disposizione queste cose….
    Mi sta venendo paura ad uscire perche’ penso che se mi sentiro’ male non ci sara’ nessuno a soccorrermi…non ce la faccio piu”Lucia….dammi un consiglio…come posso uscirne..

    Come faccio a “non continuare a pensarci” come mi dicono le altre persone che mi stanno accanto??

    Pensa che ad aprile mi sposero’ ed ora mi sta venendo il pensieredi come faro’ a fare un viaggio di 10 ore per il Madagascar….sicuramente non voglio perdermi questo viaggio di nozze!!!

    Ho sempre viaggiato da sola (facevo l animatrice turistica) ho fatto anche viaggi da 14 ore ma non mi sono mai posta il problema.

    Da quando soffro di dap non sono ancora salita su un aereo….quindi non so come potro’ reagire all idea che se sono ad alta quota non ci sara’ nessun ospedale vicino e non posso scendere…

    pensa che mi spaventa anche il pensiero che, il giorno del matrimonio, mi possa venire un attacco con li tutti gli invitati….e rovinerei la festa a me e a tutti….

    Vorrei guarire x aprile anzi devo guarire…x favore aiutatemi

  • 20 novembre 2009 | Permalink |

    scrivo a Sergio:

    E’ vero cheper noi giovani il mondo che ci aspetta è un mondo difficile senza un furuto certo ma io non ho paura di crescere.

    Ho deciso autonomamente di andare a convivere e di sposarmi quindi per me non è una cosa negativa..e nemmeno una cosa chemi porta gli attacchi di panico.

    Sono str convinta di quello che sto per fare e non vedo l’ ora, nonvedo il perche’ la mia mentre dovrebbe ribellarsi.

    io non ho paura dei cambiamenti, se sono voluti e pensati!!!!

  • 21 novembre 2009 | Permalink |

    Cara Elisa,
    al contrario degli altri io non ti dico di non pensarci perchè mi rendo conto che non è possibile, anzi ti dico di pensarci di più e meglio. Le distrazioni allontanano il problema per qualche minuto, ma non lo risolvono.
    Quando ti rendi conto che ti sta arrivando l’attacco, puoi metterti sotto le coperte raggomitolata (ti da contenimento) o uscire e camminare per scaricare un pò la tensione. In quel momento cerca di pensare a quale emozione ha provocato l’attacco (paura, rabbia, tristezza o una gioia troppo forte) e cerca di capire cosa può averla generata. Questo ti da un contenimento razionale.
    I cambiamenti, anche quelli piacevoli e desiderati, portano comunque una modificazione dell’equilibrio, che può creare inconsapevolmente tensione. Per questa ragione, consiglio a te e anche a Roberta di consultare uno psicologo, a maggior ragione se non vuoi prendere farmaci e vuoi stare bene per goderti la vita meravigliosa che ti aspetta.
    Un abbraccio forte!

  • 23 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao Lucia,
    grazie come al solito delle tue immediate risposte.
    Vedi ho gia’ provato a cercare di capire quando mi vengono le crisi a cosa possono essere dovute, ma non c’e’ mai un motivo.
    mi vengono quando guardo la tv tranquilla, mi vengono quando sono al lavoro e quindi con i pensieri sono altrove…
    Tu mi dici di uscire e camminare..beh quando mi accorgo che mi stanno x arrivare mi blocco e ho paura ad uscire…ho paura di star male o perdere il mio io e di non aver nessuno vicino che mi soccorre….

    Per fortuna questo week è andato molto bene, nonostante ilmio pensiero andasse spesso a sentire come stavo, non ho avuto nessun attacco e anche oggi, nonostante sia lunedi, sono molto serena….x fortuna !!!

    venerdi ho parlato con un amico che è guarito da questi attacchi e mi ha consigliato di parlare con i miei attacchi.
    so che puo’ sembrare una cosa da pazzi ma dice che funziona.

    Dice di guardarmi allo specchio e continuare, con fare arrabbiato, a parlare a me stessa dicendo e urlano che sono piu’ forte io dell’ ansia e del panico.

    L ho fatto, e non so se è stato x l effetto placebo, ma poi mi sono sentita piu’ leggera.
    Mi sono messa davanti allo specchi, in un momento dove avevo un po’ di tachicardia e pensavo stesse arrivando ed ho incominciato, ad alta voce, a dire ” dai vieni attacco, vieni che tanto sono piu’ forte io…vieni che ti caccio via….e cosi’ via..”..per un 10 minuti poi stavo meglio.

    Inolte mi sono messa a giocare alla wii, giocavo con il gioco del tennis e poi della box e ad ogni pugno o racchettata parlavo dicendo che la uccidevo questa crisi se provava ad arrivarmi, e invece non è arrivata.

    Devo dirti che quasi mi piace urlare e scaricare la tensione con esercizi parlati contro l ansia.

    magari ad altri non fa nulla,ma a me almeno x questi giorni, è servito!!!

    E voi ragazze/i che scrivete, che fate x combattere queste situazioni???

  • 23 novembre 2009 | Permalink |

    buona sera a tutti. Il mio fidanzato soffre di attacchi di panico.Ha avuto il primo l’anno scorso e purtroppo settimana scorsa ne ha avuto un altro. è comunque sotto una psicologa che sta cercando di aiutarlo. Io però vorrei solo sapere come faccio ad aiutarlo in quanto sua fidanzata. cosa devo dirgli e come devo comportarmi, più che altro perchè lui vive perennemente con l’ansia e con difficoltà a respirare.vorrei sapere come fare a farlo tranquillizzare almeno un pò.

  • 23 novembre 2009 | Permalink |

    Cara Elisa,
    da quello che mi racconti mi sembra di capire che sotto i tuoi attacchi di panico ci sia molta rabbia che tu probabilmente non riesci ad esprimere in altri modi e di cui hai molta paura perchè non sai gestirla. Ecco perchè funziona urlare contro lo specchio e contro l’avversario della wii.
    Adesso si tratta di capire con chi sei arrabbiata e perchè.
    Quando ti scrivo di vedere come mai ti capitano, non intendo rispetto a quello che stai facendo al momento: anche guardando la tv o stando a lavoro, inconsapevolmente una frase pornunciata, un pensiero che ti attraversa, o un’immagine trasmessa in un programma possono evocarti emozioni che ti agitano e ti provocano l’attacco.
    Un saluto e grazie dei tuoi interventi!

  • 23 novembre 2009 | Permalink |

    Cara Aurora,
    la cosa che più tranquillizza una persona ansiosa è stare vicino a qualcuno che la rassicura. Se tu ti mantieni serena e gli mostri che non sta succedendo niente di grave, lo aiuterai. Se invece ti spaventi e gli fai mille domande del tipo: “Che ti succede?” “Come ti senti” “Ti è passato?” aumenti lo stato di tensione.
    Stagli vicino senza opprimerlo, magari fagli compagnia in una passeggiata a passo veloce in cui lui può scaricare la tensione e fagli sentire che non sei preoccupata perchè il suo non è un infarto, ma solo ansia. Dopo qualche ora che l’ansia è passata ne potete parlare insieme, ma non in modo inquisitorio o preoccupato.
    Un saluto

  • 24 novembre 2009 | Permalink |

    grazie mile lucia. cercherò di fare come mi hai detto tu perchè mi fa veramente male vederlo stare cosi. se questo può servire a tranquillizzarlo almeno un minino ci metterò tutta me stessa per riuscire a fare come mi hai detto tu. GRAZIE VERAMENTE!!

  • 25 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao Aurora,
    come avrai letto io sono nella situazione del tuo ragazzo, quindi ti posso dare consigli in base a quello che io voglio quando sto male.
    Nel momento che sento che mi sta arrivando io lo dico al mio ragazzo, che fortunatamente è sempre stato con me quando mi sono venuti…

    Poi pero’ gli dico di lasciarmi sola, nel senso di non farmi domande….
    lui mi sta accanto in silenzio facendo finta di fare altro…mi angoscia di piu’ e mi fa star peggio se mi fa domande se mi chiede come sto o se mi tocca troppo (fisicamente).
    Quando abbiamo queste crisi abbiamo prima di tutto bisogno di sicurezze e il vedere che, la persona accanto non se ne preoccupa piu’ di tanto ti fa pensare che sono paure e mali infondati, altrimenti, la persona amata, sarebbe preoccupata.

    All inizio quando mi venivano, lui, poverino, continuava a parlarmi a chiedermi e io, per spiegargli come mi sentivo, cercavo di ascoltare di piu’ il mio malessere e non facevo altro che peggiorarlo.

    Ora anche lui ha capito, quando mi vengono lui sta accanto a me fisicamente (sempre pronto per qualsiasi necessita’, ma non è mai troppo invadente e invasivo.

    questo è quello che preferisco io quando non sto bene, non so se siamo e vogliamo tutti le stesse cose naturalmente!!

    Una cosa che ho imparato e che ho detto anche al mio ragazzo è di non chiedermi nulla le ore o i giorni dopo.
    Se non mi chiede io evito magari di pensarci, altrimenti succedeva che, in un momento in cui non ci stavo pensando, lui mi chiede ed ecco che comincio a pensarci.

    Devi cercare di distrarlo, di farlo pensare ad altro e soprattutto, non farti assolutamente vedere preoccupata.

    Anche se sei molto molto angosciata e spaventata controllati.
    Fallo per lui.

    ciao

  • 25 novembre 2009 | Permalink |

    ciao lucia,
    rieccomi qui a scriverti… Mi dici che trovi nei miei attacchi molta rabbia…non so, forse hai ragione, ma io sono arrabbiata con me stessa e con questi attacchi.Non mi capacito del perche’io possa stare cosi male, e non trovandone un motivo reale, mi innervosisco e mi arrabbio molto.
    Io sono arrabbiatissiamo con il mio io, con quest ansia che mi devasta quando arriva…non credo quindi che gli attacchi di panico siano perche’ sono arrabbiata con qualcuno.
    Se devo essere arrabbiata con qualcuno lo devo essere solo con me stessa..
    dopo 25 anni sto riscoprendo un altra Elisa, un elisa che non sapevo esistesse e che non mi piace proprio.

    poi vorrei chiederti una cosa un po’ particolare…che non c’entra, credo, con l ansia e gli attacchi.
    Mi sono accorta gia’ da un po’ che mi preoccupo molto quando le persone accanto a me, a cui voglio bene stanno male..
    Detto cosi sembrerebbe una cosa normale, ma non è cosi.

    Quasi mi arrabbio con chi non sta bene e mi sta vicino, come se lo facesse apposta.

    L’ altra sera, il mio ragazzo ( con cui convivo da 2 anni) si è alzato di notte perche’ aveva un po’ di mal di testa e ha preso una pastiglia.

    io mi sono svegliata l’ ho sentito che non stava bene lui mi ha spiegato che aveva un po’ di mal di testa e a me è preso un fortissimo mal di stomaco…dopo di che non ho piu’ dormito…
    Ed io sapevo che era una cosa da niente eppure mi sono agitata troppo.

    Non mi vengono in mente altri episodi, ma ne sono successi moltissimi altri…quando non sta bene io mi angoscio, ma sento che non è un angoscia di dispiacere perche’ non sta bene…non lo so….sembra proprio fastidio che non stia bene.

    E’ molto strana questa cosa…mi preoccupo anche x un po di tosse…ma mi preoccupo non nel sensao che voglio curarlo…non so come spiegarmi.
    e non credo che mi hai capita!!

    non so ….forse sono troppo debole ed ho paura di aver vicino una persona che non è in forma.
    Questo potrebbe essere ma non dovrebbe esistere che mi dia addirittura fastidio.
    Non so controllare questa cosa, che mi capita da anni….ma so che non è giusta e razionale

  • 25 novembre 2009 | Permalink |

    grazie elisa. in fondo chi meglio di te mi può dire cosa il mio ragazzo ha bisogno. prima di tutto mi spiace che anche tu ne soffri e spero che al più presto tu ne possa guarire perchè vedo quanto sta male il mio ragazzo. in ogni caso cerco sempre di dargli serenità di farlo pensare ad altro di scherzare e ridere con lui. hai ragione la domanda come stai forse non è il massimo anche se non sarà molto facile. anche se ho notato che ultimamente lui cerca di parlare molto con me dicome si sente. grazie mille perchè sia i tuoi consigli che quelli di lucia sono sicura che mi aiuteranno molto. un bacio

  • 25 novembre 2009 | Permalink |

    Aurora non mi devi ringraziare…mi aiuta molto scrivere e parlarne…è un modo per convincermi ancora di piu’ che non è una “malattia” che ho solo io.

    Anche io a momenti ne parlo molto con il mio ragazzo, ma poi si cade nel banale e nello scontato.
    E poi, c’e’ da dire una cosa, noi “colpiti” da questa orribile cosa, cerchiama di far capire nel miglior modo possibile come ci si sente,e, inconsciamente, cerchiamo e speriamo delle risposte da chi ci sta ad ascoltare, ma purtroppo, una persona che non l ha mai provato, non sa nemmeno lontanamente che cosa signiica, per questo finisce x dare risposte banali e scontate.

    E’ un bene comunque che ne parli con te.
    Credimi, è un segnale in piu’ di quanto lui si fidi e ti ami….io ho un sacco di amici e parenti (per mia fortuna) ma in quei momenti vorrei solo accanto i miei genitori e il mio ragazzo.
    Cerco di circondarmi solo di persone che amo profondamente e per cui farei di tutto.
    Non è comunque bello e semplice far vedere le proprie debolezze.
    Credo che sia cosi anche x il tuo ragazzo.

    nel male quindi, vedi il lato positivo…ha bisogno di te….ed è bellissimo sapere che qualcuno in questo mondo ha bisogno di noi.
    Almeno..io la penso cosi….

    ma al tuo ragazzo era venuto un anno fa solo una volta e poi è ritornato pochi giorni fa???

    Ma non è che magari ha solo un po di ansia x qualche motivo’??

    Che io sappia, ma non ci metto la mano sul fuoco, questi attacchi dovrebbero essere molto piu frequenti che una volta all anno!!!

    Magari, e lo spero x voi, è solo un po di ansia o stress….che sintomi ha avuto???

    Sempre se te ne va di parlarne.
    Mi fa piacere scriiverci su questo sito.
    E ti parla una cho odia chat, blog, facebook, msn ecc. ecc.

    Queste sono cose utili….

  • 25 novembre 2009 | Permalink |

    ciao lucia.
    allora premetto che la sua vita non è mai stata molto semplice. Il padre da quasi quando lui è nato ha avuto il vizio del bere, in poche parole era un alcolista.
    Lui quindi ha sempre dovuto essere più grande della sua età, essendo stato il padre anche licenziato la madre cercava di portare avanti la famiglia andando a fare le pulizie a casa di altre persone, mentre il fratello più grande scappava da questa situazione stando tutto il giorno fuori. era lui quindi che aiutava sua madre, lui che cercava di consolarla, lui che riceveva le telefonate a casa che il padre ubriaco aveva fatto un incidente, allora chiamava la madre e intanto correva in bici in ospedale, Insomma non una situazione molto bella. Forse è anche per questo che ora non è capace di piagere e fidati che di questa incapacità ne risente tanto.
    comunque il padre per fortuna a maggio dell’anno scorso è riuscito a smettere di bere grazie anche all’aiuto degli alcolisti anonimi. la scorsa estate sembrava quindi che stesse tutto andando per il meglio, lui era “apparentemente” tranquillo e felice fino al giorno in cui ha avuto l’attacco di panico. Io non ero con lui anche perchè lui era a Napoli da i parenti ma so che è stato molto male, che era sicuro di morire e che per piu giorni di seguito si è fatto portare in ospedale. ricominciare poi non è stato facile aveva paura anche di uscire di casa ma molto probabilmente per cercare di far contenta me si sforzava fino a quando poi uscire non era poi diventato cosi difficile anche se l’ansia rimaneva sempre cosi come il non riuscire a respirare.in questo periodo inoltre uno psichiatra senza fargli nessuna seduta si è limitato a fargli prendere delle pastiglie dalle quali lui ora è dipendente e con il nuovo psichiatra sta cercando di elimarle e sostituirle anche perchè ormai non gli fanno neanche piu effetto però se non le prende gli portano un bisogno fisico.
    andando da questo nuovo psichiatra, dal quale prima di risolvere il problema sta facendodei test per capire la causa , le cose stavano migliorando nettamente.settimana scorsa purtroppo c’è stato il dubbio che suo padre avesse un’altra donna, dubbio però che non è stato chiarito subito ma dopo un paio di giorni, in quei giorni lui ha cominciato a fantasticare e a chiedersi perchè quell’uomo che gli aveva rovinato la vita ora ci stava riprovando, quindi ha incominciato a ricordare tutto il male passato. risolto questo dubbio che poi si è dimostrato essere falso sembrava nuovamente tutto risolto e li l’altro attacco di panico, meno forte infatti non è andato in ospedale perchè è stato una “mazzata” perchè mentre credeva che stava guarendo e tornato un po al punto di partenza.
    non so se sono stata chiara. se hai bisogno di qualche altro dettaglio sono a tua disposizione. ciao ciao..

  • 25 novembre 2009 | Permalink |

    ciao elisa scusa ti ho chiamato lucia. che stupida perdonami..

  • 26 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao ragazze, mi fa piacere che Psicozoo sia un luogo di incontro e di confronto tra di voi. Grazie dei vostri contributi!

    Elisa@ Credo di aver capito quello che vuoi dire. In realtà tu provi fastidio (rabbia) quando le persone che sono per te un riferimento, non sono al massimo della forma, perchè, come hai detto tu stessa, se sono fragili non ti possono stare vicino. Io credo che qui potresti trovare anche alcune risposte per i tuoi attacchi: ti servono a non vedere le fragilità tue e degli altri, che ti spaventano troppo.
    Mi è davvero difficile sintetizzare tutte le cose che ti vorrei dire per iscritto e anche tutte le domande che vorrei farti per capirci qualcosa in più.
    Per evitare di dirti qualcosa di affrettato, ti saluto con un’osservazione: secondo me tu ti fidi molto poco degli altri (e probabilmente non te ne rendi conto), per cui quando trovi qualcuno che riesce a conquistare la tua fiducia, come il tuo ragazzo, tendi ad idealizzarlo e non vorresti mai scoprire che è una persona fragile come te.
    Un saluto

  • 27 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao a tutti, ieri ho avuto un attacco di panico mentre ero in fila per entrare al palasport a vedere uno spettacolo. Mi sono spostata in un luogo tranquillo, ho aspettato che TUTTI entrassero e poi sono entrata con calma e ho preso il mio posto numerato, per uscire ho fatto la stessa cosa.
    La cosa che mi ha fatto molto male è che ero col mio ragazzo, che è una persona molto sensibile e di solito molto profonda, e lui ha sdrammatizzato e si è quasi scocciato di dover aspettare che tutti entrassero dicendo che potevo anche sopportare di fare la fila tanto eravamo già a buon punto e non succedeva niente..
    come si fa a spiegare a una persona che non ne soffre come comportarsi?? Ci sono rimasta davvero male e se mi capitasse ancora vorrei che lui si rendesse conto..
    grazie a tutti per i consigli che mi darete

  • 29 novembre 2009 | Permalink |

    Anch’io ho sofferto e soffro tutt’ora anche se in misura minore di attacchi di panico. Purtroppo soltanto chi ‘ha vissuto in prima persona questo tipo di disagio potrà capirti veramente. L’unica cosa che posso consigliarti è di cercare di non farti condizionare da questi attacchi e soprattutto di non considerare le reazioni di chi ti sta vicino. Io sono entrata in crisi per questo motivo, il mio compagno non mi capiva e io mi sentivo sempre di più in colpa. Poi piano piano ho accettato il problema ed ho cercato di risolvermelo da sola evitando luoghi che sapevo potevano farmi scattare paure. E’ difficile!

  • 30 novembre 2009 | Permalink |

    Ciao Paola,
    mi fa molto rabbrividire il tuo messaggio che ci hai mandato.
    Io come ho scritto ed avrai letto, ne soffro da quasi un anno, e quindi ti capisco benissimo…sono rimasta scioccata dal leggere la reazione che ha avuto il tuo ragazzo.
    Non lo conosco, quindi non mi va di commentarlo, ma per favore rifletti sul suo comportamento.
    Leggi cosa scrivo io su come reagisce il mio ragazzo e di come Aurora si preoccupa del suo ragazzo che sta male, secondo te, è giusto che tu ti meriti un comportamento simile dal tuo ragazzo?

    Forse l ho interpretato male io, ma se è come pernso, per cortesia riflettici bene.
    una persona che soffre di attacchi di panico ha bisogno di qualcuno che le sta vicino e che tenta di capirrla, non di certo di uno che prende la cosa con leggerezza.

    Purtroppo quello che ti posso dire io è che non riuscirai mai a far capire al tuo ragazzo come ci si sente e cosa si prova, perche’ è impossibile da far capire e da capire x una persona che, fortunatamente, non ne ha mai sofferto.
    Quello che ti posso dire io è di parlargli e di raccontare cosa provi in un momento in cui stai bene, che siete sereni e che avete un po di tempo x parlare senza fretta.
    Devi solo esser sicura che lui abbia voglia di capirti e di ascoltarti, altrimenti tempo sia solo un peggiorare i fatti e una perdita di tempo x entrambi.
    Non so come potrai reagire se ti accorgessi che lui è disinteressato o se trova la cosa superficiale e banale.
    Comunque, cambiando un attimo discorso, sei fortunata che ti basta solo stare in un posto tranquillo, a me quando viene è forte, ho bisongo si di un posto tranquillo, ma subito dopo devo assolutamente star tyranquilla e rilassata perche’ il mio fisico si stanca molto.

    io x esempio non sarei mai riuscita ad aspettare la fila che passasse x entrare.
    Io sarei tornata immediatamente a casa…ma è la prima volta che ti capitava? Sei sicura si trattasse di un attacco di panico?

    ora scrivo ad Aurora! Ciao cara….scusa se non t ho risposto in questi giorni ma non ero al lavoro e non ho internet in casa.

    Guarda mi piacerebbe tanto poterti dire che gli attacchi del tuo ragazzo sono dovuti al passato, ma non ne ho idea..purtroppo non sono una psicologa anche se non sai quanto mi piacerebbe esserlo!!
    Pero’ potrebbe essere.
    Ho parlato Con un amica di un amica che li ha avuti e che era seguita da uno psicologo.
    Mi ha detto che lo psicologo le diceva che poteva essere ansia accumulata nei mesi e che poi, in un momento di tranquillita’ e serenita’ sfocia in attacco di panico perche’ il corpo deve liberarsi delle negativita’.
    Non per forza deve essere ansia del momento stesso in cui la si vive.
    Pero’ aurora pesa le parole e le cose che scrivo perche’ siamo tutti diversi e quindi ogni persona puo’ averla per svariati motivi.
    Ora ho preso appuntamento con un medico che divide i fiori di bach, dicono che funzionino molto bene e che non sono invasivi perche’ naturali.
    Come è stato sto week il tuo ragazzo? Avete passato un bel week end?

    per Lucia: dopo aver scritto agli altri per gli altri scrivo a te:
    credo che forse potresti aver ragione sul fatto di non voler vedere le debolezze degli altri.Non ci avevo mai pensato prima, ma credo che tu abbia centrato in pieno quello che provo quando sta male qualcuno che mi sta accanto a cui io voglio un bene immenso.
    Secondo te, magari, i miei attacchi sono dovuti anche a questo, come potrei farmi passare questa paura che le persone che sono vicino a me stanno male??Io sono cosciente che è normale non sentirsi sempre bene……

    un bacio a tutte e 3

  • 30 novembre 2009 | Permalink |

    Grazie Elisa , sei molto carina. Per fortuna ho chiarito e spiegato al mio ragazzo che mi ha chiesto scusa e promesso di stare più attento in futuro. Non è la prima volta che mi capita, è da anni che ne soffro ma dopo un anno di antidepressivi e la psicoterapia sono più gestibili….nel senso che se riesco a capire che mi sta arrivando l’attacco e vado in un posto tranquillo, prendo uno xanax e dopo una mezz’oretta sto molto meglio. L’altra sera infatti sono riuscita ad entrare a vedere lo spettacolo ma non ero certo in forma e non mi sentivo per niente bene, ci ho provato perchè sono stanca di scappare sempre…
    ma a parte evitare i luoghi affollati che mi creano questi problemi, c’è qualcuno a cui sono passati o ci si deve convivere tutta la vita?
    grazie e un abbraccio a tutti

  • 30 novembre 2009 | Permalink |

    cara Paola,
    sono contenta che ti sei chiarita con il tuo ragazzo, perche’ penso che , la reazione che ha avuto era decisamente fuori luogo.

    per quanto riguarda la domanda che ci hai fatto io non so proprio cosa risponderti…tu almeno hai capito che a provocarti gli attacchi sono i luoghi affollati, io non so nemmeno i miei da che cosa siano dovuti.

    credo che i miei siano differenti perche’ io non li ho in posti precisi, ma bensi in vari luoghi..pure quando sono a casa tranquilla davanti la tv.

    ho letto che hai preso e prendi psicofarmaci..io sono decisamente contraria, come avrai letto nei messaggi precedenti, e una cosa che ti posso dire è che ti passano lo stesso anche senza i farmaci che poi, anche nonvolendo o convincersi che non è cosi, danno dipendenza.

    io non prendo niente (anche se il medico voleva darmeli) e magari soffro al momento un po di piu’ , ma poi finiscono da soli…credimi paola, quando vedi che ti passano anche senza prendere nulla sei soddisfatta e in qualche maniera Fiera di te….

    Questo è il mio modesto e umile pensiero, naturalemtne tu conosci la tua persona e sai come agire…
    Pero’ mi piace l idea di farti sapere ( a te e a chi legge) che gli attacchi finiscono da soli senza strascichi anche senza gli psicofarmaci.

    prova una volta sola, quando arriva l attacco lascialo arrivare e poi aspetta che ti passa, credimi che quando sara’ passato sarai felice di vedere che lo combatti anche senza farmaci.

    io ti auguro che non ti arrivino piu’ , ma ti chiedo la cortesia di farmi sapere se ti tornano se riesci a sconfiggerlo senza niente…solo con la tua forza.

    vedi io mi informo molto sulla psiche umana e sul panico da quando ce l ho e so che non sara’ per tutta la vita.
    pero’ non è un bene che passino grazie a dei farmaci, dobbiamo farli passare cosi parlandone insieme, dandoci la forza e prendendo meno cose possibili….

    Comunque ricordiamoci tutte che NON SI MUORE per gli attacchi di panico (anche se so benissimo ch ein quel momento ti convinci che stai x morire…e che sia qualcosa di diverso rispetto al solito attacco di panico)!!!

  • 2 dicembre 2009 | Permalink |

    ehi ma non scrive piu’ nessuno??

    Mi sento sola!!!

  • 2 dicembre 2009 | Permalink |

    ciao elisa.. tranquilla capisco che le cose possono cambiare da persona a persona. il fine settimana è stato abbastanza pesante e un po mi vergogno ad aver pensato anche io di non farcela. è stato un pensiero di un secondo ma che poi mi ha fatto sentire molto in colpo.però penso che sia quasi normale ogni tanto un piccolo sconforto. ovvio di questo lui non sa niente, deve vedermi forte e deve riuscire a prendere la forza in me. per fortuna da lunedi va meglio, il dottore gli ha cambiato la cura e ora sembrerebbe anche lui piu tranquillo e piu deciso ad affrontare tutto. tu invece come stai??

  • 2 dicembre 2009 | Permalink |

    Ciao Aurora,
    pensavo non scrivessi piu’…..
    Io sto molto bene in queste ultime settimane..speriamo in bene!!!Anche se non mi voglio illudere che non torneranno mai….
    Da quanto ho letto il tuo ragazzo, invece, è stato ancora male….mi spiace davvero tanto x lui e naturalmente anche x te.
    Sai io non ho idea di come si puo’ sentire chi sta vicino ad una persona con un attacco, ma immagino che non sia x niente bello o facile.
    per cortesia, non scrivere e non pensare mai che tu non ce la puoi fare…lui conta su di te…x cortesia non lo deludere.
    E tu fatti forza pensando che in quel momento sei l unica persona che conta x lui e lui ha bisogno solo di te.
    hai fatto bene a non dirglielo, anche se forse, dovresti essere onesta…e dimostrargli anchele tue paure…certo non dirgli aparole quello che hai scritto !!, altrimenti potrebbe perdere la fiducia che ha riposto in te e si sentirebbe “deluso e abbandonato”, pero’, con altre parole, puoi dirgli la debolezza che hai provato in quel momento.
    Siamo esseri umani e sarebbe inverosibile non avere reazioni o paure.

    Da quanto ho letto ho capito che il tuo ragazzoprende dei medicinali…ma è da tanto che li prende?? Non so se hai letto nei miei messaggi che ho scritto a Paola che io sono contraria…o almeno x ora non vorrei prenderli…leggi il messaggio di Paola e capisci come la prendo io.
    Sono quasi convinta chepassano anche senza di quelli…
    Io quando sto male non li prendo e ti assicuro che passano…poi naturalmente torneranno (perche’ non si risolve il problema da cui nascono…ma nemmeno con i farmaci!!), ma tornano anche con gli psicofarmaci, i medicinali guariscono in quel momento ma poi il nodo del problema rimane dentro noi..quindi se deve rimanere meglio che rimane senza che noi ci prendiamo cose che, a lungo andare, danno dipendenza.

    io la vedo cosi, poi ognuno ha il suo punto di vista.

    ma dove e come si è sentito male?? non sai da cosa puo’ esser dovuto questa volta in particolare? (caos, troppa gente, traffico, agitazione…..)
    A me purtroppo vengono in diversi e svariati momenti quindi ancora non ho capito da cosa sono dovuti…. :(

    Ti abbraccio

  • 2 dicembre 2009 | Permalink |

    ciao elisa. no scusa non ho piu scritto perchè stavo preparando un esame e quindi non ho avuto molto tempo. tranquilla non lo deluderò e non ho nessuna intenzione di farlo. so benissimo che molte volte la cosa che lo porta a reagire sono io, me l’ha confessato piu di una volta che la voglia che ha di “guarire” e soprattutto portata dal fatto di voler poi vivere tranquillo e felice con me. no sinceramente non so da cosa è stato portato questo stare male questo week end, non ha avuto un vero e proprio attacco di panico, diciamo che non si era ancora ripreso completamente dall’ultimo di qualche settimana fa!
    guarda eli anche io sono abbastanza contraria riguardo l’assunzione di psicofarmaci, ho studiato alle superiori per cinque anni psicologia e il prof che avevo ci ha sempre fatto credere che se hai un problema psicologico non si risolve con un farmaco ma con un’adeguata cura da un buon psicolo. purtroppo io non posso vietare al mio ragazzo e ai suoi genitori di farglieli prendere. in ogni caso so che quelli che sta prendendo non portano dipendenza, il suo psichiatra ha appunto voluto dargli questi perchè man mano che passano le settimane diminuisce la dose fino a toglierla. questo perchè la cura a parole è comunque lunga quindi la affiancano a queste pastigliette.
    comunque ti volevo solo dire che io ho una piccola convinzione che dico sempre al mio ragazzo: so che questi attacchi non potranno durarvi tutta la vita, una volta guariti non li avrete piu e quando avverrà quel momento voi sarete persone molto piu forti, ma molto piu forti di tutti coloro che non hanno mai avuto attacchi di panico perchè dopo aver combattuto contro una grande cosa saprete affrontare tutto. io ti ammiro come ammiro il mio ragazzo perchè so che non è facile ma il vostro modo di reagire è notevole, quindi non può piovere per sempre!! un bacione!!

  • 8 dicembre 2009 | Permalink |

    Ciao a tutti,
    ciao Lucia
    con il riacutizzarsi del problema ho deciso di fare una visita specialistica e devo dire che sta funzionando… anche se ora sono sotto una fase un po di sbandamento cmq gli attacchi sembrano non affacciarsi piu e tanto meno l’ansia… il mio consiglio per questo problema è di andare da uno psichiatra privato… vediamo fra un mesetto quando finisce la cura come sto…… ciao a tutti e auguri…

  • 9 dicembre 2009 | Permalink |

    Ciao Germano,
    io ho visto che avevi scritto tempo fa e poi non ti eri piu’ fatto vivo.
    Allora hai scoperto se i tuoi attacchi erno dovuti a quel video o ad altro??
    Ho letto che stai andando da uno psichiatra, cosa ti fa fare?? ma ti ha dato cure??
    Non so se hai letto i miei messaggi, ma anche io soffro di attacchi di panico e di ansia…non ce la faccio piu.
    In alcuni giorni penso che sto benissimo e che mi sono passati, altri giorni invece, mi sento veramente male ( anche solo perche’ ci penso troppo!! non x forza perche’ mi è venuto un attacco) e questo mi sta piano piano distruggendo.
    L’ ultimo attacco mi è venuto un paio di settimane fa, poi piu’ niente, ma mentre i week scorsi li ho passati tranquilla e spensierata, questo week “lungo” appena trascorso, l ho passato maluccio,
    Non mi sentivo molto bene, in particolare non ho avuto nulla, ma mi sentivo come se mi stesse arrivando un attacco, e x questa sono stata condizionata tutti i giorni.
    Vi giuro che non ce la posso piu’ fare…..

  • 9 dicembre 2009 | Permalink |

    Ciao Germano,
    mi fa piacere che tu abbia avuto un’esperienza positiva e che abbia deciso di condividerla con i lettori di Psicozoo. Ti consiglio di affiancare allo psichiatra una psicoterapia per evitare le ricadute.
    Un abbraccio e in bocca al lupo!
    Cara Elisa,
    è normale che quando si ha più tempo per pensare i sintomi si facciano più intensi, perchè ci si concentra sui problemi e si è meno distratti dagli impegni quotidiani. Capisco lo sconforto, ma non è impossibile uscirne. Perchè non cerchi una soluzione rivolgendoti ad uno specialista?

  • 9 dicembre 2009 | Permalink |

    Ciao Cara Lucia,
    come mi fa piacere leggere anche i tuoi messaggi ogni tanto!!
    Guarda, io sono super sincera e ti dico che non vado da uno specialista solo perche’ costano molto e non me lo posso permettere.
    Come avevo scritto sopra ho appena cambiato casa, affrontando cosi un mutuo, e ad aprile mi sposo quindi sono in corso tutti i preparativi e le relative spese…credimi che altrimenti andrei!!!
    Ma secondo te, anche considerando il messaggio che ti avevo scritto sulle malattie, è possibile che questa ansia e panico sia dovuta al fatto che ho sempre paura che,il mio ragazzo stia male o si ammali???
    Secondo te, indipendentemente dal fatto se sia o no questo il motivo dei miei attacchi, come posso farmi passare questa preoccupazione che poi sembra trasformarsi in rabbia, quando il mio ragazzo non sta bene???(anche x un semplice mal di testa??)

    Lucia, cavolo, io voglio guarire, vogliostar bene per godermi il giorno piu’ bello della mia vita e …la mia vita!!

  • 10 dicembre 2009 | Permalink |

    Ciao A tutti,
    come state?? Io tutto ok a parte delle macchie che mi sono uscire su tutto il corpo.
    Inizialmente ne avevo una piccola sotto al seno e il medico m aveva dato una crema anche se lui sosteneva potesse essere una macchia psicosomatica (dovuta allo stress…strano!!!).
    Ho messo la crema per piu’ di un mese ma ora che me ne sono uscite altre sulla pancia e sulla schiena devo andare dalla dermatologa!!!
    mamma mia che sfortuna..tutte a me!!!!

    Ieri vagando su internet ho letto di molte persone che stanno meglio dagli attacchi di panico grazie ai fiorni di bach.
    Qualcuno di voi li ha provati x caso???
    ieri ho chiamato una naturopata e oggi alle 19 ho l appuntamento x un colloquio con lei.
    Mi ha detto che mi deve fare diverse domande e un questionario per poi farmi il “siero” con i fiori di bach piu’ adatti alla mia situazione.
    Io ci provo ragazzi…poi naturalmente vi terro’ aggiornati!!!
    E se funzioneranno ve lo diro’…e anche se non faranno nulla….non vi prendero’ in giro dicendovi una cosa x un altra.
    Cosi se funzionano…magari potete assumerli anche voi e stare meglio!!!

    Incrociamo le dita!!

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